Cari amici e lettori, che mi leggete, spesso apprezzate. Io so che a molti di voi secca leggere cose troppo lunghe. Ma le lunghe storie non possono essere raccontate in 180 caratteri. Io vi prego di dedicarmi qualche minuto, non per gloria, ma perchè davvero come tutti i giornalisti genuini e non corrotti, la mia intenzione è quella di raccontare, fare capire e aprire gli occhi a chi, da solo, non può. E’ una malattia, quella di raccontare. Quando scrivo ho torto oppure ragione? Non lo posso dire io, ma posso dirvi che ho cuore. Ci metto il cuore e i sentimenti, come li ho sempre messi in ogni cosa, sia una carezza per un amico o una lite furibonda con un detrattore. Comunque cuore e autenticità. Mai subdoli doppi fini, ipocrisie, calcoli di convenienze.

Sono – ammetto – interdetto e sul confine tra la voglia di urlare scompostamente insulti – cosa che faccio spesso e a ragione rivendicandolo non amando, io, il perbenismo- e la necessità di riflettere maggiormente, prima di parlare, su quanto sta avvenendo; e che è iniziato, se dovessimo decidere una data saliente, il 7 Febbraio del 1992.

Le forze in campo sono sempre state dispari, circa l’informazione. E’ un esempio il fatto che l’80% di quello che trovate in una edicola o nell’editoria è stato controllato ed è prodotto dalla sinistra che ha letteralmente svenduto il patrimonio pubblico italiano e la sua sovranità per decenni (fatti provati, nero su bianco, provvedimenti governativi, cessioni, contratti, leggi dello Stato, trattati), ma – questa la beffa – il tutto con il contemporaneo controllo totalitario dell’informazione attraverso cui vi hanno gettato fumo negli occhi convincendovi che il male dell’Italia fosse chi, a questo potere, si è messo di traverso. Non riuscendoci e vedendo distrutto il proprio patrimonio per vendetta, quando ha tentato di tirarci fuori da questa gabbia stipulando accordi internazionali per renderci indipendenti.

L’informazione in Italia

Le forze in campo, nel mondo dell’informazione, erano però state contrastate da un qualcosa di nuovo, la rete, che negli ultimi 10 anni e più aveva davvero avuto una grande funzione, per aggirare l’informazione tradizionale, posseduta di fatto dall’élite della sinistra italiana ad eccezione di un paio di giornali e delle inutili televisioni commerciali che nulla hanno potuto per salvare il Paese, posto anche che quando il proprietario ha dovuto in ultimo salvare se stesso e quello che gli restava, è tornato sui suoi passi, su pressione dei figli. Sulla rete, sulla forza di internet, ne è stato un esempio ciò di cui vi ho spesso narrato – la mia più grande passione giornalistica – il miracoloso operato di quello che è stato per anni un mio mito, poi maestro, e oggi anche mio amico. Un cittadino comune, ingegnere di professione, Gabriele Paradisi, che con la semplice forza di internet, da privato cittadino, provò uno dei più grandi falsi della storia del giornalismo italiano, che il quotidiano La Repubblica aveva attuato per distruggere la Commissione Mitrokhin, attraverso la pubblicazione di interviste false, di cui una a un morto che non poteva smentire, Aleksandr Litvinenko. La storia è stata poi narrata in un saggio, “Periodista di la Verdad“. Segnalo che l’autore non è mai stato querelato dal Gruppo Espresso. Compratelo, è sconvolgente. Capirete che cosa è il giornalismo in Italia. Non crederete più a niente. Perché come dico sempre con Gabriele, chissà quante volte hanno fatto le stesse cose ma gli è andata bene e nessuno li ha sbugiardati.

E’ giusto il caso di ricordavi che il citato quotidiano è fondamentalmente quello sui cui si basa l’opinione pubblica della maggioranza degli italiani e che è appartenuto a quell’80% di stampa che potete trovare in libreria o nell’editoria, ovvero la potenza mediatica della sinistra e le sue élite. Una elité che ha svenduto il patrimonio pubblico italiano dagli anni ‘80; protagonisti principali Romano Prodi e Carlo De Benedetti, guarda il caso per anni proprietario di La Repubblica, nonché del Gruppo Espresso, quindi di molte radio e circa 30 (trenta!!!) quotidiani in tutta Italia, da cui veniva scritto, ovviamente, che l’informazione la controllava il suo più acerrimo nemico, Silvio Berlusconi. Da cui veniva scritto ogni giorno che egli governava ininterrottamente per 20 anni, mentre a governare era praticamente sempre la sinistra.

Dicevo la rete, come ha dimostrato Gabriele Paradisi, ha dato a tutti l’impressione che i professionisti dell’informazione al servizio del potere potessero essere sbugiardati. E’ successo che il potere, però, di questo si è accorto… E sono state messe in campo da anni (esattamente dalla Presidenza della Boldrini in poi), come tutti avete notato certamente, delle azioni giornalistiche e delle campagne di massa per proscrivere come “fake news” tutto quello che non si allinea con l’informazione ufficiale o le notizie non provate. Il dettaglio non da poco è che, sul web, non siamo a conoscenza dell’esistenza di debunker che non siano palesemente di sinistra. Ma sono solo coincidenze, perchè, come scrivono molti, “non ci sono le prove”. E’ la frasetta magica. Pure Gabriele Paradisi non le aveva. Poi le ha trovate. Questo significa che una cosa non provata non è falsa. Ma è possibilmente vera e possibilmente non verrà mai provata seppur vera. Quindi io ho il diritto di dirla.

Sono state attuate anche forme di controllo dell’utilizzo della parola. Non fate valutazioni di merito, ognuno ha le sue opinioni, però vi faccio l’esempio della Carta di Roma dell’Ordine dei Giornalisti. In questa carta è stato sancito l’obbligo per i giornalisti italiani di non scrivere più la parola clandestino. E’ stato fornito un glossario, a cui attenersi. Tipo minculpop, ma in salsa antifascista. Si può scrivere migrante o vittima della tratta. Ora io potrei anche essere d’accordo e lo sono su certi aspetti, nel merito, circa l’utilizzo di alcuni termini “in certi casi” per fare una corretta informazione. Ma sono d’accordo col fenomeno culturale derivante da un dibattito pubblico, non con l’imposizione normativa. Non puoi vietare genericamente di usare la parola clandestino, perché essa ha un significato che in certe altre situazioni è consono a descrivere un fatto. Non solo. E’ inaccettabile l’obbligo per i giornalisti – sancito di fatto – di parlare solo con accezione positiva del fenomeno migratorio. Se un giornalista vuole parlarne con accezione negativa senza dire falsità e con argomentazioni autorevoli, come ha fatto anche il nostro Papa Benedetto XVI (parlando del diritto dei popoli a NON migrare, prima di essere rimosso…), non è tollerabile vederlo impedito! L’imposizione normativa è una limitazione della libertà di espressione, che nasconde derive non calcolabili. Perché sono dei precedenti. Oggi è vietato scrivere clandestino. E domani? In nessun Paese del mondo l’Ordine dei giornalisti avrebbe imposto ai giornalisti di non usare dei termini del vocabolario. E sapete perché? Perché in tutto il mondo, tranne che in Turchia, non esiste l’Ordine dei Giornalisti. Siamo in compagnia di Erdogan, non c’è male…

