A scanso di equivoci devo subito sottolineare a voi, cari lettori, che il mio titolo provocatorio non è un insulto al Presidente Conte. O meglio, non è un mio insulto al Presidente Conte. E non è neanche una provocazione. La cosa però non è sottolineata per pavidità. Dire a una persona che non conta un cazzo, infatti, non costituisce reato, a meno che non si tratti del Presidente della Repubblica; sebbene anche in quel caso difficilmente credo che un giudice procederebbe per vilipendio. Lo sottolieno, quindi, per correttezza nei confronti dell’editore che potrebbe alterarsi e rimproverami per un eccesso di anarachia, e perchè è doveroso spiegare il motivo del titolo, che non è una mia provocazione, bensì la ragione del pezzo che mi accingo a scrivere: semplice “diritto di cronaca”.

Io non credo affatto che Conte non conti nulla sebbene io non mi sognerei mai di negare che rispetto a Craxi, Cossiga, Mattarella, Berlusconi o Prodi, effettivamente la frase potrebbe avere un senso. Ma non valutandolo in modo a se stante. Non lo penso perchè Conte io me lo ricordo. Si, me lo ricordo.

Me lo ricordo quando era a capo di un governo con la Lega e faceva interventi contro le lobby al parlamento europeo. Me lo ricordo. Me lo ricordo pacato, educato, gentile, in punta di piedi, anche emozionato. Me lo ricordo genuino. Me lo ricordo popolare. Me lo ricordo giusto, dolce se vogliamo, persona normale, cittadino qualunque. Insomma, la frase “Conte non conta un cazzo”, poteva essere riferita assolutamente e con pienezza a quel Conte. Cosa poteva mai contare un perfetto sconosciuto che era a capo di un governo fatto da 5 stelle e sovranisti di destra, quando andava in Europa ed era circondato da gente potentissima ultra europeista? Nulla. Intendo quella gente che se fai quello che ti dicono hanno il potere di prometterti incarichi in Europa e un posto al sole a vita. Nulla, poteva contare, davanti a quella gente. A differenza di adesso, che per colpa di Salvini (è sempre colpa di Salvini) è diventato amico di tutta quella gente, e quindi conta eccome. Certo che conta. E quindi, il titolo?

Giornalismo significa raccontare e ho voluto raccontare, senza censura alcuna perchè credevo che così arrivasse forte il messaggio di quel racconto, i sentimenti che mi ha espresso un amico al telefono. E’ un imprenditore, persona di alto livelo, con cui mi sono sentito per comprendere lo stato d’animo e la posizione di chi si confronta con la verità invece che con gli annunci delle conferenze stampa.

Ebbene la telefonata mi ha stupito per le argomentazioni. Il tema della chiamata, infatti, non è stato il descrivere un suo racconto di vita in questo momento difficile. Mi ha telefonato perchè voleva parlarmi dell’atteggiamento tenuto da Conte, ieri, in conferenza stampa.

Da diverse settimane – lo avrete notato anche voi – ho detto al mio amico che i toni erano stati volutamente portati su altri livelli, e che credevo fosse una azione volontaria per tastare il polso agli italiani. Ricordate la app Immuni? Ebbene era necessario o gratuito dichiarare, da parte di uno sconosciuto che manco è parlamentare e nemmeno nomino, che chi non avrebbe scaricato la app avrebbe avuto limitazioni della propria libertà? Era gratuito, arrogante, sfacciato, inelegante, indecente. E superfluo… Quindi con alto scopo, a mio avviso. Perchè io penso sempre che queste persone, Conte in primis, contino molto e nulla sia fatto per caso, ma segua una logica, uno scopo.

Ho detto queste cose al mio amico anche circa l’arroganza evidente, indecente, gratuita che Conte ha utilizzato nei confronti dei cittadini italiani che – forse non lo sa – si riconoscono solo nel parlamento e non in uno sconosciuto che a differenza di un senatore può essere rimosso in cinque minuti dalla sua poltrona. Le parole di Conte, infatti, sono state una pagina veramente oscura e vergognosa della storia italiana. “Noi vi consentiamo”, “noi vi permettiamo”, “che non vi venga in mente”. Ma come si permette? Un Presidente autorevole, una persona avente la sua autrevolezza non necessitante surrogati di contenuto, avrebbe detto “vi chiediamo ancora”, “vi preghiamo di resistere anche se già avete sofferto tanto”, “non fatevi venire in mente, per favore, di assembrarvi”. Questi i toni che avrebbe dovuto usare. Eppure, e lo penso tutt’oggi, ciò non è stato fatto per uno scopo, una specie di esperimento per tastare le reazioni, per vedere fin dove possono spingersi senza che la gente reagisca.

