Se a qualcuno di noi venisse dato il compito di spiegare ad uno straniero quali sono le dinamiche che muovono il vivere civile, o incivile che dir si voglia, della nostra amata terra più bella del mondo, troverebbe non poche difficoltà; io stesso, nelle mie esperienza di vita e lavorative, a contatto con turisti da tutto il mondo, spesso mi sono addentrato in tentativi di spiegare l’assurdo che diventa pane quotidiano; tentativi vani, falliti, di spiegare la follia a chi è abituato a vivere nella normalità: luoghi qualunque dove, a voler utilizzare una metafora, se piove l’acqua va verso il basso; non come a Palermo dove, statene certi, qualcuno potrebbe dire che è falso, che va verso l’alto.

E’ questo il quadro di follia attorno al quale viviamo: di aneddoti e racconti potremmo vantarne tanti ma, nelle ultime settimane, a tenere banco è stata la vicenda del Tram di Palermo. Non faccio valutazioni nel merito dell’opera e della sua utilità ma mi concentro sull’aspetto tragicomico, pirandelliano e patetico che la vicenda ha assunto essendo stato deciso che, insieme alla nascita del servizio Tram, sarebbero state istituite delle zone a traffico limitato a pagamento. La cosa, così riassunta, non desterebbe scalpore; chiunque penserebbe che, come a Roma o Milano, oltre a una linea tramviaria il progetto preveda una classica ZTL.

E’ quindi bene spiegare, nel merito, che le cose non stanno così. I politici palermitani, senza nasconderlo, hanno dichiarato che l’istituzione della ZTL serve a finanziare il costo del Tram: già qui, il nostro interlocutore forestiero, inizierebbe a storcere il naso. Facciamo un piccolo passo indietro e spieghiamo cosa è una ZTL. Una ZTL è una porzione di territorio comunale, solitamente piccola e corrispondente al centro storico, all’interno della quale ed in certe fasce orarie nessuno può circolare; eccetto residenti e autorizzati. Punto. Spiegazione: se abiti a Roma, in Piazza Bologna e alle 12 vuoi andare con la macchina in Via delle Coppelle la cosa ti è vietata. Non vi è modo di accedere, pagando un obolo: è vietato l’accesso anche se tu fossi Dio in terra. Questa, a parte eccezioni di alcune città dove in certe aree si accede pagando, è una ZTL come tutti la conosciamo e cioè un provvedimento atto a ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e la congestione del traffico in zone cittadine prestabilite; questo, teoricamente, sarebbe accompagnato da servizi pubblici che rendano possibile accedere alle stesse zone senza l’ausilio del proprio mezzo di trasporto. Semplice come spiegazione no? Ma da noi l’ovvio non ha casa. A Palermo quando piove l’acqua va verso l’alto: ricordate la metafora? Tutto quanto detto, quindi, a Palermo non vale.

La ZTL palermitana non riguarda il centro storico – per intenderci la zona dei mandamenti – ma una porzione enorme di territorio comunale. Questo potrebbe essere un bene ma è qui che arriva l’assurdo che diventa realtà: nella ZTL palermitana non è previsto una limitazione di accesso a nessun mezzo di trasporto, a parte macchine vecchissime. Possono entrare tutti esattamente come accade oggi: semplicemente bisogna pagare 100 euro l’anno. Qui il turista straniero a cui staremmo tentando di far capire le cose si arresterebbe, anche nel respiro, guardandoci in modo dubbioso. Dato che una ZTL – penserebbe – serve a vietare l’accesso di veicoli e ridurre l’inquinamento, se l’accesso alla stessa zona non viene interdetto affatto ma garantito a tutti in cambio di denaro, cosa cambia rispetto ad oggi? Risposta: l’incasso, il denaro, i picciuli o, se il nostro amico parla inglese, “i money”. La cosa è aggravata dal fatto che le linee del tram non vanno in centro quindi, se anche qualcuno volesse, non potrebbe mai aver luogo l’equazione per la quale, invece che recarmi in centro con la macchina, potrei farlo utilizzando il servizio pubblico aggiuntivo che mi agevola nell’andare negli stessi luoghi.  Siamo quindi davanti ad una commedia teatrale che va spiegata, e vado a concludere, descrivendo per bene la situazione.

