Da molti anni, ormai, siamo abituati all’idea di rassegnarci davanti l’analfabetismo funzionale dilagante, lo stucchevole utilizzo smodato della retorica, l’annullamento di qualsiasi pensiero critico. E’, di fatto, una specie di bomba nucleare che è stata sganciata su di noi intorno agli anni ’70. Pasolini, nelle sue parole in libertà, vedeva in questo il vero fascismo, e cioè l’omologazione di massa, il radicalismo di massa ovvero chiamato, che certamente non aveva ancora visto la sua deriva più estrema e violenta: il politicamente corretto.

E’ infatti doveroso osservare che il lungo percorso di quasi cinquant’anni che ha portato a questa lobotomizzazione totale delle masse, ha avuto un crecendo che, decenni fa, certamente non era previsto, se non da dei geni visionari come Orwell. Se la genesi di questi fenomeni è lontana, è però vicina – molto vicina, qualche anno – la genesi della sua iperbbole rappresentata dalla dittatura culturale del politicamente corretto. Una dittatura che è violenza proscrittiva, escludente, assassina della libertà di pensiero come mai nessuna vera dittatura ha fatto. Se non obbedisci non accedi a ruoli pubblici, carriera, percorsi di merito. Vieni assassinato.

Amici, fateci caso, è sconvolgente. Sarò schietto, mi spiace. Siamo costretti, per stare in società, a dire cazzate senza senso e costrutto. Senza pensiero critico, senza analisi, senza intelligente e pacato confronto. Possibili tematiche che potrebbero generare interessanti percorsi vengono fermate, esplicate, da frasi retoriche, semplici, dentro perimetri del pensiero frontale: “Bisogna costruire ponti, non muri”, “il colore della pella non conta”, “siamo tutti cittadini del mondo”, “siamo sull’orlo di un disastro globale”, “entro poco la metà delle terre emerse scomparirà”, “non c’è più tempo per salvare il futuro”, “Mussolini ha fatto anche cose buone”, “il fascismo è stato il male assoluto e ha sterminato gli ebrei”. Quante di queste frasi potrei elencare?

Queste cazzate, noi persone dotate di un certo livello intellettuale minimo, sappiamo essere cazzate; frasi idiote da far cadere le braccia. Ma la cosa grave è che ce lo diciamo, ogni giorno, in privato. In pubblico si è terrorizzati. Poche persone, come me, lo dicono in pubblico ma siamo mosche bianche, consapevoli del prezzo che paghiamo pur di essere protagonisti della nostra libertà. Ovunque, in ogni espressione della nostra vita quotidiana civile e sociale, siamo circondati da frasi fatte retoriche. E’ fatto divieto assoluto di discutere, confrontarsi, studiare, argomentare nel merito. Devi obbedire e devi farlo perchè la maggior parte della gente, dopo questo trattamento sanitario martellante, non è più capace di pensare e si affida alla retorica come fonte di verità. Sono i nostri più grandi riferimenti e rappresentanti delle istituzioni a utilizzare questi metodi e pochi, quindi, ne fuggono. A tal punto che chi fugge è solo e circondato; e quindi diverso, pazzo, pericoloso, in piena psicologia da branco dove l’animale che si comporta in modo diverso è percepito come un pericolo. Quindi allontanato.

E’ vietato parlare in modo equilibrato e sensato dell’immigrazione; devi dire frasi fatte idiote come un bambino di otto anni altrimenti sei razzista. E’ vietato parlare di Euro in modo critico; devi dire frasi retoriche sull’unione dei popoli, e bla bla bla, e antre banalità per pecore altrimenti sei populista, nazionalista, e quindi anche razzista.

E’ vietato parlare con pacato distacco di storia in genere, guardando questa in modo intellettualmente valido, osservandola con gli occhi del passato e non con quelli del presente. Se lo fai sei da incarcerare. Impossibile analizzare e ammettere la portata rivoluzionaria del fascismo e dell’opera immesa di Mussolini; devi dire cazzate precostituite, vulgate storiche senza senso, che riportano falsità abominevoli ma riconducono a concetti semplici, sempre retorici, per educare le masse; se non lo fai sei fascista, ma siccome il fascismo “ha sterminato gli ebrei” allora sei antisemita e quindi anche razzista. Se tenti di dire che il più importante ministro fascista era ebreo, che la deportazione degli ebrei dall’italia è avvenuta quando il fascismo era finito da mesi e mesi, ti guardano come se fossi uno psicopatico; e mi rendo conto, amici miei, che non potrebbe che essere così. Il ministro della propaganda nazista diceva che se dici cento volte una bugia, questa diventa una verità. Gli eserciti stranieri ci hanno invaso e conquistato risalendo l’Italia facendo una carneficina. Le donne seviziate e violentate dai soldati alletati, nel numero di 22.000, accedettero alle operazioni di aborto organizzate del servizio sanitario nazionale. Eppure siamo ammaestrati a dover dire che ci hanno liberato. E’ aberrante. Ma se non ti accodi, se non obbedisci al mantra, sei fascista, non ami la democrazia, voti Forza Nuova sicuramente. La proscrizione è violentissima. Devi attenerti alla menzonga e all’ingoranza. E’ un obbligo.