Il mio amico non ne ha voluto sentire. Ha cominciato a dirmi che Conte secondo lui è il classico – come da titolo – che ha bisogno di mostrarsi arrogante, saccente, splendente, spocchioso, proprio per celare una assoluta inadeguatezza, per celare il fatto di non contare assolutamente nulla. Al mio dissentire, spiegando che non contava nulla prima e che invece adesso conta eccome perchè si è chinato verso il fiume europeista e che in Europa si è fatto tanti amici voltando le spalle ai sovranisti antieuro, lui è andato dritto. Mi ha detto che io non capisco nulla, che lui conosce la vita, ne ha viste tante, conosce le persone, gli uomini, che li capisce dalla faccia, dai lineamenti del volto.

Ha iniziato a dirmi un mare di roba. Vi riporto testualmente: “Hai presente quelli che vai in pizzeria, tutti prendono la margherita, e siccome si paga alla romana, dicono: per me un filetto al pepe verde, perchè la pizza l’ho mangiata tre volte sta settimana“. “E’ lui” – mi dice. E hai presente quelli che guadagnano una miseria e appena sono in vacanza e vanno una volta in 12 mesi al ristorante, devono prendere le ostriche perchè “io in vacanza non mi faccio mancare nulla“. “E’ lui” – mi fa. Hai presente i poliziotti frustrati che invece di trattarti con gentilezza hanno la sindrome della divisa e fanno gli sceriffi parlandoti con arroganza senza motivo quando ti fermano? “E’ lui” – mi fa. Hai presente quelli che fanno i segretari a 500 euro al mese ti dicono “io sono assistant salary sales manager“, per apparire come dei fighi incredibili? “E’ lui” – mi fa. E’ il classico che sa di non contare un cazzo, altrimenti non avrebbe bisogno di parlare con quei toni!!! Quelle che abbiamo visto sono la spocchia e l’arroganza di chi non conta un cazzo!!!

Una carrellata senza fine, di cui ho narrato solo le poche cose che ricordo, e che avevano tutte solo lo scopo di descriverlo come una persona che non conta assolutamente nulla, e siccome ne è consapevole approfitta di un momento favorevole per apparire l’esatto opposto. Con quei toni, quella arroganza, quella spocchia, di cui non avrebbe bisogno se, autorevole, lo fosse davvero. Ma la cosa che voglio sottolineare è la rabbia con cui parlava il mio amico. Rabbia.

Mi scorre poi davanti la violenza e la rabbia del post di Angelica, una amica; lo rabbia di quell’altro amico; poi il video del giorno di Nicola Porro. Una iena. Porro che urla imbufalito.  Tutti non fanno che inveire contro quei toni. Contro quella arroganza. Ma perchè? Ma per quale motivo – dopo due mesi privati della nostra libertà e dei nostri diritti, in molti casi senza ragione e in province senza nessuna emergenza, siamo stati trattati così, ieri sera, in quella porcheria di conferenza stampa? Una metafora? Uno stivale lercio che ci prendeva a calci? Questa l’immagine a cui si pensa rivedendo quelle immagini. Ma perchè?

Non lo so, cari amici. Non volevo neanche scrivere un pezzo sulla conferenza stampa di ieri. Infatti è sera. Poi quella telefonata, quelle frasi, tutti quei post, il video di Porro. E ho voluto lanciare questo messaggio, a questo “nostro” Presidente, volenti o nolenti. E il messaggio ho voluto lanciarlo proprio con quel titolo in cui io non mi riconosco – perchè io penso che Conte oggi conti molto e poi, sen non altro, per educazione e stile. Ma ho voluto riportare tutto in quel modo crudo e volgare, originale per come hanno sentito le mie orecchie, proprio per dovere di cronaca, perchè volevo raccontare i sentimenti che le persone stanno iniziando a mostrare nei confronti di questa persona.

Perchè ho voluto scriverlo? Lo spiego: quando e se si arriverà a un momento in cui il popolo non riconoscerà più l’autorità, facendo disobbedienza civile, quanta responsabilità potrà essere ascrivibile a quei toni? In quel misura?

E’ quindi fondamentale che Conte, oltre che contare un sacco tra i suoi nuovi amici in Europa, capisca quale ruolo per caso la vita gli ha dato, prima che in questo maledetto Paese ci si decida a riformare la Costituzione dandoci la possibilità di votare per il Presidente. E’ necessario che Conte, questo ruolo che gli è capitato per fato, per fortuna, difficile dire per merito, lo rispetti; e ne abbia rispetto come meritano le istituzioni. Perchè rispettare le istituzioni significa rispettare tutti i cittadini italiani che, da oggi, per colpa di quei toni, hanno iniziato un percorso pericolosissimo – l’ho notato e voluto testimoniare – di disconoscimento dell’autorità.

E l’ho voluto dire perchè un giorno, davanti al bamba che piglia il filetto al pepe verde in gruppo per non pagare, inizieranno tutti a ridere divertiti ricordandosi di quel Presidente che fu al sole per una svolta casuale del destino e poi, da un momento all’altro, tirato troppo l’alastico, sparì nel nulla e venne relegato all’oblio.