La campagna referendaria volge al termine. A livello nazionale e locale gli appuntamenti sono stati serrati, senza sosta, quasi come e forse ancor di più di una elezione politica. Questa sensazione è certamente data proprio dal fatto che la sinistra ha politicizzato il quesito con finalità di antagonismo, sperando che la vittoria del No possa fermare l’avanzata di Giorgia Meloni che resta la più probabile vincitrice delle prossime elezioni politiche; cosa che avrebbe influenza notevole nell’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Una lotta, quindi, che è esondata dagli argini. A livello locale, in provincia di Trapani, il nostro editore Livio Marrocco è stato protagonista di molti eventi e incontri per mettere al centro, invece, il tema referendario chiedendo un voto nel merito e non per appartenenza politica. Parlando a tutti i cittadini.
E’ così Livio? Come pensi abbia reagito la gente?
“La tua premessa è proprio la descrizione di ciò che è accaduto. Noi abbiamo convinto tante persone perché siamo rimasti nel merito della proposta referendaria ed è rispettoso per avere una interlocuzione onesta coi cittadini respingendo la politicizzazione del referendum. Non importa se si è di destra o di sinistra. Importa esercitare il proprio diritto al voto scegliendo ciò che è giusto”.
Come è stato possibile invertire questa rotta e, invece di fare dei “comizi politici”, parlare delle questioni in oggetto?
“Abbiamo avuto un approccio onesto, basato sul dialogo con tutti e con tutti è emersa una necessità. Bisogna capire il significato e la ricaduta che il cambiamento può portare sulla vita di tutti i giorni e per tutti i cittadini quando avvengono modifiche così importanti. Solo spiegando le ragioni si può essere credibili”.
Beh, c’è da dire che questa riforma è attesa da tanto ed è stata anche portata avanti dai governi di sinistra!
“Appunto, le ragioni del Si sono quelle che possono prevalere anche per questo. I cittadini devono capire il momento storico di un Paese che vuole modernizzarsi”.
Come è andata la tua esperienza tra piazza e incontri?
“Lo spirito della maratona organizzata a Trapani con tanti professionisti di tutti i tipi è stato positivo, con partecipazione e voglia di confronto. Il tutto ha avuto lo scopo di avere interventi diretti e leggibili con approcci anche meno tecnici e giuridici, semplificando la comunicazione che deve essere diretta a un pubblico ampio e non sempre esperto di certi temi. Noi lo abbiamo fatto”.
Quale giudizio dai sul modo in cui, anche con toni violenti e provocazioni, quelli del No hanno politicizzato il quesito?
“Il voto non è utilizzato e non sarà utile per criticare il governo e agli esponenti della campagna per il No dico che i cittadini sono meno stupidi di quanto si pensi. Solo pochi si sono fatti trascinare nella stupidaggine di votare in un certo modo soltanto perché magari si è di fede politica opposta al governo”.
Il tutto condito da critiche e commenti fuori tema per la gestione del momento geopolitico complesso che stiamo vivendo…
“Appunto. E’ un momento storico difficile. Il vecchio ordine mondiale è stato scardinato e superato da una fase di limbo in cui guerra e nuovi equilibri stanno avanzando verso un domani da definire; anche e soprattutto con le prossime elezioni europee. Ma, va detto con chiarezza, prosegue su un binario parallelo la vita quotidiana di un Paese e delle sue vicende interne come sta avvenendo per questo referendum.
Se è vero che questo referendum avviene in un momento difficile, come per esempio per il costo dell’energia e dei carburanti che ha ricadute sulla vita di tutti noi, questo non avrà impatto sulla questione giustizia.
E ancora aggiungo che la politicizzazione che a sinistra hanno fatto del referendum sarà un boomerang. Le riforme sono chieste a gran voce da tantissimi anni e anche in altre stagioni politiche. E questo governo ha il merito di essere arrivato a conclusione di un percorso che altri non avevano solcato fino alla fine. Alcuni partiti hanno usato il referendum pensando di dare una spallata al governo in vista delle elezioni. Questo è assolutamente sbagliato. Non mi stanco di ripetere che la gente capisce che le cose sono separate”.
E’ davvero una svolta storica, non è un referendum come gli altri…
“Questa proposta potrebbe essere l’ultima occasione per determinare un approccio futuro alle riforme costituzionali. Se vincerà il No significa che la forza di chi vuole tenere questo Paese ingessato è difficilmente scalfibile. Bisogna farcela”.
Puoi essere d’accordo con me che, se vincesse il Si, i veri protagonisti di questa vittoria sarebbero proprio gli esponenti di sinistra che hanno messo la faccia a favore del cambiamento? Un ago della bilancia, convincendo un pubblico non di destra e che, comunque, a prescindere dal merito, ha bisogno di “riferimenti della propria fede” per fidarsi. Cosa ne pensi?
“Penso che in parte è così. Ma stiamo a guardare quanta gente non si è tirata indietro. La verità è che gli storici promotori di sinistra di questa riforma sono rimasti coerenti, magistrati e politici. Persone di altissimo profilo che capiscono l’importanza di questa proposta. Possiamo liberare i giudici dal condizionamento della politica e il tema della terzietà del giudice è fondamentale”.
Senti, senza entrare nei particolari, e magari lo faremo in futuro. Ma a proposito di inchieste che rovinano vita o che cambiano il corso della storia di un cittadino tu ne sai qualcosa. Allora facci un esempio concreto di cosa significa vivere questa esperienza.
“Io sono stato assolto con formula piena dalla mia vicenda giudiziaria. Eppure ricordo i titoloni sui giornali, fiumi di indagati, milioni di euro contestati. E come è finita? Il tutto si è ridotto a nulla. Il nulla. Zero!!! Dieci anni di vita persa, soldi pubblici persi. Io e altri siamo stati massacrati e messi alla gogna pubblica per poi vedere il tutto finire nel nulla. Tutti i cittadini possono incappare in quello che è successo a me. Quando io entravo in tribunale percepivo che il PM e il giudice avevano un rapporto diverso da quello col mio avvocato.”
Insomma, in due parole come potresti riassumere tutto quello che abbiamo detto in questa intervista.
“Vedi Luigi è semplice. Questa è veramente una battaglia di libertà per dare all’Italia quello che già vige in tutte le democrazie occidentali e nei Paesi civili: la terzietà del giudice!”






