La crisi del coronavirus è, di fatto, la crisi della nostra classe dirigente. Soggetti venuti allo scoperto grazie all’antipolitica che non avevano e non hanno le qualità per affrontare con autorevolezza la normale amministrazione, si sono addirittura ritrovati a gestire la più ardua emergenza del secolo. Chi dovrebbe esser competente, perchè proveniente da partiti tradizionali sovrastrutturati è stato posto in quel ruolo per asservimento europeista e non per competenze specifiche; è l’esempio del Ministro del Tesoro Gualtieri che molti a torto o ragione giudicano inadatto essendo egli, ad esempio, laureato in lettere; una stortura non da poco. Siamo di fronte al famoso detto dei nodi che vengono al pettine, ed anche davanti ad una esperienza che porta implicazioni sul nostro vivere, sulla nostra economia, sulle nostre abitudini, sulla fede. E’ un mondo impazzito, dove la scienza che produce virus in laboratorio è poi la stessa che pretende di zittire chi protesta e lo denuncia. Questo la dice lunga sull’oscurantismo che avvolge il genere umano. Nei giorni scorso l’editore di Eleggo, Livio Marrocco, ha scritto un breve articolo con le sue opinioni circa ciò che andava fatto. Uomo delle istituzioni che ha operato come parlamentare, capogruppo e vicepresidente di commissione, imprenditore nel settore sanitario, Livio Marrocco è padre di una bimba. Il profilo era ed è ideale per opinioni a tutto tondo su quello che ci sta succedendo.

Ciao Livio, partiamo dalle ultime notizie, data la loro gravità. La Presidente Von der Leyen, ha ironizzato sull’ipotesi coronabond. Le finte scuse a posteriori sono anche peggio, dimostrano che questa gente pensa di avere a che fare con dei cretini. Come lo dimostra ancor di più la proposta del MES light. Non ti chiedo cosa ne pensi, perché una domanda dalla risposta scontata è cattivo giornalismo. Ti chiedo un’altra cosa. Cosa ne pensi dell’umiliazione vergognosa, quotidiana e ripetuta, del popolo italiano, e delle sue conseguenze sociologiche e di autocoscienza storica, che le massime cariche dello Stato, da Sergio Mattarella in giù, stanno permettendo? Qui, l’unico vero virus da denunciare, sarebbe quello che si chiama UE.

Caro Luigi cosa potevamo aspettarci da questa classe dirigente? La gente, alcuni anni fa, sull’onda dell’odio verso la Politica alimentato dai media, ha voluto questo, ha scelto “l’uomo qualunque”, il “cittadino” purchè “Honesto”; poi il tempo ha dimostrato che l’onestà da sola non vale assolutamente nulla se sei incompetente, ignorante, inutile e fuori dal mondo. Questa vicenda ha messo a nudo tutte le bugie degli ultimi anni che noi abbiamo sempre evidenziato ma che solo oggi saltano agli occhi dei più. Oggi tutti si risvegliano anti europeisti, contro questo governo, come sempre con la memoria corta. Tutto ciò ci riporta alla tua domanda. Cosa potevamo aspettarci se non umiliazioni continue? Viene da Pensare che l’establishment europeo volesse proprio questa classe dirigente a governare il nostro Paese così da poter fare di noi quello che vuole. Mi sembra questa la strada che, anche oggi, con l’epidemia, si sta seguendo. Dello stesso Mattarella non mi meraviglio. E’ l’unico che viene dalla prima Repubblica e potrebbe avere le armi per poter controbilanciare la pochezza del governo ma lui in realtà rappresenta proprio la cerniera con il potere europeo rappresentato dall’asse franco-tedesco.

L’inadeguatezza della nostra classe dirigente è apparsa evidente in tutta la sua tragicità. Pur non raggiungendo cariche massime dello Stato tu sei stato un protagonista di assoluto rilievo della politica e hai fatto molta esperienza circa il saper fare da uno scranno. Recentemente hai scritto un articolo per il nostro giornale, di cui sei editore, dove analizzavi la situazione. Potresti racchiudere in poche righe cosa andava fatto e non è stato fatto?

Nulla di quello che hanno fatto andava fatto. Serviva un piano strategico, da mettere a punto in 48 ore con le figure apicali dello Stato. Si doveva dichiarare lo stato di emergenza, non come hanno fatto per slogan, ma presentando subito il piano strategico di azione. Costituire un comitato ristretto con i ministri interessati, quelli dei settori strategici ed il Capo di Stato Maggiore. Avendo già evidenze chiare dei fabbisogni di materiali dall’esperienza a cinese, bisognava individuare 5 industrie specializzate localizzate al nord, 5 al centro, 5 al sud e isole. Andavano confiscate temporaneamente, reindirizzando la produzione da subito ai fabbisogni desiderati, in modo da essere pronti all’esplosione dell’epidemia. Evitare la comunicazione di tutti verso tutti. Solo il Presidente avrebbe dovuto comunicare dati e solo quelli certificati dall’ISS. Non come accade oggi che pure il sindaco della più piccola città fa dirette FB. Dicevo solo dati certificati. Tamponi per tutti in modo da avere chiarezza dell’entità vera dell’epidemia. Poi intervenire sull’economia in due modi semplici: da un lato nazionalizzare la Banca d’Italia, sospendere i trattati europei, levare il pareggio di bilancio dalla costituzione, sospendere il patto di stabilità per i comuni e le regioni, chiudere le frontiere, chiudere la Borsa; poi immettere liquidità nel sistema avendone finalmente lo strumento.