Il curriculum della sinistra al potere

La vita ci riserva sorprese, talvolta, che non ci aspettiamo e mettono a nudo le verità; posso farvi centinaia di esempi. Quello di Gabriele. Ma tanti altri. Come quando Tronchetti Provera si incazzò perché l’avevano fottuto e pubblicò il piano segreto dell’élite di sinistra per svendere una azienda pubblica, una delle tante. Facciamo un passo indietro.

Vi dicevo che la sinistra ha svenduto il patrimonio pubblico italiano in pochi anni. Le cose che scrivo non sono mie scoperte, è roba trita e ritrita, famosa per molti, pochissimo per i tanti che pensano che in Italia le magagne le abbia fatte Berlusconi soltanto. Queste magagne sono state riassunte in un articolo da Paolo Barnard, ma ne sono stati scritti a centinaia, anche di libri. Se fate una ricerca ne trovate decine. Non in vetrina alla Feltrinelli (lì ci trovate 300 copie di quelli di Marco Travaglio…). E’ vero o falso? Non risultano querele e condanne per Barnard e gli altri. Stiamo raccontando storie note, vecchie, dimenticate. Riprendo, oggi, fatti denunciati anni e anni fa, per il piacere di riassumerli e raccontarveli. Questi, la svendita delle aziende pubbliche, avvenuti principalmente con Romano Prodi Presidente dell’IRI dal 1982.

Il gioco era questo: Prodi vendeva una azienda di Sato al suo amico e proprietario de La Repubblica Carlo De Benedetti. Questa vendita avveniva a un prezzo bassissimo, un vero regalo. De Benedetti, appena preso il possesso, la rivendeva, spesso a gruppi stranieri; ma la rivendeva al valore di mercato, anche 10 volte tanto. Questo ha creato un dissanguamento delle casse pubbliche, le stesse casse pubbliche che, ci è stato detto e ci viene detto ancora oggi dai quotidiani di sinistra, sono state dissanguate dagli italiani spreconi, che hanno vissuto sopra le loro possibilità, provocando il debito pubblico. E’ giusto il caso di dirvi, non riporto i dati per brevità, che tutto questo è stato certificato dalla Corte dei Conti, non da Wikipedia. Ah, dimenticavo, più tardi mentre loro governavano e continuavano a fare tutto questo, ci hanno sempre scritto sui loro giornali, che l’Italia è stata distrutta da Berlusconi che ha governato 20 anni, instaurando una dittatura. Il ministro della propaganda nazista diceva: “se dici cento volte una bugia questa diventerà una verità”. Era vero. E questa cosa la dico convinto che Berlusconi non sia un santo, abbia fatto molti reati, ma che i 130 processi che ha subito siano stati fumo negli occhi per non farvi accorgere di chi ha ceduto per un tozzo di pane ai propri amici della sinistra il patrimonio pubblico italiano, senza subire conseguenze giudiziarie. E manco mediatiche! Quando tutti voi vedete Prodi in tv non saltate sulla sedia urlando e imprecando. Vi appare come un bravo e innocente professore, non come un uomo di potere al pari e più di Berlusconi. Insomma facciamo qualche esempio, dicevamo Tronchetti Provera. Arriviamoci a piccoli passi.

Nel 1997 Prodi svende a Carlo De Benedetti Infostrada per 700 miliardi di lire, il costo di un appartamento a Roma in centro. Nulla. Per darvi una idea, in proporzione è come pagare una automobile 3 euro. Il contratto prevedeva il pagamento in 14 rate. De Benedetti paga solo la prima rata e sapete che fa? Rivende subito Infostrada, però al suo valore reale (che è la cifra che sarebbe dovuta entrare nelle casse dello Stato, perché vi ricordo che Infostrada, come le altre aziende svendute dalla sinistra, erano nostre, dei cittadini italiani). La cede ai tedeschi di Mannesman per – tenetevi – 14.000 miliardi. QUATTORDICIMILA MILIARDI DI LIRE!!! Ma attenzione, non è finita… Lo Stato italiano nel 2001 e con (una coincidenza…) il centrosinistra al governo, ricomprà Infostrada!!! Ma la ricompra per 21.300 miliardi!!! Ma voi vi rendete conto di quello che vi ho appena raccontato? Vi rendete conto che per 20 anni vi è stato parlato solo di Berlusconi mentre la sinistra faceva queste cose? Il manager Infostrada Lorenzo Necci si oppose. Finì incriminato, sbattuto su tutti i giornali (di De Benedetti) processato, incarcerato, poi ovviamente assolto.

Nel 2006 poi, giusto per dire, anche se non possiamo avere nessuna prova che le vicende siano in qualche modo collegate, per mia opinione che è la stessa di Paolo Cirino Pomicino, Necci venne assassinato con un finto incidente stradale; investito mentre andava in bicicletta. E’ una mia supposizione? Si. E’ stato un vero incidente? Può darsi. Però vi segnalo che è una tecnica molto utilizzata. Un giornalista che conosco l’ha subita, ma era col motorino, appena fuori dalla Procura di Roma dove aveva appena consegnato la relazione sulla pista palestinese della strage di Bologna. Ma si salvò. Dicevamo di Necci, che non si è salvato. Ma… aveva però detto di sentirsi seguito, e avvertito la famiglia perché aveva confidato di avere documenti di servizi segreti esteri su alcune “operazioni italiane”. Un incontro in via Veneto, se non ricordo male, a Roma, dove confidò queste cose. La vicenda è narrata nel libro di Pomicino: “La politica nel cuore. Segreti e bugie della Seconda Repubblica”. Non solo libri, a Brindisi ci fu una inchiesta, ma non ci dilunghiamo in altre vicende. Anche perché se dovessi elencarvi le morti “accidentali” che ritengo essere omicidi e di cui non sapete nulla, non basterebbe una risma di fogli A4 e iniziereste a pensare che la differenza tra noi e le Russia di Putin sta solo nella pizza.

