Le recenti elezioni ci hanno consegnato un quadro europeo di speranza e cambiamento; non certo per merito dell’Italia, dove a stravincere è stato il partito che appoggia l’Eurocrazia e il cui segretario, Renzi, ha esordito nel ruolo di Premier dicendo che “dobbiamo fare i compiti a casa”.

Sono venuti in soccorso di tutti noi, però, i risultati elettorali molto significativi, tra gli altri, provenienti da Inghilterra e Francia. È importante ricordare che, nel 2004, il popolo francese bocciò con un referendum la “Costituzione dell’Unione Europea” che successivamente, per aggirare la libera volontà dei cittadini europei, venne riscritta in segreto sotto forma del trattato di Lisbona, per il quale ci impegniamo a cedere sovranità.

In questi anni, un personaggio sconosciuto e non eletto da nessuno, Herman Van Rompuy, ha guidato la Commissione Europea decidendo il destino di cinquecento milioni di persone; abbiamo visto con quali risultati, che molti continuano a chiamare “crisi economica” e non frutto di scelte mirate e volontarie, come invece penso io, con lo scopo di creare lentamente un mercato atlantico unico composto da USA e UE con aree interne impoverite e, in futuro, destinate alla creazione di “manodopera a basso costo che contrasti quella asiatica”.

Masse di milioni di persone abituate al benessere e alla tutela dell’individuo verranno fatte abituare lentamente ad una nuova condizione di vita, attraverso lo smantellamento dello stato sociale, della tutela sindacale e, soprattutto, della dimensione spirituale dell’uomo.

Già oggi si intravede un’economia reale distrutta a vantaggio di grandi gruppi e centri commerciali dove lavorano “formiche” con contratti da poche centinaia di euro, con pochi diritti o garanzie. Il percorso che sta portando la popolazione occidentale ad adattarsi ad un ribasso della propria esistenza è a metà del suo cammino. Il porto finale di questo viaggio lo vedremo quando la generazione dei quarantenni, che ancora vivono una vita dignitosa grazie all’aiuto delle pensioni dei genitori, dovrà farsi bastare il tozzo di pane in busta paga.

I genitori non sono eterni: al massimo altri 15 anni di questa deriva ci separano da un’ Europa dove milioni di persone accetteranno di lavorare 12 ora al giorno in cambio di pochi euro, come oggi avviene in Cina. L’alternativa sarà la fame.

In Inghilterra è arrivato primo il partito di Nigel Farage, il famoso parlamentare europeo che ha umiliato le massime istituzioni del Vecchio continente facendo interventi durissimi, ad esempio, sul fatto che in Grecia e Italia siano stati rimossi i governi per lasciar posto ai banchieri ed ai loro piani.

Questo risultato, e quello Francese, sono i più rappresentativi del quadro del prossimo parlamento, che vedrà le forze europeiste non avere la maggioranza assoluta e dover fare, probabilmente, “larghe intese su scala europea” tra PPE e PSE; ma l’esito della consultazione ci dice che gli euroscettici, se, coalizzati e organizzati, potranno controllare un buon numero di commissioni e, dati i seggi conquistati, fare la voce grossa.

Abbiamo, quindi, la possibilità di pensare che “condanne a morte” come il Fiscal Compact potranno essere osteggiate e combattute; accordi che, per essere rispettati, ridurrebbero all’indigenza buona parte della popolazione distruggendo lo stato sociale e prelevando, nei patrimoni privati, il necessario per far fronte a cifre, da corrispondere (a chi?), che per l’Italia si avvicinano ai 200 miliardi di euro con il contestuale abbassamento, ogni anno, di 20 miliardi di euro all’anno sulla spesa pubblica, per i prossimi venti anni; il tutto condito dal pareggio di bilancio inserito in costituzione. Insomma: farebbero prima a metterci sui treni per portarci alle camere a gas!

Se è vero che l’Italia, a differenza della Francia patria della rivoluzione, è un Paese abitato da un popolo che subisce, che non si informa, non legge ed è poco incline a ribellarsi, è altrettanto vero che il risultato del PD è un risultato oltre la normale, fisiologica, incapacità a reagire degli Italiani.

