di Giulia D’Angelo

È volato in cielo un amico, un servitore dello stato, un archeologo subacqueo di fama mondiale, uno scrittore di archeologia, un paletnologo, un grande lavoratore, un vulcano di idee, un uomo integerrimo, un grande amante del mare, Assessore alla cultura della Regione Sicilia, Sovrintendente del mare della Regione Sicilia, Presidente dell’Accademia Internazionale della Attività subacquee, Tridente d’oro. Ispettore archeologo presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi. Ha effettuato scavi archeologici in Turchia, Iraq, Pakistan e tanti altri paesi. In Italia ricordiamo: Selinunte, Vivara, Egadi, Pantelleria con molti lavori che hanno messo in luce aree archeologiche eccezionali, Eolie con 4 navi scoperte integre e denominate Panarea 1, 2, 3 e 4. A lui si deve anche il trattato internazionale sfociato nella Convenzione UNESCO 2001 sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo. Tutto questo è stato Sebastiano Tusa. 
Ancora non posso crederci!! Aveva vinto la battaglia contro una brutta malattia ed è morto per un aereo malfunzionante. Non sarà possibile dimenticare e sostituire Sebastiano Tusa. Era “un servitore dello Stato”, come amava definirsi. È riuscito ad effettuare ricerche archeologiche subacquee trovando fondi fuori dall’Italia, grazie al suo carisma e alle sue grandi doti di studioso.

L’ho conosciuto a Roma  nel 1969 durante le lotte studentesche. Era giovanissimo “un pischello” come si dice a Roma. Ci siamo persi di vista per alcuni anni. Mentre lui girava il mondo io ho creato la Libreria Internazionale il Mare e così ci siamo ritrovati, ambedue subacquei e amanti del mare ancora a Roma, dove abbiamo organizzato incontri di archeologia subacquea, quando gli archeologi subacquei professionisti erano pochissimi e quando i subacquei appassionati di archeologia depredavano i relitti nel nostro Mediterraneo. Poi ancora ci siamo ritrovati a Favignana, quando per l’Ente Provinciale del Turismo di Trapani organizzavo la Settimana delle Egadi e i Convegni di archeologia subacquea con il supporto di Maria Guccione, Gin Racheli e Nino Allegra
direttore dell’EPT di Trapani. Nel 1984 invitai a questi Convegni internazionali, anche il subacqueo Cecè Paladino che sapevo aveva recuperato in mare, insieme a Claudio Ripa (Tridente d’Oro 1961 e 2002), ben 150 ancore in piombo antiche romane. In quegli anni Sebastiano si occupava soprattutto di paletnologia. Mi fa piacere ricordare i partecipanti dei convegni, tra cui molti Tridenti d’Oro e con i quali sono sempre rimasta in contatto. Nel 1° Convegno del 1984, i cui atti furono stampati da Sicilia Archeologica, diretta da Vincenzo Tusa, padre di Sebastiano, erano presenti oltre a me nella veste di organizzatrice, Sebastiano Tusa (Tridente d’Oro 2004), Vincenzo (Cecè) Paladino (Tridente d’Oro 1972), Marco Bonino, Carmela Angela di Stefano, Alice Freschi, Piero A. Gianfrotta (Tridente d’Oro 1992), Rossella Giglio, Luigi Griva, Costantino Meucci, Piero Pruneti (Tridente d’Oro 2001) Gianfranco Purpura, Edoardo Riccardi, Francesco Paolo Rizzo, Honor Frost (Tridente d’Oro 1985), Gerhard Capitan, Gaetano Cafiero, moderatore (Tridente d’Oro 1982). Nel 2° Convegno, i cui atti furono stampati dalla Libreria Internazionale Il Mare (Academy Award 2016) erano presenti: Giulia D’Angelo, organizzatrice (Tridente d’Oro 1999), Claudio Mocchegiani Carpano (Tridente d’Oro 1996), Benita Sciarra Bardaro, Francesco Paolo Arata, Gianfranco Purpura, Carmela Angela Di Stefano, Costantino Meucci, Rossella Giglio, Enrico Ciabatti, Edoardo Riccardi, Francesco Paolo Rizzo, Marco Bonino, Maurizio Ascani, Piero A. Gianfrotta (Tridente d’Oro 1992), Alice Freschi, Sebastiano Tusa (Tridente d’Oro 2004), Luigi Fozzati (Tridente d’Oro 2010), Elisha Linder (Tridente d’Oro 1989), Lars Ake Kvarning, Luigi Griva. Con questi convegni cercavamo di inviare dei messaggi affinché i politici siciliani capissero l’importanza del ritrovamento delle navi che parteciparono alla prima guerra punica e alla Battaglia delle Egadi.