Nel 1997, Prodi, mentre era al governo (ma La Repubblica ci ha detto che ha sempre governato Berlusconi e la gente ormai ne è convinta, non dimenticatelo) svende le azioni Telecom, incassando un sesto del valore, 22.800 miliardi. Il Presidente di Telecom era Guido Rossi, avvocato di De Benedetti (sempre coincidenze). Colaninno lancia la scalata a Telecom, su cui non mi dilungo, e riesce con poche azioni a controllarla. Viene svenduta una controllata di cui vi ricorderete, Seat Pagine Gialle, per 1955 miliardi. Questa verrà rivenduta – tenetevi – per 16.000 miliardi. SEDICIMILA MILIARDI DI LIRE!!! Ve lo ricordo, di soldi nostri, era roba di proprietà pubblica. Mentre tutti i giornali progressisti hanno scritto che le casse pubbliche sono state dissanguate delle pensioni della nostra nonna. Cazzo veramente, uno non ci vede più.

Comunque, proseguendo nel racconto principale, nel 2001 Tronchetti Provera comprerà la quota di controllo, ma si accorgerà troppo tardi che dalle casse mancavano 25.000 miliardi. Era stata svuotata. Nel 2006 Prodi torna al Governo (per 14.000 voti, vi ricordate?) e si ventilava il riacquisto della Telecom da parte dello Stato, lo stesso gioco fatto con Infostrada. Ma Tronchetti Provera e De Benedetti iniziano a litigare, qualcosa dei patti andò storto. Prodi ovviamente decise di spalleggiare De Benedetti, e per tutta risposta Tronchetti Provera pubblicò il progetto segreto del riacquisto di Telecom da parte dello Stato italiano. Cameriere: champagne! Uno Scandalo di portata internazionale! Ma non nacque neanche un processo! Una cosa incredibile!

Per tutta risposta, sempre l’autorevole quotidiano di cui sopra, e cioè La Repubblica, fece casualmente scoppiare lo scandalo intercettazioni su – coincidenza – Tronchetti Provera, che venne massacrato dai giornalisti autorevoli professionisti dell’informazione che si battono contro le fake news. Poi processato, poi assolto. Segnalo (ma anche questa una coincidenza…) che si occuparono del caso Giuseppe D’Avanzo e Carlo Bonini, che sono gli stessi protagonisti della campagna di interviste che Gabriele Paradisi descrisse come false nel suo saggio e che sarebbero servite a mettere a morte la Commissione Mitrokhin.

Prodi che disse che non ne sapeva nulla (lui non sa mai nulla. Anche dove era nascosto Aldo Moro lui non è che lo sapeva. Ci ha detto che era stato detto durante una seduta spiritica dal fantasma di Giorgio La Pira. Dico, rendetevi conto. Questa cosa è stata detta durante interrogatori e audizioni ufficiali sul caso Moro). Insomma come sempre non si dimise, e disse ad Angelo Rovati di dimettersi per fare la recita mentre c’era il polverone in corso. Storie, una delle tante, che giornalisti molto più competenti, bravi, precisi e in attività di me, hanno scritto in libri che MAI troverete nelle vetrine delle grandi librerie, che vi propongono sempre gli stessi mattoni dei giornalisti amici del potere.

Mentre avveniva tutto questo, la magistratura mandava un avviso di garanzia al giorno a Berlusconi, e La Repubblica continuava a scrivere che Berlusconi governava sempre lui e distruggeva l’Italia e ve lo dicevano in tutte le trasmissioni Rai, tranne il povero Vespa di Porta a Porta in onda a mezzanotte che francamente rispetto a Santoro non se lo è mai cacato nessuno. E non dimentichiamoci che non solo Berlusconi era un dittatore e governava consecutivamente questo ventennio berlusconiano (ventennio, per accostarlo a Mussolini: patetici). Ma in più dicevano che Berlusconi controllava l’informazione! In un Paese, per conseguenza della nefasta “battaglia di Segrate” e agli errori che Confalonieri addebiterà a Berlusconi, con 3 giornali di destra (4?) e 50 testate di sinistra, stazioni radiofoniche di sinistra, e senza mai vedere per 15 anni una trasmissione di prima serata di centro-destra, credo fino a La Gabbia di Paragone. Che infatti venne chiusa ben presto. E tutto questo per avere cosa? Ste tre televisioni commerciali inutili. Perché se tu possiedi tre televisioni, ma sul Corriere scrivono che vai a mignotte, che cazzo di informazione puoi controllare? Al massimo controlli Iva Zanicchi e gli dici di andarsene dal “postribolo televisivo” di Gad Lerner. Amarcord, rido da matti, sdrammatizziamo. Che ricordi! Infatti Berlusconi riuscirà a controllare molto l’informazione, lo ammetto, quando da un punto di vista governativo negli anni 2000 opererà tramite Minzolini a fare da sponda. Però, francamente, affermare che Berlusconi abbia controllato l’informazione non è falso: è follia. Ah, Minzolini ovviamente fatto fuori con una inchiesta. Sempre una coincidenza.

Segnalo, per fare un altro esempio, il caso della SME, e il tentativo di svenderla sempre da Prodi a De Benedetti (ma i debunker ci direbbero che è una coincidenza perchè non abbiamo le prove). A ciò si oppose una cordata di imprenditori, probabilmente su richiesta di Cossiga e Agnelli, con Berlusconi a capo. Fecero una offerta pubblica di acquisto superiore sbugiardando i compagni di merende. Berlusconi vinse le prime elezioni, è il ‘94, ed è il caso di ricordare che gli venne fatto cadere il primo governo dopo 8 mesi. E come? Gli venne mandato un avviso di garanzia per l’affare Sme. Invece di Prodi processarono Berlusconi!!! Poi assolto. La sinistra complice Scalfaro (“Io non ci sto”… approfondite voi) si alleò con La Lega (si, lo so che non ci credete) definita una “costola della sinistra” da D’Alema. Fu così che Berlusconi andò da solo, senza la Lega in coalizione, alle elezioni politiche del 1996, perdendole. Ovviamente, dato che La Lega di Bossi era a patti con la sinistra, generando di fatto la gestazione dei governi dell’Ulivo, che furono protagonisti delle vicende di cui sopra. La Repubblica descriverà La lega come un partito illuminato. Per poi tornare a massacrarla fino a oggi quando ritornò alleata del centro-destra.

