Un Paese ridicolo e sinistro, così definiva l’Italia Pierpaolo Pasolini. E ridicolo e sinistro lo è davvero; è definizione straordionariamente coincidente, che in due parole racchiude un tomo di centinaia di pagine. Lo è perchè effettivamente, ad ogni tragedia e argomentazone seria, corrisponde una parallela ridicolaggine, un qualcosa di grottesco, però il tutto come messo nel minipimer e fatto diventare un frullato, una melma dal sapore incerto – prevale ora l’agro, ora il dolce – e che stupisce, ogni giorno di più.

Ne è un esempio la notizia di cronaca secondo cui ristoratori milanesi, cittadini per bene, hanno protestato in piazza per mostrare le loro difficoltà, e il dissenso verso il governo. Non erano a fare caciara, non erano scomposti e irrispettosi di questo momento. No; erano composti, distanziati, protetti da mascherine, e quindi esercitavano un loro diritto riconosciuto dalla costituzione tanto sbandierata ma poi rivendicata solo se al governo c’è l’avversario, da tacciare come fascista, altrimenti la costituzione puoi anche calpestarla, negare i diritti, usare metodi squadristi coi cittadini, e nessuno fiata.

Ebbene questo è davvero un caso che coindice con le premesse di questo articolo. Infatti la vicenda, valutata in modo a se stante, sarebbe sinistra. Sinistra perchè siamo ai limiti di poterci definire una democrazia, un piccolo passo e dobbiamo prendere atto della realtà.

Ma arriva subito a sommarsi il ridicolo. Si penserà, infatti, che è vero che questa cosa di multare i ristoratori in piazza è grave; ma è anche vero che in un situazine del genere, col rischio contagi, è stato dato ordine di restare tutti a casa e che non farlo è una grave violazione. D’accordo ma c’è però un problema: qualche giorno fa, il 25 aprile, masse di pagliacci imbecilli, sono scesi per le strade stipati e assembrati, molti senza mascherine, a cantare come ebeti bella ciao. Perchè, in quel caso, non sono stati multati?

Ognuno di noi può pensarla come vuole, non è oggetto la resistenza; però nessuno può negare che quelle persone sono state ridicole e vergognose, perchè andare per strada a fare le marcetta non era solo vietato dalla legge, ma era assolutamente superfluo e insensato, perchè la commemorazione poteva avvenire sui balconi e con altri metodi. Ma questa è una valutazione già anche eccessiva. Dobbiamo fermarci solo alla domanda: perchè non sono stati multati come i ristoratori? Eppure i ristoratori erano in piazza, distanziati, ordinati, e con le mascherine, e sopratutto chiedevano il pane, manifestavano per disperazione. Chi fa il pagliaccio e fa la marcetta niente multa, e chi va in piazza per disperazione viene perseguito dalle forze dell’ordine? Ve lo ricordate? Ridicolo e sinistro, un perfetto Pasolini aveva detto.

La problematica non è banale, o da ridere come si potrebbe pensare. In realtà ho sempre tentato di spiegare ai lettori e agli amici che non è vero che l’Italia si fonda sull’antifascismo, cosa che ci avrebbe fatto vivere in un Paese serio e in cui tutti i cittadini avrebbero riconosciuto la serietà culturale dell’antifascismo, al netto di credi e fedi personali. E’ vero invece altro. E cioè che l’Italia si fonda sull’antifascismo militante. E l’antifascismo militante è un’altra cosa. E’ quella cosa che depista i processi stragisti e di mafia; è quella cosa che va al potere con i colpi di Stato delle procure; è quella cosa che organizza guerriglie paramilitari finanziate e pianificate, con finti studenti incappucciati a devastare e assediare il centro di Roma e il parlamento se al governo c’è Berlusconi. Per poi, magicamente, sparire nel nulla se al governo ci sono gli altri. L’antifascismo militante è quella cosa che fa scrivere sui suoi giornali che in Ungheria c’è una dittatura, mentre qui grazie a loro c’è la democrazia. Ma in Ungheria il Presidente ha chiesto il permesso al parlamento per agire, qui no. Ridicoli e sinistri.

E’ quella cosa, l’antifascismo militante, che ha creato una tale livello di sovrastruttura di potere che la polizia si fa forte con gli onesti cittadini che protestano per la loro condizione di disperazione, ma non si rischia a fare nulla vedendo centinaia di babbei in piazza che fanno la marcetta perchè se solo avessero osato interromperli e identificarli sarebbero stati massacrati pubblicamente, su tutti i giornali, sarebbe esploso uno scandalo; sebbene quei babbei erano a canticchiare in un momento dove uscire di casa per motivi superflui è vietato dalla legge.

Ma loro la legge la possono violare. Perchè cantano Bella Ciao: questo il sinistro. Sono pronto a scommettere che se i ristoratori in piazza, vista la polizia, avessero pattuito di far finta di essere antifascisti che manifestavano, nessuno di loro sarebbe stato multato; questo è il ridicolo. Ragionare su quanto sia vero, serio e gravissimo quello che ho appena scritto, lascio farlo a ognuno di voi.