La morte dei migranti nell’ennesimo naufragio avvenuto, ci fornisce indicazioni su cosa stia cambiando da quando il Governo italiano ha imposto una linea differente rispetto a quella inaugurata da Renzi: nulla. Non è cambiato assolutamente nulla. Sono tutti li, sulla sponda, i trafficanti di esseri umani; sono tutti li in attesa di segnali; segnali, indicazioni, accordi che non è difficile intuire essere reali dopo che il programma Report ha mandato in onda un video in cui una nave di una ONG si dava appuntamenti via radio con coloro i quali consegnavano il carico di esseri umani. Niente naufragi, niente traversate narrate ad arte; poche miglia dalla costa, con un appuntamento a latitudine e longitudine, ed è fatta. Questa realtà, per essere accettata, ha bisogno di un piccolo passo indietro e di essere “rinverdita” attraverso una operazione di buona memoria.

Come fu possibile mettere in piedi questo grande ingranaggio di navi che facevano la spola dalla costa libica alla Sicilia, come fossero traghetti di linea? Da un punto di vista “operativo” non ho indagato e non ho nessuna notizia. Certo, siccome abbiamo scoperto che Renzi, in cambio di flessibilità nei conti pubblici, autorizzò tutti gli sbarchi solo in Italia, è facile pensare che il potere politico diede ordini in tal senso alla Marina Militare Italiana. Questa, invece di salvare naufraghi – cosa sacrosanta – si occupò di andare a prelevare immigrati clandestini, migranti economici, richedenti asilo e, tra loro, pochi aventi diritto di asilo e traghettarli sul suolo italiano; cosa discutibile rispetto alla prima. Perchè questo, perdonatemi, è molto differente. Un naufragio in cui salvare obbligatoriamente vite umane è molto diverso dall’andare a prenerele.

Ma quale fu – sfroziamo la memoria oltre al punto di vista operativo – il modo in cui fu possibile mettere in piedi il tutto? Io lo ricordo: fu il ricatto morale della gente che muore in mare, utilizzato per orchestrare mediaticamente l’obbligo morale di salvare vite umane; concetto su cui io, comunque, sono assolutamente d’accordo ma non è l’oggetto di questo articolo. Per far questo, per attuare questa minaccia morale, però, ricorderete, vi è stato un periodo non breve con quotidiani naufragi e morti, tutti o quasi vicini le coste libiche come quello di poche ore fa, con cui una martellante campagna mediatica densa di immagini di morti, ha generato un senso comune di impossibilità di rifiutarsi di accogliere e salvare; e chi lo faceva veniva attaccato e proscritto come razzista seppur mosso da ragionevoli dubbi e argomentazioni. Come ad esempio io ho sempre fatto, senza alcun intento razzista. La domanda è: “tutti quei naufragi, che vennero usati come ricatto morale per poi mettere in piedi il servizio di sola andata dalle coste libiche, furono casuali o voluti? C’è qualcuno che ha organizzato e organizza la morte pianificata di un carico di persone ogni tanto, per rinforzare il fuoco della minaccia morale del dover accogliere? La cosa è sostanzialmente differente, cari lettori. Perchè io sono assolutamente convinto della seconda ipotesi e vi spiego perchè. Io, oltre a fare poco e molto male il giornalista, sono un marinaio; lo faccio altrettando male ma nella vita ho navigato ed anche in oceano. Conosco le barche, come le conoscono coloro che organizzano questi viaggi. Avete notato che tanti anni fa, quando lo scopo era fare la traversata fino a Lampedusa, venivano impiegati robustissimi pescherecci e invece, adesso, zattere e gommmoni che dopo 4 ore affondano? Ebbene sappiate, come lo so io, che chi organizza queste traversate è perfettamente consapevole che un gommone con 100 persone a bordo non farà la traversata ma affonderà molto presto. E allora il sospetto, credo la certezza, è che se invece di fornire un peschereccio o un mezzo nautico simile, come veniva fatto tempo fa, ne viene fornito uno che affonderà dopo poche ore il motivo è che quella è volontà. Non è casualità. La gente è mandata a morire con subdolo calcolo. Se ne muiono 100 e li si utilizza mediaticamente come minaccia morale vero i politici oltremare – qualcuno pensarà – la restante parte godrà nuovamente del servizio che era stato messo in piedi dal governo precedente. La vicenda, con visione laterale, non apre riflessioni differenti? Parliamoci chiaro, oggi avrei potuto scrivere un semplice articolo di retorica sui morti, come state leggendo un po’ su tutti i giornali. Ma sarebbe stato proficuo per riflettere circa questi avvenimenti?