In quegli anni la sinistra doveva stare per forza al governo, una ossessione. E come mai? Uno come me lo intuisce… Un archivista russo, Vasilij Nikitič MitroKhin, era fuggito in Inghilterra, con l’intero archivio delle attività estere del Kgb. Il servizio segreto inglese mandò in Italia le cose a noi relative, dal 1995 al 1999. Potevano mai finire in mando a Berlusconi? Una delle schede, Impedian 132, riguardava il “contatto sensibile” Armando Cossutta. Cossutta fece una strana scissione a sinistra, nel 1998, uscendo da Rifondazione Comunista che aveva ritirato l’appoggio esterno al Governo Prodi, generando la prima crisi in aula della storia della Repubblica Italiana (“who is Turigliatto?”, ve lo ricordate Edward Luttwak in tv?). Ancora amarcord di una vita di passione e politica. Cossutta uscì, fondando il Partito dei Comunisti italiani. Questo fu fondamentale, numericamente, per votare la fiducia al successivo Governo D’Alema, che vide Rifondazione Comunista all’opposizione (per inciso: non sia mai che se cade un governo di sinistra ci facciano votare…). La vicenda di Giorgio Forattini e del bianchetto alla Mitrokhin nella vignetta è famosa, chi non la conosce approfondisca. Ma quando, in ultimo, si insediò Berlusconi nel 2001, su quei fatti nacque una commissione di inchiesta che finì con qualche omicidio e nel fango mediatico con l’operazione de La Repubblica che vi ho accennato in testa, svelata dal mio amico e mentore, Gabriele Paradisi.

E’ giusto il caso di segnalarvi, ad esempio, che la pista palestinese della strage di Bologna è affiorata da una attività istruttoria della commissione presto gli archivi della questura di Bologna. Quella pista portò alla relazione di cui vi ho narrato, depositata in Procura a Roma, cui subito dopo seguì “il casuale” incidente stradale che coinvolse il giornalista che la aveva depositata. Sopravvissuto. Segnalo che l’attività istruttoria alla questura di Bologna venne diretta e fortemente seguita da un componente di commissione. Poi assassinato. Tutte illazioni, non ci sono le prove, direbbe un Debunker governativo. Quante coincidenze però.

Il Mes senza condizioni? La solita sinistra che svende l’Italia

Da ieri, torniamo alla testa di questo articolo che non è affatto un articolo di un giornalista ma è un fiume di merda di un cittadino che si è rotto le palle, ho ricevuto decine di messaggi privati di amici che mi chiedono di questa cosa del MES, di dire qualcosa. Amici che erano di sinistra, che hanno capito. Che la storia del MES senza condizioni è una truffa, una trappola. Che hanno capito che la sinistra è un manipolo di gente che – sono fatti provati – ha solo e sempre svenduto l’Italia, con tangenti a gogò, per cui mai sono stati processati da quei magistrati che, in cambio, vennero fatti diventare deputati e senatori nei partiti della sinistra. Anche queste coincidenze. Un debunker ti direbbe “non hai le prove”. Ma si può essere così ipocriti o cretini?

L’istituzione dell’ESM è consentita da una apposita modifica all’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE), approvata dal Consiglio europeo del 24-25 marzo 2011. La modifica – entrata in vigore il 1° marzo 2013 a seguito della ratifica degli (allora) 27 Stati membri dell’UE – prevede l’aggiunta all’art. 136 del seguente paragrafo: “Gli Stati membri la cui moneta è l’euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità.” L’Italia ha ratificato la modifica dell’art. 136 con la legge 23 luglio 2012, n. 115 (Governo Monti). Questi i fatti che ci impediscono di narrare dicendo che il Mes lo prenderemo senza condizioni. Ma giuridicamente non si può fare!!!

Ebbene sul web, vi dicevo – ripercorriamo le fasi iniziali di questo lungo scritto – è nata palesemente una operazione per contrastare quella ventata di libertà che era nata con la rete. Vi ho raccontato il caso di Paradisi. Il potere ha capito che non può manifestarsi palesemente in un Paese occidentale. Non può chiudere Facebook. Anche il bloccare i profili, come quello di Magdi Allam o il mio, è una pratica che per un paio d’anni è stata molto usata (vi ricordate?), ma adesso – fateci caso – è stata messa da parte, non ci sono più casi da tempo, perchè la gente aveva iniziato a denunciarla, a capire. Il potere, quindi, ha messo in campo professionisti al servizio della causa. Per carità gente per bene come è una persona per bene Sassoli, ma che ti impediscono – ad esempio – di dire che non può essere un caso che Di Pietro non condannò nessuno del partito comunista (con tangenti trovate nel processo Enimont), e poi però il partito comunista lo candidò nel collegio blindato del Mugello facendolo diventare Senatore. Una coincidenza? Bisogna essere cretini per crederlo seppur obbligati a concedere il beneficio del dubbio, ci mancherebbe. Ma ti dicono che sono illazioni perché non hai le prove. Ma le prove servono per accusare qualcuno di reati, non come in questo caso per denunciare che secondo te una persona è vicina a una fazione politica e questa lo candida. Ma i debunker ci dicono che siamo produttori di “fake news”. Mah…

Gente finanziata, che invece di piccoli giornali e pagine fb ha a disposizione mezzi, getta fumo negli occhi al lettore medio, e cioè la maggior parte di voi, per convincervi che quando qualcuno dice una cosa assolutamente credibile (talvolta ovvia) questa sia illazione perchè non ci sono le prove. Non scrivono altro. E quindi che il mes senza condizioni non si può fare è una fake news di Salvini. E’ la stessa area, la stessa fazione, che vi ha convinto che Berlusconi abbia governato 20 anni, mentre al potere ci sono sempre stati loro svendendo l’Italia. E’ una potenza, lo ammetto, dimezzata ormai. Cioè: è talmente tanta la gente comune che mi scrive in privato, e che ormai si è resa conto di cosa sia la sinistra italiana e cosa nasconda questa élite neoliberista, che mi resta la speranza che la storia, alla fine, non so quando e come, ci darà ragione. Non so quando e come; perché, è tale da sempre, oggi il potere mediatico della sinistra non consente francamente di essere ottimisti. E’ un azzardo.

Gli amici di sinistra che hanno iniziato a capire…

Riflettere, dicevo, invece di urlare scompostamente la rabbia. Mi chiede in privato, un amico di sinistra che mi ha sempre criticato e definito esagerato e complottista, mi chiede di dirgli qualcosa sul MES, su quanto sarebbe avvenuto. Sulla gravità inaudita che Conte abbia usato una conferenza stampa per accusare la Meloni di aver fatto il Mes mentre era ministro, mentre in realtà c’era il Governo Monti e tutta la Lega non votò a favore. Sulla gravità inaudita che il Presidente della Repubblica non lo abbia chiamato per dirgli di dimettersi. Sul perchè la sinistra abbia fatto finta di chiedere gli eurobond sapendo che non sarebbero mai stati concessi. Sul perchè di tutto questo, sul perchè la sinistra italiana al soldo di Soros post e pre svalutazione della lira, abbia operato palesemente e innegabilmente per svendere, smembrare e distruggere il patrimonio pubblico italiano, per mettere le azioni della Banca d’Italia in mano a istituti esteri (quando lo Statuto ancora lo vietava), poi per privarci della moneta, della nostra sovranità, eliminando uomini apparentemente potenti che in questi anni si erano messi di traverso. E come narrò il premier spagnolo socialista Zapatero, autore di una denuncia internazionale sulla rimozione del Governo italiano presieduto da Silvio Berlusconi il cui ministro dell’economia Giulio Tremonti, quando gli venne proposto il Mes disse: “conosco modi migliori per suicidarsi”.

