Silvio Berlusconi è tornato alla carica: si candiderà alle elezioni europee. La notizia, che già era nell’aria da mesi e mesi, può essere analizzata attraverso molteplici aspetti. Il primo è di costume. L’Italia è un Paese strano, con molteplici e surreali contraddizioni che la rendono davvero unica. Tutto quello che, in un Paese normale non avrebbe senso, qui trova patria. Come scrissi in un articolo del passato, il nostro è un popolo con la memoria a tre mesi. Qualsiasi cosa accada, per circa tre mesi vi è un asservimento totale al tema con campagne mediatiche, indignazioni di massa, libri, comizi di finti intellettuali, comici e cantanti. Si potrebbe fare una valanga di esempi ma quello principe è l’esempio che riguarda – ve la ricorderete – la incandidabilità di Silvio Berlusconi. Attenzione non mi riferisco a un profilo prettamente legale bensì a quello morale. Quando, tempo fa, Berlusconi era potenzialmente “governativo” e antieuropeista, le campagne mediatiche della sinistra non lasciarono spazio a un suo possibile ritorno sulla scena per i fatti relativi al bunga bunga e le olgettine. Queste erano coadiuvate dalle manifestazioni di piazza delle finte femministe di “Se non ora quando” che, come volevasi dimostrare, erano eterodirette e hanno riempito le piazze per motivi di antagonismo politico; ma le hanno lasciate vuote ogni volta che vi sono stati temi o fatti di cronaca per i quali una difesa delle donne sarebbe stata sacrosanta. Anche le battaglie di Souad Sbai per la difesa delle donne islamiche in Italia è sempre stata fatta in solitudine; vegogna; stendiamo un velo pietoso e torniamo al tema dell’articolo. Il popolo italiano, appunto, subisce la propaganda avendo memoria a tre mesi. Superati i quali gli si dice anche il contrario e viene acettato perchè quanto avvenuto prima è stato totalmente rimosso; al massimo è un ricordo lontano che non fa testo. E’ così che, oggi, stiamo osservando un fatto considerato normale e che non sta generando nessuna reazione. Come è possibile – osserviamo – che la notizia di una candidatura del, come direbbe Travaglio, “pregiudicato”, “corruttore”, “pedofilo” Berlusconi venga accolta con questa normalità come se a candidarsi fosse un Fiano qualsiasi? Il motivo è lampante: l’opportunismo della sinistra! La sinistra che, in questa fase, vede questa candidatura con favore in quanto in contrasto con il fronte sovranista a cui farebbe perdere dei voti. Eh già, cari amici. Berlusconi è impresentabile e incandidabile; ma se giova ai compagni nessuno fiata. Niente campagne mediatiche e manifestazioni di piazza a comando. La mancanza di coerenza e l’opportunismo a sinistra è nota. Molti hanno la memoria e tre mesi; io no. Ho la memoria lunghissima. E quindi ricordo ancora quando, per far cadere proprio il primo governo Berlusconi, D’alema si “alleò” con la Lega Nord che definì “costola della sinistra” e in una operazione mediatica del quotidiano La Repubblica venne descritta come un contenitore intelettuale di progresso; il che, grazie a Gianfranco Miglio, era anche vero. Ma passò poco tempo e quando la Lega tornò con Berlusconi venne nuovamente descritta come una partito di analfabeti razzisti.