Seguitemi: il Tram viene realizzato in periferia; non essendoci i soldi per finanziarlo si decide di istituire una finta ZTL, celante una tassa, che non impedisce l’accesso alle auto ma lo continua a consentire in cambio di soldi; questi soldi sono quindi fondamentali alla vita del servizio tram che, essendo così finanziato, se venissero a mancare fallirebbe. Se uno più uno fa due è facile quindi comprendere che se i cittadini decidessero di non inquinare e andare nella ZTL con il Tram, questo smetterebbe di circolare per mancanza di fondi. Per poter non fallire, quindi, il Tram ha una vitale necessità: che i cittadini non lo usino. Non usandolo e pagando la tassa per continuare ad andare in centro con l’automobile, infatti, questo riceverebbe i fondi previsti per poter circolare. Non è stupendo? Vi gira la testa? Non preoccupatevi: fate un grande respiro, bevete un po’ d’acqua e rileggete tutto con calma. Anche perché devo aggiungere un dettaglio non da poco: la finta ZTL, a differenza di quelle vere delle altre città, non avrà una fascia oraria ma una durata di 24 ore. Cosa significa? Significa che si è obbligati a pagare a meno di non trasferirsi e cambiare città. Un sopruso. In che senso? Semplice: in tutte le città le ZTL sono attive durante il giorno ma, molto spesso, non la sera; chi abita a Roma conosce i famosi “varchi”, attivi o non attivi a seconda dell’orario; questo per obbligare a svolgere la quotidianità e gli spostamenti lavorativi attraveso i mezzi pubblici ma lasciar libera la gente, la sera, di recarsi in centro a mangiare una pizza. Se nelle ore diurne, infatti, nonostante la difficoltà legata al pessimo servizio pubblico di trasporto, si può accettare di utilizzare questo per spostarsi, è difficile che un cittadino possa fare lo stesso di notte. A Berlino, vi garantisco è possibile; ma a Palermo? Ci ritroviamo quindi a dover descrivere e immaginarci il fatto che un cittadino palermitano che abita a Mondello e intenzionato ad andare a passar la sera in un ristorante del centro, debba farlo in autobus: in pratica farebbe prima a tornare a piedi, in quanto passerebbe ore al gelo ad attenderne uno: è molto probabile. Come è probabile che questo, quindi, subisca e paghi l’obolo per andare in città con l’automobile. O così o smetti di vivere: non c’è soluzione. La fascia oraria 24 ore su 24, quindi, palesa l’intenzione di obbligare senza speranza e soluzioni alternative al pagamento della tassa camuffata da ZTL. E’ una cosa inaccettabile! E’ una deliberata e spudorata presa per i fondelli!

Ora, detto questo, mettetevi nei panni del turista straniero a cui stiamo tentando di spiegare il tutto e immaginatevi la sua faccia. C’è però una cosa ancor più significativa in questa vicenda. E cioè che un provvedimento simile venne già tentato da un certo Diego Cammarata e la vicenda finì con ricorsi e sentenze che sancirono il risarcimento a tutti i cittadini di quanto pagato. E’ quindi oltre l’accettabile, il comprensibile, veder nascere un provvedimento del tutto simile che, invece che “bollo auto aggiuntivo comunale” o “tassa di scopo Tram” venga ancora chiamato ZTL, anticipando quindi una nuova stagione di ricorsi che, statene certi, finiranno come sono finiti quelli delle precedenti amministrazioni. Siamo quindi alle comiche anche se molti, davvero, non ridono più: non ci resta che sperare che qualcuno spieghi ai politici palermitani cosa sia una ZTL. La speranza, dicono, è l’ultima a morire; ma a me sembra che da tempo, a Palermo, la speranza oltre a essere morta l’abbiamo fatta anche cremare. E le ceneri disperse in quel mare azzurro di Mondello che, narcisi e patetici, fotografiamo scartando l’immondizia per dipingerci come una terra dalla alta qualità della vita: comportamento simbolo di un popolo che merita di essere così governato. Ricordatelo: non sono altro che nostri rappresentanti!