Si dice, da sempre, che dietro ogni esperienza, anche la più negativa, si celano positività – effetti benefici – che prima erano inimmaginabili e che senza quell’evento negativo non sarebbero mai venute alla luce. C’è sempre qualcosa da imparare dai vecchi detti perché, a ben vedere, nonostante la tragedia che stiamo vivendo per questo misterioso virus, stiamo assistendo a una valanga di effetti che hanno molto di positivo circa la nostra consapevolezza sui raggiri, le bufale, gli inganni mediatici che abbiamo subito. E lo dico da giornalista, convinto che la categoria dovrebbe seriamente interrogarsi sul suo fallimento, sul fallimento dei giornali che nessuno ha più interesse a leggere; essendo in larga parte, quei giornali, protagonisti e complici dei raggiri e delle bufale con cui siamo stati informati e formati circa il funzionamento della macchina europea.

Mi ha fatto molto piacere, lo ammetto, osservare la presa di posizione del Direttore del Sole 24 ore – Tamburini – nelle prime ore successive il disastro. Se gli altri “importanti” giornali scrivevano grotteschi articoli in cui si descrivevano come aiuti all’economia italiana le briciolette stanziate dal Governo, e cioè 25 miliardi di euro, egli denunciava anche in una intervista televisiva la necessità dell’Italia di “andare per la sua strada” se l’Europa non avesse fatto la sua parte, dicendo che questo avrebbe decretato la sua fine. Per intenderci “andare per la sua strada” significa uscire dall’euro; e per intenderci circa la cifre necessarie, il solo export italiano della piccola e media impresa (quelli che producono prosciutto e parmigiano…) si aggira intorno ai 500 miliardi di euro l’anno. Dicevo della mia felicità nel vedere come un importante direttore parlasse in questo modo, assunto che si diventa un importanti direttori se non fai l’antieuro, altrimenti le sovrastrutture di potere che governano questa nazione e che hanno impedito a Paolo Savona di diventare Ministro dell’Economia, importante direttore non ti ci fanno diventare. Quello sfogo, così denso di significato data la persona che ne era protagonista, è stato un segnale: si è ormai aperto un fronte per l’uscita dall’euro, il fronte più importante e strategico; e cioè quello di chi non ne ha mai voluto sentir parlare. Questo, molto presto, farà la differenza.

Nelle ore successive quello sfogo, lo sapete ormai tutti, la Presidente della BCE Lagarde ha fatto finta di fare una battuta infelice e involontaria. Questo soggetto che possiamo definire pericoloso per semplici canoni di fisiognomica che, grazie a Lombroso, ci fanno subito intuire se per strada incrociamo un passante qualsiasi o a un criminale che vuole rapinarci, è stato a capo del Fondo Monetario Internazionale e sa benissimo cosa ha detto e perché lo ha detto. Basta guardala in faccia per esserne sicuri. E’ stato un segnale, ha fatto capire che l’Italia deve essere distrutta e che se verrà aiutata questo verrà fatto per finta. Immediatamente lo spread è schizzato in alto e Milano ha fatto un tonfo che ha generato anche una inchiesta dei servizi segreti per accertare che quanto avvenuto non sia stato pilotato volontariamente; cosa di cui noi abbiamo già prova per motivi di fisiognomica. L’ho detto: basta guardarla in faccia. Non abbiamo bisogno dei risultati di una inchiesta. Ed il tutto con buona pace della ignobile e patetica rappresentazione stile Zelig della Presidente della Commissione Europea Von der Leyen che ha scimmiottato in Italiano scemenze retoriche tipo “siamo tutti italiani” o roba del genere. Una pena infinita. Che meraviglia questa Europa tutta guidata dalle donne. Ci voleva proprio. Retorica e buffonate, che altro?