La seconda riflessione circa questa candidatura è legata alla prima. Se, come ho detto, la sinistra opportunista vede nella candidatura di Silvio un vantaggio per il partito socialista europeo, non possiamo esimerci dal guardare i fatti dall’altra sponda del fiume; quella di Arcore. Negli ultimi due mesi, lo ricorderete, sono stati molteplci i tentativi di Berlusconi di convincere Salvini ad abbandonare l’alleanza coi grillini. Lo scopo non è tanto difficile da capire; la cosa, se accettata, avrebbe portato a un governo nominato da Mattarella con Salvini Premier ma che, in maggioranza, al posto dei grillini avrebbe visto forze europeiste. Sarebbe stato un totale rovesciamento del tavolo, con perdita definitiva di credibilità da parte di Salvini che, se avesse accettato, avrebbe certamente fatto molta carriera e avuto poltrone a vita. Così ai nastri di partenza della campagna elettorale per le europee, avremmo visto una coalizione di centrodestra proiettata nel Partito Popolare Europeo. Diversamente da quanto tutti si aspettassero, complice la guerra per la manovra finanziaria, Salvini è stato coerente; segnatevelo per quando sentite dire che la unica ragione dei suoi voti è l’ignoranza della gente e altre scemenze di questa bassezza. E’ stato coerente e strategico. Molti, infatti, hanno interpretato male il passo indietro del Governo italiano sulla manovra. Questo non è stato dettato da asservimento ma da strategia; andare allo scontro, senza armi e con il ricatto di chi può portare lo spread in alto a comando in poche ore, avrebbe soltanto compromesso l’unità del fronte per le europee che, se vinte, vedranno al loro termine l’inizio della vera battaglia antieuro. Comunque la si pensi, oltre alla coerenza di Salvini, la seconda nota è appunto quella che vede Berlusconi ancora una volta incredibilmente opportunista, proprio come la sinistra. Oggi che Salvini ha rifiutato di ascoltare il canto delle sirene e che la sinistra non ha un voto, Berlsconi di fatto si allea con essa per opportunismo. Egli sa bene, inatti, che verrà visto di buon occhio da quella classe dirigente di ispirazione neoliberista che avrà bisogno di mettere in campo tutte le proprie forze per evitare che il gruppo parlamentare degli antieuro prenda la maggioranza assoluta al parlamento europeo.

Vi è stato un tempo in cui Berlsconi, ricordiamolo concoraggio e onestà, difese l’Italia contro i suoi stessi interessi. Egli, asservito ai voleri della UE sarebbe diventato Presidente delle Repubblica e nulla di quanto avvenuto con le olgettine e la discutibile condanna per frode fiscale sarebbe venuto a galla. Avremmo vissuto un’altra storia. Ed invece egli venne spazzzato via da una macchina perfetta, dotata di mezzi illimitati, per essersi permesso di dire che, così continuando le cose, non sarebbe dovuta essere un tabù l’idea di uscire dall’euro. Si sommarono i suoi accordi energetici con Libia e Russia per rendere l’Italia indipendente dall’energia europea grazie al gasdotto Southstreem e il petrolio di Gheddafi. Il Governo, giova ricordarlo perchè non è un dettaglio, non venne mai sfiduciato e lui si dimise spontaneamente il giorno dopo che le sue aziende persero in modo anomalo il 25% del valore azionario. Venne fatta la stessa operazione sui titoli italiani portando lo spread alle stelle. Un ricatto. L’Italia venne attaccata da un colpo di stato finanziario che è ammesso da esponenti di tutti i partiti politici; è storia, una storia narrata in un libro anche dal socialista Zapatero e dovremmo raccontarla senza steccati per comprendere davvero cosa sia successo alle democrazie del vecchio continente che senza accorgersene sono stata portate, trattato dopo trattato, a mettere alle caviglie e ai polsi grosse catene. Ma questa è un’altra storia.

Quella di oggi è solo la storia di chi fu coraggioso ma, messo all’angolo da forze più potenti, ha perso patrimonio e potere. Ed adesso, per riacquisirlo, si allea proprio con coloro i quali lo hanno defenestrato. Si allea con la sinistra, creando una grande coalizione, occulta, sommersa, ove confluiranno destra liberale e sinistra con lo scopo di far prendere meno voti possibili agli antieuro. Vi racconteranno il contrario ma alle prossime elezioni europee votare Forza Italia o Partito Democratico sarà la stessa cosa. Una cosa grottesca ma, in Italia, incredibilmente reale. Il voto è libero ma deve essere consapevole. E’ dovere informare i cittadini, senza giri di parole, di come stanno realmente le cose.