Eppure ci troviamo adesso in una situazione che appare senza uscita. Circa l’economia, è evidente, non abbiamo gli strumenti per governarla. Non possiamo agire. Trump stampa moneta e fa bonifici alle famiglie. Noi col cappello in mano ci inginocchiamo in Europa e come risultato massino abbiamo ricevuto un accordo sul fatto che tra due settimane verrà proposto un accordo. Sembra una presa in giro, ma è tutto vero. Quali sono le criticità del sistema euro? Cosa accade a uno Stato che non ha più una moneta?

Accade quello che è accaduto alla Grecia e quello che vogliono fare con noi e con la Spagna. Le regole europee sono state ideate dall’asse franco-tedesco per mettere in ginocchio gli Stati più deboli e aggredire il loro immenso patrimonio, i loro asset finanziari. Già ora ti dico che gran parte del capitale sociale delle nostre grandi aziende è passato di mano grazie alla tempesta di alcuni giorni fa alla borsa di Milano. Il sistema EURO non permette a nessuno di poter affrontare situazioni di crisi, siano esse economiche o sanitarie. Esso non prevede alcuna flessibilità proprio perchè il progetto iniziale era fagocitare i sistemi nazionali che in un contesto continentale irregimentato e così organizzato sono destinati a morire.

Caro Livio, pochi mesi fa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha impedito la nomina a ministro del tesoro di Paolo Savona. Questo, esperto di fama mondiale, aveva dichiarato non la necessità di uscire dall’euro, bensì la ovvia e imprescindibile necessità di pianificare una eventuale crisi di sistema, in modo tale che se fosse avvenuta non saremmo stati impreparati. Ha poi nominato ministro un filoeuropeista laureato in lettere. Non si è mai visto nella storia mondiale un ministro dell’economia laureato in lettere. Ora l’Italia è nell’angolo. Io penso che Sergio Mattarella dovrebbe dimettersi per questa vergogna. Tu cosa pensi? Quali sono le responsabilità di Mattarella circa la condizione in cui oggi versa l’Italia?

Sono le stesse del suo predecessore, il mitico Napolitano. Sono entrambi garanti del sistema, dello status quo, Napolitano perchè artefice e regista, Mattarella perchè semplice esecutore. Chi si aspettava grandi cose da Mattarella sbagliava. Sarebbe stato, infatti, un fedele continuatore delle scelte prese prima. Ed anche per quello che rappresenta storicamente Mattarella, la DC di sinistra schierata con i poteri forti. Non potevamo aspettarci altro. Anche le sue ultime scelte sono perfettamente in linea. Ed ora non mi meraviglierei di un cambio in corsa del Presidente del Consiglio sostituendo Conte con Draghi. Quest’ultimo sarebbe il sigillo finale al progetto della Troika.

Usciamo dai massimi sistemi e percorriamo insieme i sentieri della concretezza e dare testimonianza di vita reale. Tu sei un imprenditore e per di più del settore sanitario. Cosa è accaduto operativamente, tale da poter essere testimonianza delle difficoltà reali a cui migliaia di aziende stanno andando incontro?

A differenza di altre aziende io ho continuato a lavorare perchè offro un servizio salvavita e quindi non potevamo chiudere. Ma i problemi ci sono. Ho dovuto ridurre all’essenziale gli ambulatori specialistici, alcuni chiusi del tutto, altri aperti solo per le visite non differibili. Poi, essendo convenzionati con il servizio sanitario regionale ed avendo in cura pazienti a rischio contagio, sia per età che per patologie pregresse, dovevano consegnarci i dispositivi di protezione. Ma oggi, a due mesi dallo stato di emergenza e uno dal lockdawn, ancora nulla. Ho dovuto, con mille difficoltà, sopperire attraverso conoscenze personali a reperire il materiale per il mio personale che quotidianamente si reca a lavoro. Intanto le scadenze non cambiano e penso alle mille aziende che sono chiuse e che devono comunque sopperire ai debiti. Succederà il finimondo a breve. Vedrai.

Sei anche padre, figlio di genitori anziani. Come stai affrontando le giornate e quali emozioni e sentimenti sono nati nello stato di emergenza che è venuto alla luce?