C’è poi il rovescio della medaglia, l’altro esempio di banale e becera ignoranza, questa frase fatta che Mussolini ha fatto anche cose buone. Una frase vera e idiota. Come “il colore della pelle non conta”. Una frase, questa su Mussolini, che è diventata il più grande esempio di piccolezza intellettuale, di mancanza di analisi critica completa e a tutto tondo della dittatura fascista, trattata e discussa non in modo autorevole argomentando di arte, filosofia, cultura bensì con la disarmante banalità e ignoranza di chi, di queste cose, non dovrebbe neanche tentare di parlare per mancanza di preparazione. I fenomeni storici come le dittature vanno analizzati in modo critico e costruttivo, esorcizzandoli e consegnandoli al passato, creando autocoscienza storica che se è di parte – da una parte o dall’altra – è sempre monca e deforme.

Ma è importante notare cosa è successo a Tajani. La cosa su cui bisogna soffermarsi è la violenza che gli è piombata di sopra che lo ha costretto a rinunciare alla sua libertà di pensiero; e pazienza sei io lo giudico un pensiero ignorantissimo ma, prima ostentando curriculum antifascista e poi chiedendo scusa, si è adoperato per salvarsi la testa. Il tutto condito dalle solite cretinate, le frasi fatte che non mancano mai, come quella che quel pazzo di Mussolini ha dichiarato guerra al mondo intero portandoci alla rovina; peccato, però, dover raccontare che l’Italia entrò in guerra subito dopo che il nazismo e il comunismo furono alleati (rileggete e prendete fiato…), la Francia era caduta in due settimane e gli americani entrarono in guerra due anni e mezzo dopo e soltanto perchè, senza nessuna ragione, venne attaccata nel pacifico dai giapponesi. Quindi Mussolini non era affatto pazzo e non dichiarò affatto guerra al mondo intero. La storia va letta in modo  autorevole e poi analizzata in modo distaccato. Ma invece dobbiamo ripetere a memoria come pappagalli le frasi fatte che non ci raccontano nulla di quanto è accaduto e non ci fanno comprendere gli eventi. E’ davvero una opera incessante, impeccabile, in ogni argomento, con cui veniamo ammestrati da retorica ignorante e frasi fatte da bar dello sport. La cosa che sconvolge è che qualsiasi persona di qualsiasi livello culturale e di istruzione ne è affetta. Senti dire la stessa frase a Tajani e all’idraulico analfabeta. E’ folle!

Negli utlimi giorni, avete visto tutti, tiene banco forse il più grande esempio mai avvenuto di questo andazzo devastante che sta svuotando i cervelli delle persone e, temo, per degli scopi. Il caso Greta. Una bambina utilizzata, con una azione pianificata, che ha detto una serie di cretinate e frasi fatte retoriche senza nessun costrutto, analisi critica, esposizione di tesi. Da anni siamo ammaestrati da saltuarie campagne mediatiche in cui viene fatto catastrofismo ambientalista circa il riscaldamento globale, che è una bufala con cui si è messo in piedi un meccanismo di lobby potentissimo. Le pecore, con memoria a tre mesi, fanno reset nel cervello e alla nuova campagna mediatica ascoltano sempre le stesse frasi fatte. “Il tempo è scaduto”, “se non agiamo ora entro il 2010 spariranno le isole Maldive e il 50% delle terre emerse del pianeta”. Arrivati al 2019, siccome qui è tutto a posto, si ridicono le stesse frasi ma spostando la catastrofe al 2040 e tutti ascoltano rimbambiti come se negli anni precedenti non fosse stato ripetuto lo stesso ritornello. Hanno dovuto ammaestrare i ragazzi, per mandarli in piazza, perchè non si ricordano delle precedenti campagne catastrofiste. E’ spaventoso come le masse siano ammestrate da queste tecniche di propaganda palesi, ormai evidenti, tangibili e reali. Terrifiche. E’ terrificante. Le hanno fatto dire che a lei interessa la “giustizia climatica”. Ma che cazzo significa giustizia climatica? Ma che frase è? Ma veramente non si sa se ridere o piangere.

Vi faccio però riflettere: perchè noi tutti, tutto il mondo, nei telegiornali e sui giornali, non possiamo vedere l’intervento di Carlo Rubbia, scienziato premio nobel e senatore a vita, che a palazzo Madama ha denunciato come una bufala tutte queste cose? Ma vi sembra normale che un premio nobel per la fisica non abbia risonanza, mentre il mondo intero conosce le frasi fatte retoriche di una bambina? Ma non provate paura davanti a questa evidente e palese macchina di propaganda? E’ una cosa sconvolgente ma ciò che mi fa piu paura è comprendere che dietro tutto questo c’è freddo calcolo, c’è uno scopo.

Ho voluto parlare di lei, di Greta, senza incentrare un articolo su di lei perchè questa povera vittima di questo sistema criminale mediatico è, infondo, l’altra faccia della stessa medaglia di Tajani e di tante altre vicende ed esempi che potremmo elencare. E’ un metodo, ed è con questo metodo che tutto viene affrontato. Un manganello. Allo stesso modo del Tajani antifascista, infatti, stiamo assistendo all’obbligo di celebrare Greta, l’obbligo di difendere ed essere partecipi di quegli slogan vuoti.

Sono facce della stessa medaglia, della stessa dittatura, con cui si sta distruggendo il pesniero critico. E’ la più feroce, subdola e pericolosa dittatura mai vista. Durante il fascismo se eri oppositore venivi perseguito, incarcerato, ma potevi dirlo a te stesso e al mondo. Lo stesso per le altre dittature. Ma questa è l’unica dittatura, nella storia, che ci ha privato della libertà di pensiero dovendo al tempo stesso dire che siamo esseri liberi.