Questa mattina, presso la sede del Comune di Palermo, si è svolta una importante manifestazione per annunciare una mobilitazione che avrà come scopo la raccolta di firme per un referendum riguardante lo spinoso tema della annunciata ZTL. L’assemblea cittadina, convocata dal comitato civico promotore di cui è portavoce Sabrina Figuccia, è stata momento di incontro e discussione. Sono stati trattati tanti temi: si è discusso dei disagi degli studenti grazie alla testimonianza di alcuni loro rappresentanti; si è parlato del commercio e delle attività turistiche che lamentano un insorgere di problematiche di varia natura; si è parlato, questo uno dei temi più importanti, del vivere la disabilità in una città come Palermo, attraverso i racconti di chi ogni giorno combatte contro le barriere architettoniche.
Il carattere dell’incontro è stato, quindi, improntato sulla costruttività delle proposte e non su una mera azione di opposizione politica. Questa è, infatti, una impressione che potrebbe nascere dal fatto che i presenti, in pratica, provengono tutti dal centrodestra. E’ stato però comunicato che all’incontro erano stati invitati anche esponenti di altre “case” politiche che, purtroppo, hanno disertato l’incontro. A causa di queste assenze e nonostante la natura civica dell’iniziativa è certo, innegabile oltre che palesato durante il dibattito, che per la piega che ha preso il tutto, oggi, in un certo senso, sia nata una linea politica di opposizione unita contro la sindacatura in essere. Prove di alleanze e sinergie future? Erano presenti, tra gli altri, Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia, Francesco Vozza, referente provinciale di Noi con Salvini e protagonista di un caldissimo intervento, Raoul Russo, esponente di Fratelli d’Italia e Antonio Triolo, consigliere nazionale del neonato movimento Azione Nazionale. Chiara, quindi, la matrice che avrà questo referendum se dovesse vedere la luce.
Tante, troppe le lamentele per quella che agli occhi dei cittadini palermitani non è una ZTL ma una scusa per mettere le mani nelle tasche dei cittadini; stufi di dover pagare di tasca propria i disservizi e i fallimenti non certo causati da loro. Lo strumento simbolo di democrazia diretta, il referendum, chiamerà al voto tutti i cittadini a prescindere dalle loro idee politiche. Importante sottolineare che questo tema, questa vicenda, non può essere infatti annoverata tra le varie questioni che spesso vengono strumentalizzate per fini politici. No, in questo caso, davvero, questa storia riguarda tutti noi.