Vi è una forza, una regia importantissima, che vuole a tutti i costi introdurre in Europa migranti economici per essere utilizzati come manodopera a basso costo. La cosa non è più una tesi complottista. Tantissime persone autorevoli, serenamente in tv, hanno dichiarato: “ma se non li facciamo venire i pomodori chi li raccoglie”? Una persona di buon senso, come affermo essere io, risponderebbe: “beh, ma allora lo scopo non è farli venire per aiutarli e dargli una vita dignitosa come la nostra, bensì, dietro questa facciata, si nasconde la volontà di prelevare forza lavoro da un altro continente per sfruttarla proficuamente nella nostra economia”. Dite la verità: questa cosa, detta con parole mie, non è sostanzialmente differente dal racconto retorico della umana, civile, amorevole accoglienza? La retorica, ricordatelo, uccide il pensiero critico, lo studio, la ricerca della verità. Quando vedete retorica sommergere le questioni, quando vedete frasi fatte, buone, politicamente corrette, significa che qualcuno vuole impedirvi di pensare. “Dobbiamo costruire ponti, non muri”; “Salvare vite umane è un dovere”; “Palermo è la capitale dell’accoglienza e chi arriva a Palermo è cittadino Palermitano“: vi ricorda qualcosa? Sono tutte frasi vere, condivisibili, ma retoriche; servono a impedire un confronto, con confutazione civile ed esposizione di tesi, proscrivedo chiunque non si accodi. La retorica ha lo scopo di impedirvi di pensare.

Io che ne fuggo vi dico che se siamo uomini liberi, se siamo uomini intelligenti, non manovrabili, onesti; io vi dico che abbiamo il dovere di fare due cose. La prima è piangere senza nessuna retorica questi morti, questi esseri umani parte del tutto, del cosmo e della storia terrena che ci divide in fortunati e sfortunati per il solo caso di essere nati o meno nella parte povera o ricca del mondo. Ma la seconda cosa che è obbligatorio fare è riflettere seriamente. Riflettere e capire. Questo ultimo naufragio è, ancora una volta, come lo è stato per quelli di qualche tempo fa, pianificato e voluto per minacciare moralmente l’Italia e fargli cambiare la linea?

Se così è, come io penso sia, quando ci sarà un nuovo processo di Norimberga da qualcuno invocato, alla sbarra non ci finiranno coloro i quali, come Salvini, hanno fatto atterrare rifugiati a Pratica di Mare con accoglienza calorosa ma chiedono giustamente che la massa di immigrati economici vengano ripartiti nei vari Paesi europei collaborando e dandosi manforte a vicenda per affrontare questo problema. No! Alla sbarra ci finiranno coloro i quali erano a capo delle cooperative rosse e ridevano al telefono dicendo che gli immigrati rendono più della droga e che sghignazzavano perchè i bambini glieli pagavano a 40 euro al giorno; ci finiranno gli ipocriti che parlano di accoglienza per celare importazione di forza lavoro a basso costo; ci finiranno coloro che pianificano la morte in mare delle persone; ci finiranno i politici, i giornalisti, gli scrittori, finti comici e cantanti che partecipano al coro della retorica che ha lo scopo di impedirci di pensare e di denunciare con forza che è stata ordita e messa in piedi una tratta negriera di esseri umani, esattamente come quelle che li portavano in America per le piantagioni di cotone.

Forse questa gente la farà franca come, a differenza dei nazisti, l’hanno fatta franca i comunisti di tutto il mondo protagonisti degli stessi e peggiori stermini. Ma anche se oggi sono vincenti e giulivi, proprio come i criminali comunisti furono giulivi mentre i nazisti erano alla sbarra, da una cosa non potranno mai salvarsi. Dal giudizio inoppugnabile e senza appello del tribunale della storia, che è il tribunale supremo del giudizio di Dio!