Ritengo grottesco, gravissimo, indice di umiliante passività con cui subiamo tutto in silenzio, che un partito che candida alla guida dell’Europa un Tedesco abbia preso il 40%. Il punto è proprio questo: quanti sapevano ciò? E quanti conoscono il funzionamento dei trattati, il contenuto degli accordi economici? Credo che su questi temi l’informazione sia limitata e i grandi organi piegati su posizioni “filogovernative” e ubbidienti.

L’Inghilterra, va ricordato, ha raggiunto questo risultato addirittura non avendo l’euro. I sudditi della regina, infatti, sospettando il tranello, tennero la sterlina; in più lo scorso anno non hanno firmato gli accordi europei rifiutandosi di fare la loro parte. Oggi, addirittura, c’è una parte maggioritaria del Paese che vuole l’uscita dall’Unione Europea, per non subire più i regolamenti e le imposizioni sugli scambi commerciali del mercato unico europeo.

Penso alla mollezza italica e ai super professoroni, ormai patetici, che in Italia irridono gli antieuropeisti e, con la puzza sotto il naso e il petto in fuori, ci spiegano che uscire dall’euro sarebbe una catastrofe. Hanno anche iniziato a dare a Farage e Le Pen degli xenofobi, razzisti e Fascisti, per proscriverli. La tecnica è sempre la stessa…

Beh, mentre la gente continua a suicidarsi, mentre lo smantellamento dello stato sociale prosegue, mentre il sequestro dei nostri soldi attraverso le tasse aumenta senza vergogna, mentre falliscono le imprese, mentre non riusciamo più neanche, a causa dell’euro, ad esportare il parmigiano; mentre avviene tutto questo le domande che mi pongo sono poche e dirette: ma gli Inglesi, rispetto a noi Italiani, sono così cretini da non capire che l’Euro è una cosa meravigliosa? Ma, questi cretini, come fanno a non capire che uscendo dell’Unione Europea sarebbero rovinati? E ancora: ma i Francesi sono davvero tanto stupidi da non capire che senza Euro andranno verso la catastrofe?

Meno male che ci siamo noi Italiani a votare in massa per un Presidente del Consiglio andato al governo senza elezioni, non si sa con che protezioni e con quali metodi, e che ha dichiarato che “la Merkel vuole bene all’Italia”; noi, che abbiamo considerato come un salvatore il signor Mario Monti, che ha definito la Grecia “il più grande successo dell’euro”. Un successo talmente evidente che è stato ritenuto un modello da seguire per gli altri Paesi…

La verità è che, in Italia, come sempre, vi è una tesi politicamente corretta a cui attenersi, altrimenti sei proscritto, sei Fascista, sei populista; oggi è il turno del dover dire che uscire dall’euro sarebbe un disastro; se non lo dici sei uno stupido. Uno stupido come me.

A guardare il voto italiano sembra che qui vada tutto bene. Sarebbe meglio, mentre qualcuno non ha capito che gli 80 euro erano la “carota davanti all’asino”, confidare in chi nella storia ci ha dimostrato di portare avanti, senza arretrare, le battaglie per il rispetto della dignità dei popoli.

Pensando all’esito referendario del 2004 sulla costituzione europea e sapendo che Marine Le Pen ha parlato di un referendum sull’Euro, capisco che se le nostre esistenze verranno salvate dipenderà da altri Paesi. E noi, come sempre, ci accoderemo. Questo sappiamo fare, oltre cambiare bandiera a seconda del vincitore di turno, a mangiare spaghetti e guardare partite di calcio. Meglio di niente…

Quel giorno, quando sull’euro e l’Europa sarà di moda una posizione critica, lo spettacolo peggiore sarà proprio quello dei professoroni pro euro di oggi che rinnegheranno se stessi e che diranno, senza vergogna e tutti in coro: “io lo avevo detto”. Vedrete!