Che dietro alla pseudo-rivoluzione ucraina ci siano molti dubbi è ormai palese, non foss’altro per l’importanza geopolitica di questo paese e per le immense risorse energetiche che possiede. Certo è che quello a cui stiamo assistendo è l’ennesimo attacco al concetto di sovranità nazionale e di democrazia. Negli ultimi decenni gli stati uniti ci avevano propinato il concetto di “intervento militare per esportare democrazia” contro le dittature. Che poi questo lo si è applicato solo in alcuni paesi, che godevano di grandi ricchezze, è un fatto puramente marginale. Oggi questo principio è stato violato dagli stessi Stati Uniti. Perché in Ucraina non c’era un dittatore, ma un Presidente liberamente eletto e riconosciuto giustamente tale da tutte le stesse democrazie occidentali che oggi hanno appoggiato la rivoluzione.

Riassumiamo, onde evitare di aver capito male: le democrazie occidentali plaudono l’elezione di Yanukovich, avendo inviato propri ispettori e certificato le libere elezioni, salvo poi appoggiare una serie di manifestazioni di piazza dell’opposizione che guarda caso prende posizione a favore dell’adesione dell’Ucraina all’Europa, cosa che porterebbe il paese nella sfera di influenza americana.

Ovviamente con questo non voglio assolutamente giustificare le azioni della polizia che hanno portato alla morte di tanti manifestanti, assolutamente. Mi soffermo solamente su una riflessione di principio perchè in gioco qui c’è il concetto stesso di democrazia e di sovranità nazionale, piegato, oggi in un modo e domani in un altro, alle esigenze degli interessi economici di lobby internazionali. Quindi domani ipoteticamente anche in Italia, ammesso che ci siano state libere elezioni a fronte di un governo in carica, basterebbero una serie di manifestazioni di piazza per giustificare un intervento internazionale o militare…

È evidente allora che, nonostante tutti i media vogliano propinarci la storiella della rivolta degli ucraini, siamo davanti all’ennesimo conflitto per accaparrasi risorse energetiche e fette di mercato miliardarie. La deriva Ucraina è solo l’ultima battaglia della nuova guerra fredda fra Mosca e Washington, che nelle settimane precedenti si è combattuta in maniera segreta e con colpi ad effetto. Ed ecco allora sacrificare tutto, compreso il concetto di democrazia e di nazione, sull’altare del potere economico. Mai fermarsi all’apparenza, mai dare per scontato che tutto quello che i media raccontano sia verità….anzi tutt’altro!