Dicevamo perchè? Perchè mi viene chiesto? Cui prodest? Ebbene certamente sulla linea delle persone comuni il motivo risiede nel fatto che persone oggettivamente con il potere di un impiegato comunale, come Gentiloni, Sassoli e centinaia come loro, si accodano ed eseguono le direttive del vero potere per carriera, per avere vite soddisfacenti, posto che se si ribellassero, le persone come Gentiloni in un secondo si ritroverebbero sbattute su tutti i giornali e processate, come è successo a molti. Sono persone brave, oneste, pulite, lo credo davvero. Ma non libere, sotto minaccia, come lo sono a tutti i livelli coloro che, anche nel piccolo di una redazione locale, si accodano a quello che dice il direttore senza pensiero critico, sennò i 5 euro al mese glieli levano. Perché poi ci sarebbe da analizzare sta cosa di quelli che si accodano per nulla, vendendo la propria dignità per 10 euro. Ma stendiamo un velo pietoso.

Cui prodest? C’è poi, in ultimo, la domanda delle domande, a cui dare la risposta delle risposte. Io devo necessariamente essere breve, perché solo da qui potrebbe e dovrebbe partire un saggio di 50 pagine. Cari amici, io ho sempre studiato storia, privatamente, massicciamente, e ho un quadro plurisecolare degli avvenimenti, li collego, ne conosco i percorsi, i lineamenti, gli sviluppi, le conseguenti dinamiche sociali e sociologiche, come mi piace dire, direttamente collegate. Non ho la visione a 10 anni. Posso sbagliarmi, ma ho una mia personale visione. Da pochissimo tempo ho incrociato questi avvenimenti con lo studio della storia economica di cui non sono un esperto ma un cultore.

Dalla Rivoluzione francese al MES. Storia di come le elité sconfitte sono tornate al potere

Dalla Rivoluzione francese in poi (1789), per 200 anni, il mondo vide rivoluzioni socialiste (di destra o sinistra non importa, non fatevi fregare) che misero al centro le classi popolari, l’uomo, il suo benessere, i diritti civili. Con l’affrancarsi definitivamente dalla servitù della gleba di provenienza medioevale o dal sistema feudale dell’impero Carolingio. Passando dalla rivoluzione d’ottobre per le tematiche riguardanti la condizione umana che, ad esempio, Tolstoj aveva narrato nel suo stupendo saggio “Che fare?” del 1886, a arrivando al fascismo italiano esempio forse migliore al mondo di edificazione dello “Stato sociale”, comunque, a tutte le latitudini, nascevano reazioni di sistema differenti per peculiarità culturali, filosofiche e politiche ma con il comune denominatore: la dignità delle masse! “Le idee che mossero il mondo”, le definì Pino Rauti in un suo testo. Il fatto che poi non avvenne ovunque per derive dittatoriali è solo un dettaglio dentro questo discorso più ampio. Questo mettere al centro i popoli, la nascita dei sindacati, l’assistenza sanitaria per tutti, la scuola, i diritti sociali, proseguì fino agli anni ‘80, direttamente successivi ai più famosi ‘70.

In questi 200 anni è accaduto che le élite che avevano il potere hanno perduto progressivamente il controllo al cospetto dei popoli. Fino alla loro definitiva disfatta. Quando? Quando si ritrovarono al cospetto del potere monetario degli Sati nazionali indipendenti, che potevano a piacimento supportare il benessere del popolo controllando l’emissione di moneta.

Chi controlla l’informazione vi ha convinto che abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità, che abbiamo fatto inflazione portando lo Stato al fallimento stampando moneta. Sono falsità che non hanno base scientifica. La verità è che il benessere iniziò ad essere diffuso in quanto lo Stato e la sua politica monetaria era davvero in mano al popolo. Questo avvenne nel 1971, quando il Presidente degli Stati Uniti Nixon introdusse la moneta moderna, la FIAT con cui uno Stato poteva stampare ed emettere moneta iniettandola nell’economia reale, a cittadini e aziende, senza prima scavare un buco e trovare una pepita d’oro. Uno sconvolgimento mondiale!

La “spesa a deficit positiva”, poteva finanziare e ha finanziato la piena occupazione, la piena sanità, i pieni diritti dei lavoratori, le infrastrutture. Infatti i Paesi africani non videro tutto questo perché avevano moneta coloniale, come la abbiamo oggi noi con l’Euro. I nostri genitori non hanno vissuto nel benessere per caso, ma perché sono vissuti in una epoca con lo Stato padrone della propria moneta. Il tutto senza pericolo di inflazione – non fatevi fregare – perché congiuntamente crescevano beni e servizi da quelle iniezioni di liquidità, non permettendo quindi l’aumento dei prezzi al consumo (abc di economia e poi l’inflazione deriva da mille fattori). Inflazione spiegatavi sempre con accezione negativa, quando invece è uno strumento di benessere, se governata. Durò pochi anni. In quei momenti, oggettivamente, con il controllo della moneta, vi fu la possibilità che i popoli attraverso i parlamenti sovrani, posizionassero masse di ricchezza indefinite su possedimenti pubblici e luoghi di potere contrattuale che, invece di stare col cappello in mano, potessero trattare con i potenti del mondo, invece di obbedire come avviene oggi. Nacque quindi, in quella fase storica, l’attacco alla moneta sovrana degli Stati e, giuridicamente, alla loro sovranità legislativa. Cosa avvenne?

Prima di tutto accadde che l’emissione di moneta venne controbilanciata da azioni di finanza per evitare che essa fosse “in giro” nell’economia reale continuando a produrre benessere. E’ la stessa cosa avvenuta col bazooka di Draghi, che ha stampato 80 miliardi di euro al mese ma l’ha girata alle banche che non l’hanno data a nessuno invece di aumentare l’accesso al credito. L’hanno immobilizzata investendo e rifacendosi i bilanci. Quanti posti di terapia intensiva ci venivano con una piccola parte di quei soldi? Magari 79 miliardi andavano alle banche e uno al popolo? No. A noi nulla! Lo scopo delle elitè assolutiste, per decenni, fu controbilanciare quel sogno, quella azione di Nixon. Vendicarsi delle rivoluzioni socialiste che avevano dimezzato il loro potere sui popoli. Se gli Stati emettevano moneta allora bisognava farla sparire.  Privatizzare la produzione della “merce denaro”, invece che lasciarla nelle mani di Banche pubbliche, e gestire la sua circolazione in pochissima quantità, perché ce fosse bisogno disperatamente, sempre, esattamente come se ci fosse ancora l’obbligo del controvalore in oro.

