Recentemente ho narrato in molti articoli le vicende relativa alla strage di Bologna e le inchieste parallele nate dopo decenni di depistaggi. Mi è stato chiesto dai lettori, invece che tanti articoli lunghi da leggere, di fare una stringata lista delle cose più importanti per provare che la strage di Bologna sia stata fatta dai palestinesi. E’ compito arduo, sono 25 anni che studio questa vicenda e ad ogni capoverso si apre un capitolo di centinaia di pagine e di cose che so che, mi rendo conto, al normale lettore generano confusione. Ho deciso quindi di evitare l’elenco dei depistaggi, come quello della pista libanese e di Rita Porena, o mille altre cose che indurrebbero una iperinformazione non produttiva.
Succintamente, quindi:
La sera prima della strage di Bologna dormiva a Bologna un esperto dinamitardo che lavorava per i Palestinesi. Questa informazione venne inviata alla procura della repubblica da Gianni de Gennaro ma la procura iscrisse a modello 45, fatto che non costituisce reato, e quindi nessun giudice la vagliò;
Prima ancora che ci fosse un processo venne apposta una targa per dichiarare la strage fascista, ma ancora non esisteva un procedimento che avesse accertato questa cosa. Lo hanno deciso prima e poi hanno fatto il processo di cui già avevano deciso l’esito;
Dopo decenni, durante i lavori della commissione parlamentare Mitrokhin venne scoperto il depistaggio della notizia a modello 45 in modo tale che non si indagasse sui palestinesi;
I parlamentari di centrosinistra firmarono una relazione conclusiva di commissione dove il verbale di ingresso in Italia della polizia di frontiera di Chiasso del tedesco dinamitardo, venne manomesso in molti punti così che lui potesse temporalmente non ricadere nella strage in un eventuale processo. Mesi prima Kram era già stato a Bologna per un sopralluogo. (un lettore acuto qui ha capito che i parlamentari o chi per loro erano in contatto con Kram, che era latitante, per pianificare cosa fare);
Il Lodo Moro? Uomini della DC avevano, tramite Stefano Giovannone a Beirut, preso accordi con i terroristi palestinesi che potevano essere liberi di trasportare armi in italia e fare stragi negli altri paesi europei in cambio di non farle da noi.
Quando questo accordo venne violato per ritorsione ricominciarono le stragi. Non solo. Ma ci sono lettere in cui nelle settimane precedenti il Fronte popolare di liberazione della Palestina minacciava ufficialmente l’Italia di fare stragi se non fosse stato liberato il proprio uomo arrestato ad Ortona;
Simbolo della sentenza di Bologna è il fatto che essa si fonda al principio anche sulla testimonianza di Angelo Izzo, il mostro del Circeo che, a detta di Ciavardini, operò con lo scopo di guadagnarsi uno sconto di pena. Poi c’è la testimonianza di Massimo Sparti, un detenuto per reati comuni che dirà di aver incontrato Fioravanti a Roma il 4 agosto e averlo sentito vantarsi della strage. Ma Sparti, si scoprirà per delle testimonianze da parte di familiari, in quei giorni si trovava vicino Viterbo. Appare quanto meno singolare che a questo testimone chiave verrà riscontrato un tumore terminale grazie al quale otterrà la libertà. Egli però vivrà altri venti anni trascorsi serenamente da uomo libero. Verrà distrutta la sua cartella clinica e non morirà di tumore;
In anni recenti viene riesumato quello che resta del cadavere di una donna in vacanza a Bologna, Maria Fresu. Ma il DNA non corrisponde! A Bologna è stato fatto sparire un cadavere e il funerale della Fresu è avvenuto con un corpo non suo. Un pezzo del volto. Se non è di Maria Fresu significa che c’era una vittima in più che non sarebbe stata reclamata da nessuno e si sarebbe dovuto indagare su chi fosse. L’attentatrice che trasportava l’esplosivo;
In anni recenti verrà recuperato l’ultimo pezzo dell’aereo di Ustica. Sui sedili tracce di esplosivo. Venne analizzato ed era lo stesso esplosivo della strage di Bologna. E da dove partiva l’aereo caduto nel tirreno? Da Bologna, 36 giorni prima! Stesso contesto storico, stessa città di partenza e stesso esplosivo. Ciò significa che fu la stessa base terroristica a pianificare le due azioni;
Nei processi su Ustica il collegio dei periti internazionali aeronautici più esperti al mondo, mette nero su bianco che l’aereo è caduto per una bomba nel bagno. Nessun giornalista famoso ha mai divulgato questa cosa. Non notate sia strano?
Visionando il relitto conservato a Bologna tutti i pezzi sono stati assemblati ma manca completamente la carlinga del bagno disintegrata palesemente per una forza espulsiva;
Ospite della biblioteca del Senato ho scoperto un libro scritto da un sottosegretario agli esteri del 1980 che denuncia il legame tra la strage di Ustica e quella di Bologna durante una crisi internazionale con la Libia;
Lo stesso sottosegretario denuncia di aver avuto un colloquio con un magistrato che ha annuito al fatto che l’esplosivo del dc9 fosse lo stesso della strage di Bologna ma per coprire la ragion di stato questa notizia non verrà mai scritta in nessun documento ufficiale impedendo una indagine in tal senso;
In quei mesi vengono posizionate le testate nucleari in Sicilia per cambiare gli equilibri della guerra fredda a favore della Nato, al termine di un percorso dove viene chiesta a Cossiga la svolta atlantista, viene assassinato Aldo Moro, vengono recisi gli accordi tra Moro e i palestinesi e viene neutralizzata la minaccia di accerchiamento da sud dell’Europa con una azione della marina militare italiana su Malta per cacciare i libici e far tornare Gheddafi sui sui passi;
Giulio Andreotti avvertì tutti dicendo che questa azione avrebbe avuto conseguenze;
L’attentato del dc9 è tecnicamente identico a quello Lockerbie rivendicato da Gheddafi;
Dopo l’omicidio di Moro e poco prima delle azioni di cambiamento geopolitico descritte, viene assassinato in Sicilia Piersanti Mattarella, uomo di fiducia di Moro. L’omicidio viene, come fatto per Falcone e per Dalla Chiesa, comodamente addebitato alla mafia.
Il lodo moro è diventato realtà con il governo Renzi e che ha desecretato i documenti del Sismi di Beirut;
Restano sotto segreto di Stato i documenti che partono dal giugno del 1980 quando vi fu l’attentato al dc9, passano da Bologna in agosto e arrivano al settembre dello stesso anno quando sparirono nel nulla i giornalisti Italo Toni e Graziella de Palo che indagavano sui traffici di armi che arrivavano in Italia;
Dopo averlo fatto con la strage di Capaci (Falcone lavorava a Mosca ed era incaricato dal procuratore Stepankov di trovare i soldi del PCUS riciclati in Italia e trasferiti in Svizzera mentre Totò Riina abitava in una villa che al catasto era intestata al figlio di un senatore del Partito Comunista), mi dedicherò a ricostruire una seria piattaforma storiografica e di analisi che smentisca il semplice omicidio voluto dalla mafia e provi il coinvolgimento dei servizi segreti nell’omicidio del Presidente della Regione Siciliana, al fine di recidere ogni tentativo di resistenza interna al deciso cambio di equilibri tra le forze occidentali e le resistenze marxiste internazionali per posizionare a Comiso le testate nucleari che porteranno alla svolta di dominio della Nato nel mediterraneo.







