Ormai non passa giorno che la cronaca ci passa l’ennesima notizia di pseudo epidemie, di casi sospetti, di malattie dimenticate riaffiorate dalla storia passata. E’ il caso della bassa Bresciana Orientale dove sono stati registrati ben 138 casi sospetti di polmonite addirittura in aumento:  Montichiari (26 casi), Calvisano (20), Carpenedolo (34) e Remedello (11) e Acquafredda (9) i comuni maggiormente colpiti. Sono invece 16 i casi riscontrati fuori dalla provincia bresciana: sette ad Asola, 3 a Castiglione Delle Stiviere, uno a Canneto, Casalmoro, Guidizzolo, Porto Mantovano; Drizzona, Casalmaggiore e a Ostiano. “Un filo rosso unisce i cinque comuni bresciani: la presenza del fiume Chiese” dicono i sindaci del territorio ipotizzando che il picco di polmonite sia dovuto ad un batterio presente nell’acqua. Anche se va detto che in un Comune colpito, Calvisano con 18 casi, l’acquedotto non è presente.

Ovviamente sono partiti i campionamenti per capire la natura e comprendere cosa stia accadendo. Fino ad ora sono stati eseguiti complessivamente 52 campionamenti di cui 24 sulla rete idrica tra fontanelle pubbliche, serbatoi di acqua e casette dell’acqua e 28 in abitazioni private. “Stiamo lavorando però a 360 gradi e non solo sulle acque per individuare la natura della polmonite che sta interessando centinaia di persone” ha affermato l’assessore alla Salute Gallera.

La paura naturalmente scorre tra la popolazione ed i media alimentano anche la fobia derivante da casi come questi. Bisogna mantenere la calma e rivolgersi subito alle autorità competenti.

Certo qualcosa non funziona più nella nostra occidentalissima società. Il progresso della ricerca scientifica medica dovrebbe aiutare a debellare certe malattie, mentre nascono sempre più focolai di malattie dimenticate. Potrebbe il nostro organismo essere stato assuefatto o indebolito dai numerosi farmaci tanto da renderci invece più attaccabili proprio da quelle malattie che si pensava debellate?

Fonte: ANSA

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