La vicenda che vede Salvini al muro per le sue azioni è nota a tutti. Ripeterla qui sarebbe inopportuno. Circa il tutto, quindi, la cosa che mi preme fare è sottolineare con  forza ragionamenti a contorno, valutazioni, evidenze che non riguardano Salvini ma la Repubblica Italiana. Quando i padri costituenti la fondarono, decisero che i rappresentanti del popolo dovessero avere una immunità che li tutelasse nell’esercizio delle loro funzioni. Perchè? E’ un principio cardine delle democrazie e si fonda sul fatto che i poteri di uno Stato – esecutivo, legislativo e giudiziario – non possano ostacolarsi a vicenda. Il motivo è lo svolgimento stesso della democrazia piena e compiuta. Se un governo non è libero di operare, perchè sotto minaccia ovvero in questa situazione viene a trovarsi la magistratura, qualcosa si rompre e il meccanismo non funziona più; e si generano storture dovute a minacce e ritorsioni alle Istituzioni.

Questa cosa, in un teorico Paese di marzapane virtuoso, non farebbe testo; ma nel mondo reale fatto di intrighi, massoneria, amicizie, subdoli calcoli e fazioni di potere in lotta, porta a quello che stiamo vedendo, in Italia, dalla nascita della seconda repubblica che coincide con la discesa in campo di Berlusconi.

Intendiaoci, con questo non ho asserito che le azioni giudiziarie non hanno fondamento giuridico e siano inopportune, seppur in qualche caso è accaduto, come dimostrano gli incidenti giurisprudenziali avvenuti pur di condannare Berlusconi; no. Io affermo che se anche una azione giudiziaria è fondata, per lo svolgimento della democrazia essa non deve avere luogo.

Sottolieno, per far capire meglio il tutto, che in più qui non si parla di reati riguardanti la sfera personale. Cioè, se domani Salvini commettesse una rapina in banca, è ovvio che andrebbe processato. Qui stiamo analizzando le condotte, valutabili o meno come reati, riguardanti la proprie funzioni ricevute per mandato popolare.

Per mandato popolare. Ripeto: per – mandato – popolare. E’ qui che dovete fermarvi e seguirmi un attimo. Come appunto accennato, coloro i quali vengono chiamati a rappresentare i cittadini erano protetti dall’immunità parlamentare. Questo perchè con l’immunità, per transitività, non veniva tutelata la persona bensì il voto popolare che la aveva espressa e, quindi, la democrazia stessa. L’immunità, per vicende non spiegabili in poche righe, venne abolita malamente durante tangentopoli e da quel momento ha generato un vulnus democratico nel nostro Paese che ha visto molti governi cadere, non solo di destra, per azioni giudiziarie. Ma anche non cadendo i governi hanno avuto condizionati gli svolgimento delle loro funzioni. Da 20 anni è un Paese sotto minaccia del primo avviso di garanzia utile. E’ questa democrazia? E c’è qualcuno così impocrita da leggere, nelle mie parole, un attacco alla magistratura? Non scherziamo, qui siamo davanti al buon senso.

Vorrei però farvi riflettere in modo pieno circa le conseguenze generate da questo problema. Perchè alla maggior parte di voi questo sfugge, non ve ne accorgete neanche. Ed è la corruzione parlamentare. In che senso?

Un lettore poco attendo avrà già pensato che io mi sia sbagliato in quanto il parlamento deve concedere l’autorizzazione a procedere, quindi i parlamentari sono protetti. Ebbene è proprio qui, invece, il problema, cari lettori. Se tornimo alla metafora del mondo di marzapane dove non esiste il marcio, non ci sarebbero problemi. Se un politico fosse palesemente colpevole verrebbe data l’autorizzazione; ma se fosse vittima di un palese attacco strumentale allora no, non verrebbe data. Ebbene, però, cari lettori, come ho accennato prima, non viviamo in un mondo di marzapane ma di squallide lotte di potere.

Questo cosa significa? Vi spiego: significa che se il voto per l’autorizzazione a procedere verso un politico ha come conseguenza la caduta di un governo, i poteri che hanno questo obbiettivo – magari grandi poteri internazionali – possono corrompere i parlamentari per comprare il loro voto, che non sarebbe per coscienza ma frutto di corruzione. Questo, in più, con la caduta del governo, genererebbe il mancato rispetto dell’art.1 della costituzione che recita che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei modi previsti dalla costituzione.

C’è anche un’altra ipotetica conseguenza, a causa dell’autorizzazione a procedere. Che la persona interessata dal voto, come ora Salvini, per salvarsi possa promettere certe azioni di governo e non altre per avere in cambio dei voti. “Se mi dai un posto da sottosegretario, non ti facciamo cadere”. Questo è un inaccettabile condizionamento delle Istituzioni repubblicane che, di fatto, vengono tenute sotto minaccia.

I cittadini sono consapevoli e stanchi perchè hanno capito che se da 20 anni, ad ogni giro di boa, ad ogni governo, l’azione viene impedita in modo giudiziario, questo significa che la sovranità non è più rispettata.

Faccio quindi appello alle forze politiche affichè si esca da questa ipocrisia e prendano una decisione tra queste: o reintrodurre l’immunità parlamentare piena oppure abolire le elezioni e modificare l’art.1 della Costituzione, scrivendone uno nuovo che reciti così: “la sovranità appartiene alla magistratura, che la esercita nei modi non previsti dalla Costituzione”.

Ps: invito gli esperti di diritto costituzionale che hanno notato il mio non sottolineare circa il fatto che noi eleggiamo l’assemblea e non il Governo, a non sottilizzare. Senza ipocrisie il succo è che viviamo in un Paese a sovranità popolare limitata.