Da diverse settimane, dopo la fase estiva, il nostro editore ha messo il piede sull’acceleratore della concretezza. La maratona per le elezioni comunali di Erice è appena cominciata, ma è innegabile il vantaggio di Livio Marrocco che tutti percepiscono; intanto per la sua figura che rappresenta esperienza di altissimo profilo e capacità di governo all’interno delle Istituzioni, secondariamente per l’assenza ai nastri di partenza di avversari che inizieranno a gareggiare in ritardo. Verrà confermata alle urne l’amministrazione uscente? Nuove figure si affacceranno? Non si ha certezza, tranne quella che Livio ha deciso di mostrare con largo anticipo la sua energia di un cambiamento sperato, che stavolta non sia fatto di slogan retorici che ad ogni giro di boa i cittadini ascoltano. Molta legna al fuoco, incontri, iniziative, per mostrare appunto concretezza.
Che dici Livio, a questo giro la smantelliamo la sfiducia dei cittadini che, ormai, pensano che quando si va a votare sentono solo promesse a cui non seguono fatti?
“Sono e siamo qui per questo Luigi. Vedi, in queste settimane ho deciso di agire in modo sostanziale essendo presente umanamente sui territori, affrontare dialoghi con i cittadini, richieste, nuove idee”.
Ti abbiamo visto in trasferta a Roma, come spesso fai, e protagonista di una bella intervista ad RMC101. Ovvie domande sulla tua candidatura ma hai accennato alle tue attività di componente di una commissione per attrarre investitori internazionali. Quanto è importante poter lanciare un territorio anche attraverso queste competenze?
“Questo è assolutamente fondamentale. Un bravo sindaco può operare in molti modi relativamente alla gestione locale ma Erice è un’altra cosa e merita una strategia di ampia veduta internazionale. Per questo metterò a disposizione del mio ruolo e della città tutta quella infinita serie di rapporti umani, attività internazionali e strategie a tutto tondo per attrarre il mondo qui, proprio come una volta. La mia attività nella commissione ministeriale per attrarre fondi e investimenti esteri mi ha dato la misura concreta di potenzialità inespresse che con voglia di fare, competenza e lungimiranza possono essere riviste e rilanciate”.
Mi pare tu abbia detto “Erice faro del Mediterraneo”.
“Ma chi può negarlo? Diciamo la verità: a volte siamo proprio noi che abitiamo qui a dimenticarci chi siamo, quale storia plurimillenaria e importanza mondiale hanno i luoghi dove siamo nati e cresciuti. Erice merita di esprimere ciò che è, immensità senza confini da un punto di vista storico, etno – antropologico, artistico e paesaggistico”.
E’ vero, ed è la prima cosa di cui parlammo quando l’inverno scorso mi dicesti di questa candidatura possibile. Ma le grandi visioni non possono accecare una intera attività di gestione della cosa pubblica fatta di piccole quotidiane esigenze. Ti confermo che molti amici con cui ho parlato hanno apprezzato proprio l’attenzione delle problematiche quotidiane che affrontano i cittadini. Ed anche qui, i tuoi rapporti con varie figure istituzionali la fanno da padrone sulla possibilità di azione concreta. Lo slogan di quella giornate è stato: “Alla Fantapolitica degli altri noi preferiamo la concretezza”.
“Esatto, nelle tue domande anticipi le risposte ed è chiaro il perché. Tu, come tanti amici, ti sei accorto del modo in cui ho voluto impostare la gestione delle criticità quotidiane. Non a caso ho deciso di ospitare l’onorevole Bica e Alessandro Aricò per una visita e per far calpestare la terra sotto i piedi invece di discutere delle cose da uffici lontani e riunioni telefoniche. Bisogna agire nel concreto. Esserci”.
Quali sono le criticità che avete riscontrato durante questa giornata insieme?
“La gestione della Funivia certamente, infrastruttura strategica per Erice e per il suo sviluppo turistico. Abbiamo verificato le difficoltà dei collegamenti con il centro storico. Occorre potenziare le corse AST nei giorni di fermo e lavorare a un servizio sostitutivo con mezzi più piccoli attraverso la SP Martogna.”
Ti abbiamo visto molto attivo sin da subito anche per Pizzolungo.
“Qui davvero tanti problemi incidono sulla vita quotidiana dei cittadini: emergenza idrica, opere di urbanizzazione, connessioni, viabilità e infrastrutture. Problemi accumulati negli anni che sarebbe poco serio promettere di risolvere in pochi mesi. Ma abbiamo già iniziato a tracciare una strada, individuando priorità e possibili interventi e avviando un confronto concreto con il Governo regionale”.
Esattamente come per i tuoi rapporti internazionali e le attività che svolgi a Roma, posso azzardare a dire quanto sia importante il dialogo con figure delle Istituzioni regionali che tu puoi vantare. Un filo diretto di collaborazione amicizia e fiducia per arrivare alla soluzione dei problemi in minor tempo possibile.
“Se i cittadini mi daranno la responsabilità di guidare Erice, questo rapporto istituzionale dovrà essere messo dal primo giorno al servizio della città”.
Giusi Savarino ha sottolineato questo aspetto in una sua dichiarazione.
“Giustamente e correttamente ha sottolineato che con le compagini di governo locali si deve agire insieme e si collabora a prescindere dalla appartenenza politica. E’ però facile immaginare, come lei ha detto, che l’armonia di collaborazione tra persone che provengono dalla stessa formazione e in continuità politica tra Istituzioni di vario livello, può generare energie di efficacia, efficienza e strategiche fuori dal comune”.
Insomma, abbiamo già il sindaco di Erice prima di andare a votare. Sei tu!
“No, affatto. Per adesso i cittadini hanno soltanto a loro disposizione la mia sincera passione con cui mi sto spendendo e la volontà di mettere a disposizione di Erice tutto il patrimonio di esperienza che ho accumulato durante tutta una vita, i miei rapporti istituzionali e internazionali. Ma a decidere chi sarà il sindaco saranno i cittadini. La strada ancora è lunga, fondamentale è il rispetto verso le opposizioni seppur condito dalle mie possibili critiche. Molte cose da fare e idee da lanciare sono al vaglio e in stato embrionale, sia sui grandi progetti che sulle criticità quotidiane. E non bisogna distrarsi. Sicuramente io non lo farò. Per il bene di Erice”.