Un bravo giornalista di inchiesta, mi è stato insegnato, non valuta le notizie storiche in modo a sé stante ma le inserisce nel contesto storico di riferimento. Le scrive su una grande lavagna con le date di quando sono avvenute, e le incrocia con il dubbio che in lui si è insinuato. Ebbene dopo 10 anni di spesa a deficit positiva e di benessere, cosa accadde? Venne introdotto lo SME, anno 1979. La maggior parte di voi manco sa che cosa sia. Fu un trattato europeo, un accordo monetario. Questo fu il grande esperimento per vedere cosa accadesse alle economie degli Stati privandoli della sovranità monetaria. Con quella imposizione si obbligò gli Stati come l’Italia a tassi di cambio troppo elevati, agganciando la lira all’ECU (approfondite voi), ancorato al marco tedesco (che coincidenza, come poi è stato con l’Euro! Un debunker ci direbbe che è falso perché non abbiamo le prove e sono solo illazioni). Questo generò, per conseguenze tecniche a catena, una alta inflazione e ponendo di fatto le basi – con lo Sme del 1986 – per la crisi finanziaria che colpirà l’Italia nel 1992 con la lira che andò sotto attacco perché Ciampi non rinunciò a difendere il cambio invece di alzare i tassi di interesse sui BTP, e facendo finire nelle tasche di Soros 48 miliardi di Dollari. Vicenda nota, non mi dilungo.

Il sistema SME era stato il grande esperimento dell’Euro, simulando l’agganciare di una moneta debole a un tasso di cambio elevato, e producendo in pochi anni la compromissione dell’economia un Paese esportatore. Contestualmente, la stessa élite che controlla da sempre l’informazione, ci diceva che dovevamo privatizzare le aziende pubbliche, per fare cassa. Perché i nostri genitori erano stati spreconi e avevano impoverito le casse dello Stato. Bisognava vendere quelle aziende di proprietà pubblica, nate dalle rivoluzioni socialiste del 900 e che avevano assicurato il benessere. Aziende in larga parte finite in mano a speculatori privati. Vennero svendute anche ai un ventesimo del loro valore di mercato, devastando i bilanci dello Stato Italiano, come vi ho raccontato in testa all’articolo per alcuni di quei casi.

Nei fatti – torniamo allo SME – in pratica anche se avevamo in tasca la lira, quella Lira era come se fosse l’Euro, che veniva sperimentato. Lo SME era reversibile, bisognava quindi attuare legislativamente il piano di privarci della moneta, introducendo l’Euro ma con la contemporanea azione legislativa con cui è stato impedito per legge che su cose riguardanti l’Euro potessero essere indetti dei referendum. Per indire un referendum sull’Euro sarebbe prima necessario riformare la costituzione con due terzi del parlamento, in un Paese dove questo non può praticamente avvenire e in cui, non dimentichiamolo, se per caso la destra prendesse alle elezioni queste cifre, il suo governo verrebbe spazzato via in 24 ore da inchieste giudiziarie e campagne mediatiche di quella sinistra che controlla tutto, che tornerebbe al potere senza essere stata votata e voluta da nessuno. Come ieri, come oggi, mentre nei suoi giornali fa scrivere che a governare sono sempre gli altri, e la gente se ne convince pure. Grottesco.

Accadde, torniamo allo SME, che dopo il colpo di Stato in URSS contro Gorbaciov e le successive stragi di mafia in Italia (non ho scritto questa cosa a caso, ve la ricordate la storia che un bravo giornalista scrive le date degli avvenimenti e unisce i puntini? Ma la disamina sarebbe lunga), che di mafia ebbero ben poco come ci narrò anni dopo il Procuratore Generale di Mosca di cui ho parlato nel mio articolo “Chi e perché ha ucciso Giovanni Falcone?” ; insomma dopo poco si decise l’uscita dallo SME. Il Governo Amato la attuò, ma ormai la crisi generata attraverso lo SME, aveva stravolto per sempre le sovrastrutture finanziarie ed economiche dell’Italia. L’esperimento era riuscito, l’Italia era praticamente stata smantellata in pochi anni. l’Euro doveva essere introdotto. Questo, però, sarebbe stato irreversibile. In conseguenza a ciò, per fare l’esempio del solo anno 1993, il debito pubblico italiano passò dal 105% al 115%, in pochi mesi. Ma ricordate: la campagna mediatica dei media di sinistra degli ultimi 10 anni dice che il debito pubblico è aumentato per colpa degli italiani spreconi che hanno vissuto sopra le loro possibilità. E la campagna mediatica sull’inflazione? Ecco, amici, qui ho solo accennato delle cose che necessiterebbero centinaia di pagine, quelle che ho letto in questi anni. Ma ora avete le basi per avere dei dubbi e capire che l’inflazione e il debito pubblico non aumentarono perché lo Stato stampava moneta. Aumentarono per concerti di realtà dettati da crisi indotte, sistemiche, per scelte politiche economiche comunitarie, che erano alla base della nascita dell’euro.

Ricordiamolo, però, che il contesto storico è quello di tangentopoli. Una inchiesta dove stranamente la fece franca tutta la sinistra, compresa la parte DC. Che è quella sinistra che ha svenduto il patrimonio pubblico italiano e ha firmato tutti i trattati europei. Quella sinistra che è al servizio di questa causa, senza se e senza ma. Quella sinistra sui cui soldi indagava Giovanni Falcone quando venne assassinato.

Chi fu il simbolo? Bettino Craxi. E scusate, lo so che sempre i soliti debunker direbbero che sono illazioni e coincidenze non provate. Ma cosa avvenne, come ho scritto in testa all’articolo, nel 1992? La firma del Maastricht! Amici miei avete capito a cosa serve una lavagna dove scrivere le date degli avvenimenti e incrociarli col pennarello? Il nostro cervello (me lo spiegò un mio maestro di metodo investigativo), per “non intasarsi” è abituato a semplificare le osservazioni per analizzarle al meglio. Succedono effetti collaterali e cioè che eventi avvenuti nello stesso momento storico, e che vengono fatti studiare in capitoli di libri di scuola differenti, noi li analizziamo in modo a se stante, come se fossero avvenuti a 30 anni di distanza e non abbiano attinenza tra loro. Ma è quasi sempre il contrario! Ma perché ho scritto questo? Dobbiamo chiudere il cerchio adesso!!! Indovinate: sempre per coincidenza senza avere prove: chi è che si scagliò contro il Trattato di Maastricht dovendo scappare e morire da “rifugiato politico” del governo tunisino, mentre in Italia una campagna mediatica lo ha dipinto come latitante? Esatto, cerchio chiuso: Bettino Craxi!