Torniamo però alle argomentazioni di testa. A quegli effetti positivi che questo Coronavirus lascerà in noi, pur sembrando impossibile scorgerli adesso. Cosa è accaduto, infatti, in queste ore, tale da farmi scrivere questi pensieri? E’ proprio la dichiarazione della Lagarde che ha generato una inaspettata reazione e innescato a catena un processo durato qualche giorno e che, in ultimo, ha svelato i raggiri a cui siamo stati sottoposti in tutti questi anni. La signora, infatti, aveva dichiarato che la BCE non può regolare gli spread, che non è suo compito. Primariamente vi sono state sollevazioni talmente pesanti, come quella di Sergio Matterella, che hanno aperto la strada a una rivolta popolare non indifferente, e che ha seriamente posto le basi per una presa di coscienza. Ma c’è di peggio, anzi di meglio… E’ accaduto che, nei giorni successivi, quello che si pensava fosse un problema sanitario circoscritto all’Italia diventasse, seppur con ritardo e divera entità, il medesimo per tutti gli altri Stati. Germania, Francia, Spagna. Succedeva – ma che strano – che appena la crisi si è inteso avrebbe riguardato le altre economie e non solo la nostra, nel giro di qualche ora è stato dichiarato che la BCE può stampare 750 miliardi di euro (in realtà ne può stampare all’infinito) e che lo spread può essere tenuto basso (e quindi anche alto) da azioni eterodirette, volontarie, quindi definibili “scelte politiche”. Pongo a voi la importante necessità di attenzionare e comprendere la non casuale dicitura “scelte politiche”.

Scusate, ma per caso sbaglio o per quindici anni ci è stato detto che eravamo complottisti ad affermare tutto questo? Sopraggiunge, quindi, in queste ore, la emergenziale necessità di divenire finalmente cittadini consapevoli, di ciò che è vero sostanzialmente, invece che delle balle che abbiamo letto sugli “autorevoli” quotidiani italiani per anni e anni. Per far questo, però, bisogna sforzarsi di non viver col vizio della memoria a tre mesi che tanto rimprovero ai miei concittadini: tre mesi di informazioni e poi reset, possono dirvi il contrario e non ve ne accorgete. Bisogna fare un piccolo sforzo di memoria e paragonare quello che ha generato questo conoravirus con le cronache degli ultimi quindici anni. Scusate, ma se oggi è stato detto che la BCE può stampare qualsiasi quantità di moneta, perché non lo ha fatto quando vi fu la famosa “crisi dei debiti sovrani”? Ve lo spiego: perché era una bufala. La crisi dei debiti è avvenuta unicamente per la mancanza di un prestatore di ultima istanza sui mercati, e cioè la mancanza di sovranità monetaria per assenza di una Banca Centrale pubblica. Sommare le notizie di ieri e di oggi ci consegna le prove che se la BCE avesse voluto, diversi anni fa avrebbe stampato qualsiasi quantità di moneta non per darla alle banche da ricapitalizzare come avvenuto, bensì per darla agli Stati evitando che gli spread salissero. Se oggi, per il coronavirus lo stanno facendo, significa che potevano farlo ieri senza il coronavirus. Potrei argomentare con più dovizia circa quanto avvenuto dopo Lheman Brothers ma non è adesso importante e necessiterebbe di lunghe disamine. Qui, in poche righe, voglio solo dare un imput di riflessione seria e definitiva, poi da approfondire tecnicamente in altri contesti.

Cari lettori, che per anni avete letto disamine criminali sulle principali fonti di informazione, siamo qui oggi, insieme, davanti ai fatti, per poter definitivamente dire che le crisi dei debiti, le impennate degli spread, l’impoverimento dei popoli con tasse e vincoli di bilancio, non sono state “scelte tecniche” necessarie ma, in verità, “scelte politiche” volontarie. Capite cosa significa? Mi giunge un sussulto, però, in ultimo, di cultura e consapevolezza circa quanto avvenuto alle nostre democrazie. Le scelte politiche volontarie, seppure giudicate nefaste, infatti dovrebbero essere effettuate da persone elette attraverso suffragio, quindi avendo piena legittimità. E’ avvenuto, invece, che sotto minaccia di chi poteva regolare gli spread e l’emissione di moneta al posto delle dismesse banche pubbliche, queste scelte politiche spacciate per scelte tecniche siano state promulgate da soggetti nominati – professori – che hanno sostituito senza elezioni chi era stato eletto; che, in seno alla responsabilità davanti al popolo quelle scelte politiche spacciate per scelte tecniche non intendeva farle.

Cosa è successo, davvero, alle nostre democrazie? Cosa si nasconde, davvero, dietro il progetto europeo che sta palesemente desertificando le economie del sud Europa impoverendone i popoli? Ci sarà presto molto materiale per gli storici, specie se invece della criminale narrazione giornalistica dominante – infatti fallita e che nessuno più apprezza ed è disposto a pagare – inizieremo tutti a raccontare la verità sostanziale dei fatti con senso di responsabilità e in primis per il rispetto degli obblichi derivanti dalla deontologia professionale. Oltre a salvare l’Italia, semplicemente la gente tornerebbe in edicola. Sarebbe ora, dipende da noi.