Certo tenere a casa una bimba di 5 anni per un mese in altri tempi sarebbe stata definita una follia. Oggi è realtà e rimarrà impressa anche nella sua crescita, non dimenticherà. Noi cerchiamo da famiglia di non farle perdere le regole che avevamo dato prima. La mattina si studia anche giocando, il pomeriggio si crea, si cucina insieme, si colora, poi si gioca e nanna. Le ho insegnato ad andare in bici senza rotelle grazie allo spazio che ho giù nel parcheggio condominiale. Certo non si può andare avanti ancora per molto, soprattutto se arriva il buon tempo. Con i miei non mi vedo se non per lasciare loro la spesa ma sempre a distanza. Ci si preoccupa certo e si seguono le indicazioni.

Nella storia dell’umanità non si era mai vista Piazza San Pietro deserta per la benedizione del Papa. L’indulgenza plenaria ha tenuto incollate allo schermo milioni di persone. Sembra che la fede possa essere derisa e considerata inutile quando siamo vincenti, pieni di edonismo, aperitivi, divertimenti. Eppure alla prima crisi torna il bisogno di credere. E’ il caso che qualcuno faccia ammenda circa l’apostasia del cristianesimo che, alla prima crisi, fallisce miseramente? Quali riflessioni, circa la fede, possiamo fare in questo momento?

Certo è stata una immagine che a me, cattolico praticante, ha fatto impressione. Ha dato il senso pieno del momento che stiamo vivendo e aggiungo: che sta vivendo la Chiesa tutta. L’immagine di un Papa che parla al vuoto è forse l’immagine più rappresentativa dei tempi che stiamo vivendo. Aggiungo che ha stonato anche l’immagine di un Papa che non si inginocchia davanti al Santo Crocifisso. Sono piccolezze dirà qualcuno, cose che si vogliono sottolineare solo per partito preso. No, lo dico subito, non lo sono. I segni ed i simboli nel cattolicesimo sono tutto. Proprio perché la forma è sostanza. In un momento come quello che stiamo vivendo tutta l’umanità unita dalla fede cattolica è in ginocchio, assorta in preghiera, davanti a Cristo. Questo messaggio doveva passare anche dai gesti del Papa, ma così non è stato come per tante altre cose che questo papato ha ridotto a marginalità e che, invece, sono essenza del cattolicesimo. Non a caso ho definito l’immagine triste del Papa che parla al vuoto come l’immagine della Chiesa di oggi. Di una chiesa concentrata su temi non essenziali, sull’attualità, sulla moda piuttosto che sull’essenza della teologia cattolica, sulla Fede, sul Credo. Una Chiesa ripiegata su se stessa, troppo concentrata sull’uomo piuttosto che su Dio, su Cristo o sulla Madonna. Poi arriva la realtà, dura, che riporta tutto al suo ordine naturale.

Cosa pensi di tutte le smentite circa il fatto che il virus fuggito dalla Cina sarebbe una bufala? Eppure il famoso Tg Leonardo, a parte la puntata del 2016, ha fatto due recenti puntate. In una si ricostruiva la assoluta probabilità che il virus fosse fuggito da quel laboratorio. Ed in un’altra si è narrato di una esercitazione avvenuta a New York, in cui casualmente veniva simulata una pandemia identica a questa. Con lo stesso virus, lo stesso effetto, le stesse trasmissioni per asintomatici. Le coincidenze non sono un po’ troppe?

Solo uno stolto non ha ancora capito che tutta questa vicenda puzza. E la puzza si sente da lontano, dal 2013 addirittura, per quello che ho potuto scoprire; data nella quale l’OMS dichiara che è presente in alcuni paesi un corona virus modificato che si presenta sotto forma di polmonite atipica, guarda un po’. Da allora, di queste situazioni, di queste segnalazioni, di questi casi è piena anche la letteratura scientifica. Poi inspiegabilmente da Gennaio arriva l’ordine di silenziare tutto, di aggredire chiunque parli e faccia notare che si parla da tempo di questo virus, di mettere al bando qualsiasi virologo, scienziato, biologo parli del contrario. In tutto il mondo i paesi più importanti hanno laboratori di ricerca sui virus, anche con scopi bellici. La nuova frontiera era questa già da tempo. Ci sono studi infiniti su come mettere in ginocchio l’avversario attraverso il rilascio di virus ad hoc. Qualcuno, il solito allineato al pensiero unico, dirà che non è possibile perchè sono colpiti tutti i grandi Paesi. Anche questa è la solita analisi superficiale! Come in tutte le cose bisogna capire chi ci guadagna da questa vicenda e l’elenco è enorme. Dalle case farmaceutiche ai fondi internazionali ultramiliardari, fino ad arrivare alle lobbies che controllano i mercati mondiali. In questo momento ci sono scienziati come Stefano Montanari che vengono addirittura denunciati perchè esprimono le proprie idee scientifiche sulla situazione. Siamo alla follia. Mi ricorda tanto Galileo Galilei.