Nelle ultime settimane è avvenuta la candidatura per Livio Marrocco, il nostro editore, a sindaco di Erice da parte di Fratelli D’Italia. La notizia era attesa, e da tempo Livio lavorava in chiave futura per non appendere al chiodo quella passione per la sua terra che lo portò, da giovanissimo, anche a rappresentarla nel parlamento regionale. Il pubblico di questa rivista non ha bisogno del sottoscritto per conoscere la parabola del ragazzo, poi del deputato regionale, infine dell’uomo che ha saputo con forza reagire all’ingiustizia di un processo sbagliato, forcaiolo, tipico del Paese dove ormai il popolo viene aizzato al “i politici rubano tutti”. E invece non solo non rubano tutti, ma il gioco strano della vita genera a volte casuali beffe del destino, dove sono proprio le persone per bene a finire in guai processuali. Questo perché chi ruba davvero, spesso attiva in anticipo delle tecniche a protezione delle proprie azioni di contro a chi, per mancanza di esperienza della realtà, vive sereno pensando che non possa succedergli nulla. L’assoluzione non cancella l’amarezza per gli anni perduti, ma non cancella neanche l’esperienza acquisita, il valore umano sviluppato e la stima triplicata da parte di tutti verso Livio; proprio per quello che è successo.
Negli ultimi anni, dal percorso politico a quello umano, la associazione che Livio creò e che fu editrice di questo giornale ha percorso molta strada nel mondo della cultura e della promozione del territorio. Recentemente trasformata in Fondazione ETS, Nova Civitas è diventata uno strumento con cui Livio ha potuto operare in vari ambiti dimostrando sensibilità verso una politica che deve necessariamente partire dalla cultura. C’è il fare quotidiano, certo, le politiche del lavoro, i lavori pubblici, i servizi ai cittadini, la sanità. Ma a contorno e non per nulla in secondo piano ci sono necessarie esigenze di promozione della bellezza che noi e soltanto noi nel panorama mondiale possiamo permetterci di vantare. Per questo quando si ventilava l’ipotesi della sindacatura per Erice, molti hanno avuto le visioni di una marcia in più proprio in una città che per caratteristiche intrinseche può diventare potenzialmente uno dei centri culturali più importanti del mondo. Se il sindaco sarà quello giusto: Livio.
Insomma, di smetterla di fare politica non ne volevi proprio sapere, giusto?
“Lo sapevo che iniziavi ridendomi dietro (sorride n.d.r), proprio tu che mi hai detto mille volte di godermi la famiglia e che nessuno mi obbligava a ricandidarmi dopo quello che ho subito.”
Appunto.
“Eh, appunto. Ma vedi Luigi. Tu hai mille passioni e le hai sempre mantenute anche attraversando difficoltà. Vale anche per me e per le mie di passioni. Vedi: il fare politica per uno come me è un motore interiore, una voglia di fare per gli altri e per i territori, che si è sviluppata sin da ragazzo.”
Si questo è chiaro. Ma stavolta hai avuto tenacia, una navigata nel deserto per un processo ingiusto, no?
“E’ stato un processo, tutti i processi sono giusti se purtroppo vengono a nascere. Non erano giuste le modalità con cui mi si muovevano le accuse e la mia assoluzione dimostra che è stato un processo giusto. Certo, resta la fatica, il dolore e l’amarezza per i tempi della giustizia, che scorrono lenti mentre la tua vita cambia per sempre.”
Parleremo un’altra volta del processo. Perché Erice?
“Intanto è la mia città, ma soprattutto perché ho amato l’idea di poter fare nuovamente politica attiva davvero tra la gente, per le persone, più di quanto può fare un deputato. Non c’è ruolo più importante che quello del Sindaco. Negli ultimi anni si pensava alla possibilità di un mio rientro quando sarebbe stato possibile. La casualità delle tempistiche hanno anche voluto che il tutto coincidesse con la nuova sindacatura di Erice. E ho deciso di accettare la sfida.”
Negli ultimi anni hai dato prova, con la Fondazione Nova Civitas, di una capacità non comune di sviluppare progetti culturali di ogni sorta. Giornate della memoria, presentazione di libri con la rassegna letteraria annuale, spettacoli teatrali, progetti di ricerca archeologica. Insomma, una buona palestra per un qualcosa di riproducibile in grande proprio ad Erice?
“Beh, come quando questo inverno abbiamo chiacchierato su questa ipotesi, ti confermo che oltre la normale amministrazione la mia visione di Erice è quella di una straordinaria cornice per sviluppare progettazione culturale di livello mondiale. I cittadini di questo luogo devono essere orgogliosi della plurimillenaria civiltà alle nostre spalle; e proiettarla nel futuro è un dovere. Un luogo così non ha molti rivali nel mondo.”
Sei fiducioso.
“Questo territorio è governato da un sistema di centrosinistra ormai da vent’anni. La gente ormai aspetta un cambiamento che è nell’aria. Questo sentimento noi vogliamo interpretarlo e siamo qui a disposizione di tutti per programmare, progettare e realizzare le tante cose che ci sono da fare ad Erice.”
L’inaugurazione della nuova sede di Fratelli d’Italia, quando è stata ufficializzata la candidatura, ha visto tanti amici ritrovarsi e tra questi ovviamente, diversi dirigenti ed esponenti del partito. L’onorevole Bica ha detto che la tua storia è fatta di coerenza e radici profonde. Si è detto orgoglioso di sostenerti per questa sfida.
“Sono parole molto belle, che mi hanno riempito di fiducia e voglia di fare. Quelle di Bica sono le parole adatte non solo a Livio Marrocco, ma tutte quelle figure, quegli uomini, che nella politica sono sempre stati dalla stessa parte, con gli stessi valori, cadendo e rialzandosi anche nei momenti peggiori.”
Direbbe Evola, “restando anche in piedi tra le rovine” …
“Esattamente. La politica di chi, per convenienze di carriera, cambia spesso posizioni, è destinata a soccombere nella memoria della gente, alla prova dei fatti, dopo decenni, davanti a chi ha speso l’intera vita sempre dalla stessa parte senza arretrare mai! E questo, alla lunga, porta in alto, ti distingue, ti eleva.”
Beh, possiamo dire che queste parole sono esattamente la rappresentazione della storia di Giorgia Meloni.
Mi hai tolto le parole di bocca. Non tutti partiti possono vantare una guida con una storia personale di tale coerenza e onore.
Torniamo a te. Carolina Varchi, il giorno della presentazione della candidatura, ha parlato di errori del passato del centro – destra da cui imparare. Le divisioni hanno punito alle amministrative proprio chi è maggioritario nel sentimento dell’elettorato. Tu puoi rappresentare esattamente l’opposto?
“Lo spero e ho lavorato per questo. Nella politica in genere le divisioni non possono mai portare del bene. E’ necessario dialogare e sapersi confrontare con tutte le forze amiche che possono e devono affrontare una campagna elettorale in modo unito. Per poter far questo sono necessarie candidature coerenti, sensate, con una visione delle cose e la voglia di voler cambiare ciò che non va. Io farò del mio meglio per dimostrare di essere stato la scelta giusta. E non al partito. Ma ai cittadini. I partiti sono fatti di cittadini. Io sono un cittadino. Sono loro, siamo tutti noi, la benzina del voler far bene in politica.”