Nessuno di loro però, ci prese in seria considerazione. Mi rivolsi allora ad una ditta privata la Mediterranean Survey Service, diretta da Albano Trombetta, ingegnere, aveva lavorato con Cousteau sul relitto del Grand Conglouè a Marsiglia. Con Albano, andai ad intervistare Cecè Paladino nella sua villa di Palermo per ottenere maggiori informazioni. L’intervista fu utile ad un gruppo di Ammiragli della Marina Italiana che si misero a studiare le varie ipotesi sulle rotte delle navi Cartaginesi. Secondo Polibio, la flotta partì da Cartagine, si fermò a Marettimo (l’Isola Sacra) per proseguire e portare i rifornimenti ai connazionali che si trovavano ad Erice, assediata dai romani. Ma malgrado l’impegno e gli studi effettuati, anche la MSS non riuscì a trovare i fondi per la ricerca, quindi fummo costretti in quegli anni a soprassedere. Per un periodo di tempo ci perdemmo di vista con Sebastiano. Ci incontrammo qualche anno dopo a Ustica, per la commemorazione del padre Vincenzo Tusa e poi a Palermo insieme all’archeologo subacqueo israeliano Elisha Linder, con il quale ero diventata amica. Ci ritrovammo di nuovo a Favignana per la Nuova Settimana delle Egadi voluta dal Sindaco Giuseppe Pagoto, organizzata ancora da me e Maria Guccione.
Intanto, dopo anni di oblio della Regione Siciliana, finalmente nel 2005, Sebastiano, che amava profondamente il mare e si occupava con passione di archeologia subacquea, tanto da essere nominato Soprintendente del Mare della Regione, trovò l’aiuto di George Bass, il papa dell’archeologia subacquea nel mondo. Il grande archeologo americano, mise in contatto Sebastiano con la RPM Nautical Foundation. Senza spendere neppure un soldo della Regione Sicilia e dello Stato Italiano, in collaborazione con William M. Murray ed altri archeologi, effettuò con la nave oceanografica americana Hercules, le ricerche nel mare delle Egadi, in prossimità di Levanzo, così come ci aveva indicato Cecè Paladino. Grazie all’attività di Sebastiano e dei suoi collaboratori, tra cui Adriana Fresina (l’attuale Soprintendente del Mare della Regione Sicilia), Salvo Emma, suo braccio destro, Alessandra De Caro e tanti altri, negli ultimi anni sono stati individuati ben 20 rostri appartenuti alle flotte cartaginesi e romane, con altri importanti reperti. Tra questi uno cartaginese, in particolare, è stato inviato da Sebastiano a Roma presso l’istituto Superiore per il restauro, dove Barbara Davidde e i suoi collaboratori stanno provvedendo al restauro e alla identificazione delle scritte. Finalmente si è ritrovato il luogo esatto della Battaglia e, a Favignana, Sebastiano ha fondato un museo che la ricorda. Mi ha invitato a Favignana in occasione del convegno “La Battaglia delle Egadi” organizzato a novembre del 2015. Precedentemente ci eravamo ritrovati a Gaeta con Claudio Mocchegiani Carpano e altri archeologi per un incontro voluto dal Colonnello della Guardia di Finanza Marcello Marzocca, nell’ambito del Premio internazionale dell’Editoria del Mare, organizzato da Marco Firrao per la Libreria Il Mare. Sebastiano per l’occasione, aveva accettato di inviare tre dei rostri ritrovati alle Egadi, perché, come ha scritto “È doveroso che questa storia ritrovata sia a disposizione di tutti. È quello che vogliamo fare offrendo al viaggiatore che viene in Sicilia e in Italia, per scoprirne storia e bellezze la possibilità di godere dei reperti ritrovati e fare un tuffo virtuale in una pagina di storia importante per il Mediterraneo”. Sempre nel 2015 la mostra Mirabilia Maris e i mari di Sicilia inizia ad Amsterdam, per poi girare in tanti paesi d’Europa, compreso il British Museum di Londra. Tutto organizzato da Sebastiano Tusa e la Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia a costo zero per la Sicilia e l’Italia. Un evento unico che mio marito Maurizio Bizziccari ed io non ci siamo voluti perdere (vedi link articoli a sua firma, sui Rostri per il blog MareMagazine). Abbiamo così raggiunto Sebastiano, per l’inaugurazione, al Pierson Museum dell’Università di Amsterdam, dove gli olandesi, in quell’occasione, hanno reso all’Italia alcuni reperti in loro possesso provenienti da Lipari. In un suo discorso Sebastiano disse “Non bisogna mai dimenticare che anche il mare può raccontare storie, ma sono sovente storie legate alle tragedie umane: navi naufragate nelle tempeste, scagliate contro le coste rocciose o affondate in battaglia. È da queste tragedie che provengono i tesori che ammiriamo.”
I nostri incontri proseguirono a Roma presso la Libreria Internazionale Il Mare con la presentazione, a cura di Marco Firrao, di numerosi suoi libri pubblicati per i tipi delle Edizioni di Storia e Studi Sociali di Giovanna Corradini, con sede a Ragusa, tra cui I popoli del Grande Verde-Il Mediterraneo al tempo dei Faraoni, Primo Mediterraneo, Roma e il mare, In viaggio tra Mediterraneo e Storia, Viaggio nell’ antica Roma, Storia dei Mediterranei, tutti presentati da Pippo Cappellano (Tridente d’Oro1983). https://www.ilmare.com search.phpa=1&q=&qa=Tusa&qt=3.