Vediamo alcune frasi tratte dalle memorie di Craxi:

Entrare in Europa è diventato un mito un miraggio….tutti ne parlano, nessuno dice di cosa si tratta”;

“Ciò che si profila è ormai un’Europa in preda alla disoccupazione e alla conflittualità sociale, mentre le riserve, le preoccupazioni, le prese d’atto realistiche si stanno levando in diversi paesi che si apprestano a prendere le distanze da un progetto congeniato in modo non più corrispondente alla concreta realtà delle economie… Il governo italiano avrebbe dovuto porre con forza nel concerto europeo il problema della rinegoziazione di un trattato che nei suoi termini è divenuto obsoleto e financo pericoloso. Non lo ha fatto il governo italiano. Lo faranno altri e lo determineranno soprattutto gli scontri sociali che si annunciano e che saranno duri come le pietre”;

“Affidare effetti taumaturgici e miracolose resurrezioni alla moneta unica, è una fantastica illusione che i fatti e le realtà economiche non tarderanno a mettere in chiaro;

I parametri di Maastricht non si compongono di regole divine. Non stanno scritti nella Bibbia. Non sono un’appendice ai dieci comandamenti. Poiché si tratta di un trattato, la cui applicazione e portata è di grande importanza per il futuro dell’Europa comunitaria, come tutti i trattati può essere rinegoziato, aggiornato, adattato alle condizioni reali ed alle nuove esigenze”;

Si presenta l’Europa come una sorta di paradiso terrestre … l’Europa per noi nella migliore delle ipotesi sarà un limbo, nella peggiore delle ipotesi l’Europa sarà un inferno”.

Notate qualche differenza con le dichiarazioni di Prodi sull’Euro o dell’autorevole Giuseppe Conte? Ma davvero, davanti a tutto questo, vi fate gettare fumo negli occhi dalla storia delle tangenti?

E’ giusto il caso di farvi notare che Craxi fu colui che si scagliò contro Ciampi, denunciando la svalutazione della lira e la speculazione del Finanziere Soros che vi ho narrato all’inizio. Ed è giusto il caso di farvi notare che è lo stesso Soros che, oltre a ricevere una laurea ad honorem dall’università di Bologna, qualche anno dopo è stato ricevuto a Palazzo Chigi dal Premier Gentiloni. Così, per capirci, su chi finanzia e cosa è la sinistra italiana. Lo ospitano a Roma, capitale della nazione su cui ha fatto una speculazione alla moneta, mentre al tempo stesso ha il divieto di ingresso nel suo Paese natale, l’Ungheria, ed è stato condannato a morte in Malesia e all’ergastolo in Indonesia per aver fatto azioni simili!

Uno condannato a morte e all’ergastolo in due Paesi, e che ha speculato sulla lira, è stato ospitato a Roma dal primo ministro Gentiloni! Ovvio, perché con quei soldi di quelle speculazioni ci finanzia la sinistra italiana, con le sue fondazioni! Notate qualche differenza tra il silenzio di questa vicenda, e la campagna mediatica scatenata quando Berlusconi ospitò Gheddafi a Roma? E per di più, in quel caso, per nostri vantaggi e non il contrario! Un putiferio! Ma non dimenticatelo, dovete dirlo sennò non siete colti. Berlusconi controlla l’informazione!

Dio solo sa cosa sarebbe accaduto se Craxi avesse pilotato elezioni anticipate costringendo i comunisti nel caos ad andare ad al voto, come ho raccontato nel mio articolo “Bettino Craxi lo statista assassinato”. Forse oggi racconteremmo tutta un’altra storia. Forse avremmo salvato l’Italia. Forse Berlusconi non sarebbe mai sceso in politica. E non sarebbe stato malaccio…

Stati sovrani e floridi – la narrazione non deve perdersi nei miei divagare non casuali – sono stati volutamente portati alle crisi. Tanti anni dopo, Mario Monti, dirà in una intervista che per attuare le riforme c’è bisogno delle crisi, altrimenti senza le crisi l’opinione pubblica non le accetterebbe. Quindi crisi pilotate, per generare azioni politiche non gradite dai popoli. Lo smantellamento dell’IRI fu un attimo e, mi perdoneranno i miei amici consulenti finanziari, iniziò una campagna mediatica e culturale, serrata, per convincere gli italiani a dirottare gli investimenti che avevano fatto per 70 anni in BTP, finanziando quindi la propria Patria, verso banche d’affari mondiali che iniziarono ad attuare la finanza speculativa di cui tanto avremmo poi sentito parlare nei due decessi successivi. Non dimentichiamo, infatti, che l’Italia era il Paese con il più grande risparmio privato del mondo. Finanziavamo noi stessi comprando titoli di Stato, oggi compriamo pacchetti di Morgan Stanley proposti dai suoi camerieri a noi visibili a causa degli sportelli dove andiamo a prendere informazioni e dove ci danno dei fogli informativi in cui, con dolo, non ci viene fatto capire quello che firmiamo. La mancanza di sovranità monetaria e la mancanza di autofinanziamento dello Stato attraverso il patrimonio privato dei cittadini, rese in una manciata di lustri il Paese quarta potenza del mondo ad un Paese che deve chiudere gli ospedali, fare crollare i ponti e non comprare i cancellini per le scuole per mancanza di soldi, complici trattati e scelte politiche volontarie di austerity spacciate per “necessarie”. Quei soldi che, quando eravamo uno Stato sovrano, stampavamo al bisogno governando l’inflazione con l’occupazione e la maggiore richiesta di beni al consumo, derivante dalla maggiore produzione e il maggiore benessere.

Mi domando, cari amici, una cosa. Le cose che ho scritto, seppur non alla portata di tutti, sono evidenti verità davanti agli occhi di tutti. Avrò fatto mille errori, detto imprecisioni, ma a largo spettro e con una visione dall’alto il tutto è andato più o meno così. Voi persone comuni siete giustificate. Ma mi ritrovo, davanti a questo disastro che ha distrutto il nostro Paese, portandolo a nascite zero, e a una vicina scomparsa nel giro di una generazione, mi ritrovo – dicevo – a pensare a tutti i miei amici che hanno studiato economia e scienze politiche, e che per anni hanno ridacchiato di chi denunciava queste cose, io che ero complottista, che dicevo scemenze. Mentre ci trasformavano tutti in schiavi con lo stesso giubbotto, lo stesso stipendio, lo stesso comodino per quella reintroduzione del sistema feudale che le elitè hanno pianificato dopo la loro disfatta.  Ridevano mentre tutto avveniva sotto i nostri occhi, seppur, mi rendo conto, con quella potenza mediatica della sinistra ancora e sempre in campo, che descriveva, descrive e descriverà al grande pubblico come scemenze e complottismi le verità storiche che ci hanno ridotto a non poter comprare mascherine chirurgiche mentre la gente muore per una pandemia. L’abbassamento dei salari, la distruzione dei diritti sociali. Ci pisciano in testa, ma dobbiamo dire che piove, altrimenti siamo complottisti!

