Diciamola tutta, e francamente senza giri di parole. Narrare della cronaca di quanto avvenuto nelle ultime ore in Francia è superfluo. Un professore reo di aver svolto una lezione sulla libertà di espressione e, per tal fine, ha mostrato le famose vignette satiriche su Maometto, è stato decapitato da un suo studente. Dico, capiamoci. Lo riscrivo in modo differente così che si capisca quello che ho appena scritto e che è accaduto; che si capisca davvero quello che sta succedendo in Europa: un ragazzo sorridente, studente di una classe, amico di tuo figlio, presente alle feste di compleanno o alle uscite in pizzeria con i sui compagni, che ha passeggiato per anni nei cortili e corridoi delle scuole, che ha chiesto consigli e chiarimenti per i compiti a casa al suo professore, ad un certo punto, di botto, ha decapitato il professore come un capretto.

Il grottesco di essere chiamati razzisti

E’ importante, cari amici, non parlare della cronaca ma delle considerazioni a contorno, per comprendere come sia stato possibile una cosa del genere e, sopratutto, per comprendere quanta stupidità ci sia in chi, nei santuari del progresso, parli di razzismo, diffidenza, paura della diversità e altre cretinate retoriche per proscrivere le persone che, non vivendo negli attici di lusso degli intellettuali, deve confrontarsi con la realtà. Scusate, ma se la politica ha permesso che in classe con vostro figlio, o in casa vostra per la festicciola di compleanno, ci siano oggi ragazzi cha da un momento all’altro ti sgozzano e decapitano, ma per quale motivo assurdo e inconcepibile le persone non dovrebbero diventare per reazione razziste, diffidenti, e impaurite di avere accanto persone diverse da quelle entro il perimetro della propria cultura?

Le cause

Da diversi anni, ormai, lo sapete bene, la sinistra liberal globalista risponde alla incultura del multiculturalismo. Non la chiamo così a caso. Ricordo che quando intervistai Magdi Allam, chiacchierammo di come, di fatto, il multiculturalismo sarebbe stato qualcosa di ottimo se incentrato sulla marcazone ancor di più delle identità e delle culture varie da far convivere. Il percorso storico, evidente invece, del multiculturalismo ha preso la direzione della distruzione delle culture. Smantellamento o arretramento delle culture più deboli in quanto democratiche e liberali, che concedendo spazi di libertà a chiunque per motivi ideali e legali dovuti alle costituzioni degli stati moderni e occidentali, ha aprto il varco al famoso cavallo di Troia. L’orrore spacciato come un dono. La fine della nostra civiltà descritta come progresso. A questa problematica di sistema ne hanno fatto seguito altre due che hanno generato i mostri intorno a noi.

La prima è l’immigrazione incontrollata. Signori, chiariamoci. Se quando vedete arrivare in barca centinaia di migliaia di persone tutte di fede islamica e non capite che questo, senza i necessari filtri, costituirà un problema, non siete accoglienti e buoni. Siete stupidi e ignoranti. Non conoscete nulla della storia del mediterraneo, dalla battaglia delle Egadi sino alla conquista francese di Algeri. Passeggiate per le coste siciliane, in vacanza, ammirando le torri del camilliani, ma senza avere la minima idea del perchè ve ne siano così tante. Oggi – e chi sta scrivendo si occupa di documentazione storica antica sui conflitti tra pirateria islamica e coste cristiane per la redazione di articoli d’arte – le cose sono molto cambiate per il fatto che quelle fortificazioni e torri sono state smantellate del politicamente corretto della sinistra. Politicamente corretto che, a ben vedere, non può che essere criticato circa anche l’esercizio dell’apostasia del cristianesimo in corso da diversi decenni nel vecchio continente. Non vi è integrazione possibile, se non vi è forte protezione della nostra identità e controllo dell’immigrazione. Facendo penetrare i nostri terrotori solo da certe categorie di persone, alcuni fenomeni si mitigherebbero. Ho lavorato, anni fa, con ragazzi islamici per un campo scuola. Ragzzi di grande cultura. Miriam, quella con cui mi sono rivisto e sentito, una ragazza laica di Tunisi, mi disse che in Europa non avevamo capito nulla e in 50 anni saremmo stati dominati. Perchè il punto, cari amici, è questo: che l’80% degli islamici che vivono in Europa non sono praticanti, sono pacifici ed essi stessi sono le prime vittime di tutto questo, e quando possono confidano e ammettono la follia della non gestione di una immigrazione che permette l’ingresso di tutti. Ricordate la campagna mediatica per deridere e dare del razzista a chi diceva che i terroristi arrivano coi barconi? Beh, due dei terroristi degli attacchi a Parigi sono arrivati a Leros, in barca, fingendosi migranti, e sono entrati dall’Italia attraverso Brindisi. Questo non ve lo ha scritto mai nessuno, perchè è stato dato ordine di non scrivere certe cose, per accordi che io ormai reputo ovvi e palesi, tra terrorismo islamico e governi italiani. Storia lunga, che risale ad Aldo Moro ed il famoso lodo con il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, frangia marxista filosovietica dell’OLP; la cui rottura provocò per ritorsione la strage di Bologna i cui depistaggi, per 40 anni, sono serviti e servono ancor oggi per nascondere quell’accordo segreto. Ancora oggi, l’Italia, vede una situazione pacifica mentre ovunque intorno a noi sono avvenuti attentati di matrice islamica. Come è possibile? Difficile non pensare che ci sia ancora un accordo, che vede libertà di movimento in Italia e logistica per i terroristi in cambio di non fare attentati in Italia. Di questo mi convinsi intervistando Souad Sbai, un’altra presonalità della lotta all’esremismo islamico.

La seconda problematica che ha segnato e segna la questione è una problematica legata davvero al dibatittto pubblico, alla libertà di espressione di noi tutti e che ormai ci lega le mani e la lingua pena l’essere – lo diceva Oriana Fallaci – uccisi nella società senza essere uccisi fisicamente. Una tecnica più subdola per far fuori le persone scomode. E’ la dittatura del politicamente corretto che, da anni, ci vede in una situzione grottesca per la quale non possiamo più dire cose di buon senso, dire semplici vocaboli, pena l’essere proscritti come razzisti, fascisti, nazisti, fomentatori di odio, omofobi ecc ecc. La cosa ha carattere generale e riguarda tutti temi in dibattito. Una cosa sconvolgente, la cui forza è diventata tale da mettere al rogo persone colpevoli di nulla, se non di parlare e dire la verità. O, se volete, la loro opinione. Da molto tempo osservo che la governance mondiale ha eterodiretto i social network occientali, producendo censure solo e sempre da una parte. Magdi Allam, intellettuale, scrittore, giornalista, vice direttore del Corriere della Sera, protagonista di convegni per dialogo intereligioso, ha avuto il profilo FB bloccato per odio razziale. Ma davvero vi sembra normale tutto questo?

Un compagno di scuola di vostro figlio, da un momento all’altro, sgozza il professore e lo decapita. Poteva decapitare vostro figlio. Lo farà, è questione di tempo. Ma la domanda è: possiamo ancora tollerare la follia di vederci definire razzisti perchè ci rifiutiamo di tacere?

Quanto tempo abbiamo prima che su tutti i giornali, un giorno, appaia il titolo “ragazzo decapitato in classe”?