Purtroppo non ha potuto scrivere la storia di Gaio Lutazio Catulo, il comandante della flotta romana che sconfisse quella Cartaginese di Annone, che la Libreria Internazionale Il mare avrebbe pubblicato. Tre anni fa, avevamo messo a punto con Sebastiano la possibilità di effettuare una grande mostra a Roma, con il contributo di: Marco Firrao, Marco Merlini, Riccardo Bizziccari, Luca e Claudio Mocchegiani, Marco Bonino, Luigi Fozzati, Amm. Domenico Carro, Amm. Franco D’Agostino. Un evento non solo sui venti rostri ritrovati nel mare delle Egadi, ma anche sulla storia della navigazione antica e le tecniche di costruzione delle navi da guerra dell’antichità. Anche e soprattutto sui rematori, motori delle navi del mondo antico. Per aggiornare il programma, dopo il patrocinio ricevuto dalla Marina Militare, fissare le date e il luogo dell’evento, visto che Sebastiano era molto impegnato, per incontrarlo, Maurizio ed io,  siamo andati a Firenze in occasione di Turisma. Durante lo svolgimento  dei convegni di archeologia, organizzati da Piero Pruneti, dove Sebastiano era presente come Assessore alla Cultura della Regione Siciliana, abbiamo deciso come procedere, tra un intervento e l’altro. Poi, siccome mancavano ancora dei dettagli da definire, ci siamo incontrati di nuovo a Bologna in occasione dell’Eudi-Show e dell’Assemblea dell’Accademia Internazionale delle Scienze e Tecniche  subacquee, con la proclamazione dei Tridenti d’Oro 2019. Era presente, come spesso succedeva durante i convegni a cui Sebastiano partecipava, la sua compagna Valeria Patrizia Livigni, direttrice del Museo d’arte contemporanea di Palazzo Riso a Palermo. Quindi pochissimi giorni prima della tragedia e in presenza di Valeria, con la quale ho sempre simpatizzato per la nostra comune visione del mondo, abbiamo fissato la data di inizio dell’evento nell’ottobre del 2020.   
Finalmente dopo tre anni di ricerche, ho comunicato a Sebastiano che avevamo trovato un luogo adatto, con l’aiuto del primo Municipio di Roma e una ditta per la ricerca degli sponsor. In quell’occasione gli chiesi un appuntamento a Palermo con Alfredo Barbaro per parlare degli eventi da programmare dentro il Palazzo Trinacria, ma mi disse che non poteva perché sarebbe partito per il Kenia, dove avevano trovato sott’acqua dei Galeoni Portoghesi e che si sarebbe fermato per tre giorni in Africa. Ho cercato di dissuaderlo, ma non aveva intenzione di ascoltare nessuno. Anche Valeria concordava con me che sarebbe stata un’ammazzata per soli tre giorni e che comunque lei non lo avrebbe seguito. L’anno precedente lo aveva seguito in Kenia per lo stesso progetto, ma per un periodo molto più lungo. Rimasi sconcertata perché lo avevo visto affaticato, anche se lui negava l’evidenza ed ero preoccupata per la sua malattia.
Ancora oggi non voglio crederci e penso in continuazione a lui e a Valeria che dovrà subire tutte le pratiche burocratiche: un calvario che sembra debba durare a lungo. Credo sia necessario proseguire il lavoro iniziato da Sebastiano per ritrovare i legni delle navi e per continuare gli studi sulla costruzione delle Triremi e Quinqueremi dell’antichità. Il mare delle Egadi nasconde altri importanti reperti della Battaglia che, come scrissero Florio, Polibio e altri storici antichi “Nec maior alias in mari pugna” e “in ea quasi tota Carthago”. Inoltre Polibio scrive di 50 navi affondate e 70 catturate dai romani, mentre altri storici parlano di 125 affondate e 63 catturate, con 14.000 morti e 32.000 prigionieri.
La Regione Siciliana in suo onore deve proseguire il lavoro di Sebastiano Tusa anche con l’aiuto di tutti noi.
Di seguito alcuni Link su Sebastiano Tusa e sulla Battaglia delle Egadi




https://www.youtube.com/watch?v=aDN–8NIc1U testamento culturale Tusa
https://www.youtube.com/watch?v=J7YFjfhGGwk  Video di Favignana su battaglia delle Egadi
https://www.youtube.com/watch?v=2m73lv0BumA Esposizione mostra a Favignana
https://www.youtube.com/watch?v=w9z-QTCQ8GI con Mocchegiani
https://www.youtube.com/watch?v=sKoD_uv9Om0 Ricerche in mare dei rostri nel 2017
https://www.youtube.com/watch?v=UNf5z3T5tog