Sergio Matterella, ve lo posso garantire, non ha nulla a che vedere con la storia del corazziere nero messo in bella mostra per provocare Salvini. Ne sono certo per due motivi. Il primo è che l’organizzazione di tali eventi, e quindi i turni di riposo o meno dei soldati, non li decide lui; sarebbe assurdo pensarlo. Il Quirinale ha una macchina organizzativa e amministrativa che probabilmente conta centinaia di persone. Queste organizzano le cose di routine senza, certamente, passare dalla stanza principale. Il secondo motivo è che Sergio Mattarella è una persona di grande stile, intelligente, pacata seppur ferma e competente, consapevole del proprio ruolo. Non ho nessuna simpatia particolare per lui, ed anzi mi sta proprio antipatico per varie ragioni; ma certamente non ritengo verosimile che si metta a organizzare ripicche e tranelli ai politici di opposta fazione, come un ragazzino al bar che deve stare per la Roma e non per la Lazio.

Epperò, seppur tutto potrebbe rivelarsi una coincidenza, a pensar male spesso si indovina e, quindi, dobbiamo pur argomentare in tal senso e dare una opinione sulla vicenda. Perchè? Perchè nel caso quanto avvenuto non fosse una coincidenza ci troveremmo davanti a una cosa di una certa gravità. Infatti, in questo caso, il Quirinale, e di riflesso per responsabilità mediatica oggettiva anche il Presidente, sarebbe protagonista di un vergognoso atto che minerebbe la credibilità del Colle in seno al gioco democratico.

Il lettore poco attento, o quello in malafede, diranno adesso che io ho scritto che avere un corazziere di colore mina la credibilità del Quirinale. Non è quello che intendo: intendo dire che se, come i media narrano, l’incontro tra questo e Salvini fosse avvenuto per calcolo, e con lo scopo di coaudiuvare la campagna denigratoria nei confronti di Salvini, dovremmo tutti denunciare che non solo il Quirinale scende in campo facendo politica; no, non solo. Dovremmo dire che questo, già grave di suo, è avvenuto con una cialtroneria vergognosa che umilia le istituzioni repubblicane.

Se non ricordo male, non mi va di perder tempo per andare a controllare queste banalità, il primo senatore nero della storia repubblicana è della Lega Nord. Se non ricordo male, non vado nuovamente a controllare e mi fido della mia memoria, la prima donna di colore sindaco (scusatemi ma io “sindaca” non lo scrivo manco sotto tortura) della storia repubblicana è della Lega Nord. Se mi fossi sbagliato non cambierebbe una virgola. Non cambierebbe circa il fatto che lasciare intendere, come fa la propaganda di sinistra, che Salvini e la Lega abbiano pregiudizi basati sul colore della pelle è falso e smentito dai fatti. I politici della Lega Nord sono neri. Accettatelo. Questa è la prova che il discrimine non è sul colore della pelle ma sulla condotta di chi entra in Italia. E fa veramente pena, dato i politici di colore leghisti, vedere gente che pensa che un corazziere nero possa dare fastidio a Salvini. La gente dovrebbe imparare a non farsi condizionare dalla propaganda e pensare con la propria testa.

Matteo Salvini, ogni giorno, non solo ringrazia gli immigrati regolari e rispettosi che vivono in Italia ma, scriviamolo, prosegue a far arrivare rifugiati con corridoi umanitari e a far sbarcare, tranne rari casi, immigrati con navi italiane. Egli ha soltanto avviato una stagione dove pretende che le navi che battono bandiera straniera attracchino nei rispettivi porti, in modo tale che come l’Italia fa la sua parte, anche gli altri paesi facciano la loro. Raccontare il contrario, come fa la sinistra, è in malafede e calcolato; è propaganda che ha lo scopo di celare interessi economici che la tratta di esseri umani garantiva a chi li aspettava, ansioso, in banchina; come Buzzi che, intercettato, diceva che gli immigrati rendono più della droga. Appare chiaro, quindi, che Salvini si è messo contro i criminali e questo ha dato molto fastidio e ce ne stiamo accorgendo…

Tornando al Quirinale, quindi, le cose sono da sviscerare in questo modo. O il tutto è stato un caso e i gironalisti ci hanno montato questa provocazione insulsa e patetica, oppure qualcuno che organizza le cerimonie ha calcolato il tutto, per prestare il fianco alla propaganda di sinistra. Consapevole della gravità inaudita dalla seconda ipotesi non ci resta che sperare nella prima; se non altro per evitare di dover ammettere il tragico livello di bassezza e cialtronaggine in cui si ritroverebbe la più autorevole istituzione delle Repubblica Italiana che perderebbe ogni credibilità.