Io so bene che persone anche intelligenti, se non dotate si pensiero critico e carattere, possono essere colte e preparate quanto si vuole, ma sono persone che ripetono a memoria nozioni ascoltate e che per passare l’esame devi ripetere in modo asettico. Gente che studia a memoria. Gente che non vale nulla, come il titolo che vantano. Quanti, di questi miei amici, avranno studiato lo SME mentre erano all’università? Ma davvero mentre lo studiavate non avevate la capacità di analizzarne anche gli effetti e avere pensiero critico? Ma queste vostre lauree con cui vi riempite la bocca e avete sempre marcato la differenza con chi non era laureato, vi sono servite solo a fare la recita sociale per gli aperitivi e i mitici stage al parlamento europeo da tutti sognati come l’approdo e la più alta soddisfazione di vita?

Ma nessuno si è accorto che MES è l’anagramma di SME?

Cui prodest?

Cui prodest, diversi capoversi fa, dicevamo? Ma tutto questo, che i nostri amici laureati hanno negato per anni e negano ancora; tutto questo a chi giova? Ma chi ha vantaggio dall’impoverire i popoli, vederli soffrire, morire di disoccupazione, mancanza di sanità, di umanità, di stato sociale? Chi? E soprattutto PERCHE’?

Ho scritto troppo, vi sarete stancati, amici miei e lettori che mi danno la forza, e mi commuovo scrivendolo, di stare qui a scrivere dalle 5 di mattina (e sono le 12:16), quando invece potrei andare in spiaggia, godermi questo sole, passare il tempo in altro modo. Mio padre mi guarda incredulo. Alle 7 gli ho detto “scrivo una cosa e faccio colazione”. Ogni tanto si affaccia, mi guarda. Ma solo chi è stato in pigiama senza lavarsi e mangiare per 3 giorni, passati a leggere e scrivere, può capirmi in questa mia passione infinita. Quanti siete? Qualche decina? Non è il numero che conta. Ed anzi, se foste tanti significherebbe che non sarei una persona libera e avrei a disposizione quei mezzi illimitati del potere mediatico che ha accompagnato tutto questo. Quante cose in più avrei voluto dire, quante ramificazioni da ogni capoverso potevano nascere?

Cui prodest?… Ci viene in soccorso, come spesso è accaduto in questi anni, un libro francamente inquietante, e che io credo non un romanzo anche se così si dice. Sono più propenso ormai a pensare che l’autore abbia avuto contatti con alcune persone a conoscenza del piano neoliberista, perché è tale la aderenza alla realtà di quello che sta succedendo con quel romanzo, che pensare che esso sia di pura fantasia ormai è impossibile. Perché tutta questa sofferenza palesemente voluta per i popoli? Perché questa umiliazione? Perché questo scardinamento degli affetti, questo aumento delle distanze familiari, questa solitudine indotta, questo attacco alla nostra dignità e alla nostra libertà?

Cui Prodest? E Perché?

“Come fa un uomo ad affermare il suo potere su un altro uomo, Winston?”

Winston ci pensò un po’ su. “Facendolo soffrire” disse infine.

“Esattamente. Facendolo soffrire. L’obbedienza non basta. Se non soffre, come si fa a essere sicuri che egli non obbedisca alla sua volontà, anziché alla tua?

Il potere consiste appunto nell’infliggere la sofferenza e la mortificazione. Il potere consiste nel fare a pezzi i cervelli degli uomini e nel ricomporli in nuove forme e combinazioni di nostro gradimento.

Riesci a vedere, ora, quale tipo di mondo stiamo creando? Esso è proprio l’esatto opposto di quella stupida utopia edonistica immaginata dai riformatori del passato. Un mondo di paura, di tradimenti e di torture, un mondo di gente che calpesta e di gente che è calpestata, un mondo che diventerà non meno, ma più spietato, man mano che si perfezionerà.

Il progresso, nel nostro mondo, vorrà dire soltanto il progresso della sofferenza. Le civiltà del passato pretendevano di essere fondate sull’amore e sulla giustizia.La nostra è fondata sull’odio. Nel nostro mondo non vi saranno altri sentimenti oltre la paura, il furore, il trionfo, e l’automortifìcazione.

Tutto il resto verrà distrutto, completamente distrutto. Già stiamo abbattendo i residui del pensiero che erano sopravvissuti da prima della Rivoluzione. Abbiamo abolito i legami tra figli e genitori, tra uomo e uomo, e tra uomo e donna. Nessuno ha il coraggio di fidarsi più della propria moglie, del proprio figlio; nel futuro non ci saranno né mogli, né amici.

I bambini verranno presi appena nati alle loro madri così come le uova vengono sottratte alle galline.

L’istinto sessuale verrà sradicato.

La procreazione diventerà una formalità annuale come il rinnovo della tessera annonaria. Noi aboliremo lo stesso piacere sessuale. I nostri neurologi stanno facendo ricerche in proposito. Non esisterà più il concetto di lealtà, a meno che non si tratti di lealtà verso il Partito. Non ci sarà più amore eccetto l’amore per il Gran Fratello.

Non ci sarà più il riso, eccetto il riso di trionfo su un nemico sconfitto. Non ci sarà più arte, più letteratura, più scienza. Una volta onnipotenti, non avremo più alcun bisogno della scienza. Non ci sarà più alcuna distinzione tra la bellezza e la bruttezza. Non vi sarà più alcun interesse, più alcun piacere a condurre l’esistenza.

Le soddisfazioni che derivano dallo spirito di emulazione non esisteranno più. Ma ci sarà sempre, intendimi bene, Winston, l’ubriacatura del potere, che crescerà e si perfezionerà costantemente e costantemente diverrà più raffinata e sottile. Sempre, a ogni momento, ci sarà il brivido della vittoria, la sensazione di vivido piacere che si ha nel calpestare un nemico disarmato.

Se vuoi un simbolo figurato del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano… per sempre”. (George Orwell, 1984)

Sembrano, rigo dopo rigo, le politiche degli ultimi anni della sinistra europeista.