Tanti anni fa, adesso non ricordo esattamente l’anno, il bravo Luca Ricolfi pubblicò un libro interessantissimo e che è sempre in bella mostra nella mia libreria; il titolo era: “Perchè siamo antipatici? La sinistra e il complesso dei migliori”.

Il titolo diceva tutto e il testo, sviscerandolo, descriveva la tragica realtà di una sinistra italiana senza voti e perdente per un fattore molto importante: l’essere antipatica agli italiani a causa della spocchia, della arroganza, della puzza sotto il naso, degli atteggiamenti snob che costituiscono un complesso di superiorità insopportabile tanto più perchè portato avanti da chi, tra le cronache e i fatti di una vita, non può dirsi nè migliore nè moralmente superiore a nessuno; anzi…

Detto che, per sinistra, non si intendono soltanto i politici ma anche, e se vogliamo ancor di più, tutta la schiera di finti comici, attorucoli e cantanti che per interessi economici reggono la propaganda ai primi; detto che a questo insieme si aggiungono i giornalisti che sono d’ufficio migliori di altri in quanto scrivono sul giornale giusto e non su uno dei pochissimi che tendono a destra; detto tutto questo praticamente la disamina si può ridurre all’osservare che o sei di sinistra o sei una persona ignorante. In pratica il concetto è questo. Il discrimine non è la cultura o la competenza; bensì l’appartenenza a un’area di pensiero. Giampaolo Pansa li ha chiamati i fascisti rossi.

A dire il vero, se vogliamo aprofondire la vicenda, la proscrizione di sinistra avviene su più fronti. C’è quello culturale – vuoi mai che uno che vota Salvini possa andare a teatro? – ma c’è anche e sopratutto il fronte morale. Ecco, se il primo fronte attiene all’idiozia dei più che, asserviti alla propaganda di sinistra, si sono davvero convinti che una persona a sinistra è, per forza di cose, già colta o certamente più colta di uno di destra; se questo fronte lo si può liquidare ridendo e pensando quanto siano stupide queste persone, le riflessioni di diverso tipo sono sull’altro fronte; quello morale.

Questo fronte, a differenza del primo, attiene al giudizio sull’uomo, sulla sua educazione civica, sulla sua empatia, rispetto per le persone e per il mondo: in una parola sulla sua civiltà. Ecco in questo caso io non liquiderei così banalmente la cosa e rifletterei seriamente su un processo che, dopo decenni, ha portato gli italiani a stufarsi definitivamente di questo atteggiamento e a voltare le spalle non solo ai politici col voto, ma anche a quei finti intelettuali che, per denaro, facevano e fanno propaganda ma che il popolo appoggiava, stimava, apprezzava nonostante tutto ritenendole persone amiche, punti di riferimento del popolo italiano qualsiasi fossero le loro idee. Di esempi ce ne sarebbero da buttare.

A sinistra vi è abitudine a proscrivere moralmente le persone in base a cosa votano. E’ successo con Berlusconi, sta succedendo adesso con Salvini; il metodo è sempre lo stesso. Ma perchè la gente vota Salvini?

Da molti anni, non entrerò nello specifico, gli italiani sono sotto attacco di una era nuova, difficile, che nessuno si aspettava. E’ una pagina di storia che i saggi prevedevano e che, come sempre, i soloni e profeti della sinistra no. Anzi oserei dire che questa pagina nefasta di storia, la sinistra l’ha progettata e generata con le sue politiche.

Il vecchio continente è, di fatto, protagonista di un momento storico del tutto simile a quello degli anni venti del secolo scorso. Sono certamente cambiati gli scenari ma le similitudini sono tante: la vita di milioni di uomini e donne è caratterizzata da una esistenza precaria che vede, molto più che una povertà economica, una povertà di riferimenti intellettuali, culturali e morali che, stante le difficoltà della vita quotidiana, possano calmierare la stanchezza, lo svilupparsi di sentimenti negativi, in ultimo la violenza.

A questo processo partecipa in primissimo piano l’apostasia del cristianesimo in corso da anni che, in un vero e proprio progetto politico e culturale progressista fallimentare e pericoloso, è in prima fila tra le cause dello smarrimento protagonista della vita dei popoli che “vagano senza una meta e senza riferimenti”; a causa della distruzione della identità cristiana dell’Europa e, quindi, della stessa civiltà europea, che non sembra vederne un’altra pronta a prenderne il testimone.

A sommarsi, in subordine, quella crisi economica di cui tanto si parla che vede intere esistenze con decenni di lavoro, fatica e sudore spazzate via da classi dirigenti corrotte e affamate di tasse e “sangue” altrui. La borghesia è impaurita. Vede minacciato quel benessere costruito in più generazioni e vive ogni giorno la fobia del diventare povera. Impotenti solo in apparenza, da anni i popoli subiscono il sequestro di quanto accumulato in una vita di lavoro vedendo sfumare certezze, stabilità materiali, emotive e psicologiche.

La speranza è un sentimento sconosciuto. I ragazzi hanno paura di innamorarsi, sposarsi, fare dei bambini. Sono troppo impegnati a lavorare gratis sognando di fare qualcosa che amano, per poi cercare lavori precari di qualsiasi tipo e avere almeno i soldi necessari, raggiunti i quarant’anni, per affittare una stanza.

Non esiste più una dimensione spirituale umana da assecondare e curare; non ci sono più i soldi per un libro, una mostra. Una intera società, una intera civiltà, sta morendo. Sta morendo nel profondo di ognuno di noi. Vede le masse dirette verso una nuova servitù della gleba che non ha come protagonista, oggi, una zappa, bensì divise tutte uguali, in centri commerciali dove giovani precari vivono una esistenza precaria; nella loro anima prima ancora che nella loro posizione contrattuale. L’alcolismo latente nei ragazzi è diffuso: segno di inconscio desiderio di morte. Abitazioni di Roma e di Parigi sono arredate con gli stessi mobili delle catene a basso costo: segno di morte. Falliscono le botteghe e gli artigiani non tramandano la loro arte, che è vita. Ragazzi di Milano e di Londra vestono con le stesse magliette della stessa marca a basso costo: distruzione di identità. Chiudono le piccole imprese tessili e portano con loro nella tomba realtà locali e comunità umane in vita da decenni.

Davanti a tutto questo, davanti alla distruzione dei diritti sociali e della vita delle persone, la sistra da anni attua politiche solo per i discutibilissimi diritti civili. La gente si sente ignorata nelle proprie istanze, richieste, speranze. Le uniche istanze portate avanti, a sinistra, sono state quelle della finanza e delle banche.

Tutto questo, cari amici, è il motivo per il quale la gente, il popolo italiano, sta appoggiando Matteo Salvini. La propaganda di sinistra dice che la gente lo vota perchè è ignorante, razzista, fascista, moralmente infima; perchè egli stimola l’odio e altre cretinate a cui, per abboccare ancora, bisogna essere davvero scemi.

La verità è che la gente, il popolo italiano, è stanca di questa sinistra e uno dei fattori che, insieme a quanto narrato, ha portato le persone ad appoggiare Salvini, è anche questa insopportabile antipatia della sinistra.

Appare quindi evidente, come Luca Ricolfi, tanti anni fa, centrò il segno in una disamina intelligentissima, che faceva sorridere ma pensare; e che, nel suo intento, aveva lo scopo di far accendere i cervelli a sinistra per riflettere prima che fosse troppo tardi.

Lo stesso Ricolfi, in un recente articolo, scrive: “è da anni che invito la sinistra a prendere sul serio le preoccupazioni degli italiani in materia di immigrazione, senza tacciare di razzismo chiunque dissenta dalla linea dell’accoglienza “senza sé e senza ma”…” cari politici progressisti, cari intellettuali impegnati, cari manager illuminati, cari prelati, scrittori, cantanti, professori, conduttori televisivi, giornalisti che ogni giorno vi esercitate in accorati appelli a coltivare il senso di umanità, vi siete mai chiesti perché tanti italiani non la pensano come voi?”… “Fino a ieri una spiegazione l’avevate: l’Italia cattiva, xenofoba e razzista, era l’Italia della destra… Ma oggi? Oggi che la destra si e ridotta a rappresentare poco più di un terzo del Paese? 

Ebbena si cari amici, pechè proprio dai dati statistici, infatti, risulta che le azioni di Matteo Salvini sono appoggiata da tantissimi elettori di sinistra, tra cui circa un terzo del PD.

Quindi ancora Ricolfi: “Forse, anziché usare l’intimidazione morale per squalificare ed umiliare chi non la pensa secondo il pensiero unico progressista, varrebbe la pena sforzarsi di capire perché il dubbio sulle politiche di accoglienza serpeggi persino nell’ultimo avamposto della sinistra, ovvero nell’elettorato del malconcio Pd”.

Una persona dal pensiero libero, limpido, puntuale e pungente Luca Ricolfi. Anni di avvertimenti, analisi e scritti che servivano da stimolo a comprendere, ascoltare il popolo. Stimolo non raccolto, da una sinistra distratta dal suo miserrimo e penoso complesso di superiorità e che si ritrova oggi, come merita, a raccogliere le briciole.