Nessuno di noi, a partire da chi scrive, ha in animo istinti razzisti o di odio ignorante e violento verso i poveri immigrati che attraversano il mare in cerca di una vita migliore. Questa premessa non dovrebbe neanche essere scritta, tanto è ovvia; ma a causa del conformismo che impone il pensiero unico, pena l’essere additato come un “razzista” o “fascista”, diventa imprescindibile come lo è ogni qualvolta una persona, come sto facendo io, si approcci a dire cose di buon senso; semplicemente di buon senso.

Le problematiche legate all’ingresso degli immigrati sono chiare a tutti. Mangiare è un bisogno primario. Io sono disoccupato ma non vado a rubare perché ho alle spalle una famiglia che sostituisce l’inesistente welfare. A differenza mia, e di tanti altri italiani, non pochi immigrati sono costretti a delinquere per poter mangiare e io, vi sembrerà assurdo, lo comprendo anche!

Non tutti gli immigrati che delinquono sono persone cattive e con un’indole improntata a commettere crimini. Spesso questa gente ci si ritrova costretta. Ciò che non comprendo è l’ipocrisia di chi fa finta di non sapere queste cose e per di più spaccia questo modo di far entrare i clandestini come “spirito umanitario”. Che cosa ha di umanitario fare entrare in Italia un essere umano e farlo diventare uno schiavo che raccoglie pomodori a 5 euro al giorno? Che cosa c’è di umanitario nel far entrare un immigrato e lasciarlo nelle mani della criminalità organizzata? Cosa c’è di umanitario a non garantirgli una vita dignitosa?

Il disastro, ormai, è sotto gli occhi di tutti; anche di chi, per tanti anni, ha fatto finta di nulla. Ed io non posso che dire, in modo netto, che uno Stato non è una associazione umanitaria! Uno Stato non deve perseguire il benessere dei migranti ma il benessere dei propri cittadini, nativi o meno. Questo è il punto: un conto è organizzare strutture di emergenza per fortuiti casi di immigrazione che fuggano dalle regole, un altro conto è lanciare messaggi mediatici e attuare provvedimenti normativi che suggeriscano agli scafisti di tutto il mondo di puntare le coste italiane.

La recente operazione mediatica a matrice PD che aveva visto nominare un ministro di colore è stata cartina al tornasole di un Paese attanagliato e messo in ginocchio da decenni di conformismo intellettuale e dall’obbligo del politicamente corretto a scapito delle cose concrete che, vuoi o non vuoi, vanno fatte per ben governare un Paese; certo, la mia critica non è mossa per il colore della pelle dell’ex ministro, ma sicuramente lo è verso i toni arroganti e supponenti con cui questa persona, spalleggiata dal suo partito, ha lanciato messaggi di “invasione” del nostro territorio nazionale, di distruzione di tutti i paletti necessari a diventare cittadini italiani e della necessità di educarci e di farci diventare cittadini civili, cosa che adesso non saremmo.

Una sfilza di dichiarazioni che hanno provocato antipatie e reazioni colorite e comprensibili nei suoi confronti e il suo allontanamento dal nuovo governo da parte di Renzi, sopprimendole il ministero guidato per un anno. Era razzista chi, sbagliando, gli tirava le banane, oppure lei fomentava razzismo nei suoi confronti a causa del suo atteggiamento? Tutti ci siamo fatti una idea di quale sia la verità…

Tutto questo è avvenuto in contemporanea alla nomina di un Presidente della Camera dei Deputati che ha sfruttato la sua posizione istituzionale e mediatica per continuare a fare il suo lavoro: la portavoce dei rifugiati. Tutto questo, tra una polemica e l’altra, era però il preludio a ciò che presto sarebbe avvenuto: l’abolizione del reato di immigrazione clandestina, che provocherà una invasione, già iniziata, senza precedenti, delle nostre coste da parte degli immigrati.

Sottolineo che un richiedente asilo politico è molto differente da chi scappa da un Paese “semplicemente povero”. Se è vero che le richieste di asilo hanno il diritto di essere evase come prevede il diritto internazionale, non ha invece nessun diritto l’immigrato che entra in Italia da clandestino perché nel suo Paese non c’è benessere, o meglio c’è meno benessere che qui. Questo è un esercizio di violenza verso i confini di uno Stato che non ha nessuna giustificazione; è esattamente, in proporzione, come se io pretendessi di entrare in Australia o negli Stati Uniti senza i dovuti permessi in quanto qui in Italia non vi è più lavoro. A provarci ti arrestano e buttano la chiave.

La marea di ingressi non controllati sta provocando da anni problematiche sanitarie non indifferenti; malattie considerate sconfitte grazie ai vaccini sono nuovamente presenti sul territorio nazionale e va sottolineato, come per la tubercolosi, che i cittadini italiani, da tempo, per queste malattie, non vengono più vaccinati; appunto perché considerate sconfitte.

Ai semafori, così come seduti ad un tavolino o mentre passeggiamo siamo circondati da mendicanti e accattoni che fanno da cornice alle nostre vite. In molte città, arrivata la sera, non si è più liberi di camminare in stazioni e parchi pubblici, luoghi diventati dimore di bande di immigrati che ne hanno preso possesso. Lo Stato paga di tasca propria, cioè nostra, alloggi in albergo, diarie e operazioni della Marina Militare per i nuovi arrivati. I Comuni pagano le bollette di acqua e luce ai Rom mentre gli Italiani sono alla canna del gas.

Diamine! Basta! Vergogna! Si sente urlare in tutta la Penisola… Italiani indigenti vengono perseguitati dal fisco e vedono i propri politici impegnati a garantire assistenza a stranieri e delinquenti come fosse la priorità. In una valutazione sociologica degli eventi, quello che più mi addolora, è che, come detto recentemente da Magdi Allam, l’imposizione dell’immigrazione selvaggia sta creando un “razzismo di riflesso” in parti ampissime della popolazione. E questa è una sconfitta di tutti e della civiltà.

Tornando all’abrogazione del reato penale di immigrazione clandestina, se dalla Sinistra mi aspettavo questo comportamento in quanto da anni essa spera di aprire il voto agli immigrati così da diventare, strumentalizzandoli, maggioranza nel Paese, ciò che lascerà il segno è la partecipazione a questo voto di NCD e parti di Forza Italia. L’inserimento di questo tema all’interno del D.L “svuota carceri” ha messo il bavaglio ai parlamentari di Destra che hanno visto passare questo provvedimento controvoglia, sull’altare della necessità di risolvere l’affollamento carcerario e soprattutto di non dare una spallata al governo.

Se, in Forza Italia, i malumori verranno assorbiti e dimenticati entro breve perché l’attenzione è tutta su Berlusconi e la sua posizione con la Giustizia, tutto appare diverso all’interno del movimento di Angelino Alfano. Un partito che sta percorrendo il pericoloso sentiero dell’accodamento ai voleri di Renzi, senza dichiarazioni pubbliche di distinguo e critiche ai voleri del PD che marchino la differenza di azione politica e creino un discrimine sul quale basare una scelta, al momento di andare alle urne.

Quanti voteranno NCD se non avrà portato avanti le richieste del suo elettorato di riferimento? Ritengo molto grave che proprio Alfano, Ministro dell’Interno in carica, non sia stato presente in aula e si sia sottratto alla discussione e credo che quanto avvenuto lascerà il segno, indelebile, sulla “fedina politica” di una compagine che, lo ricordiamo, non ha ancora superato lo “svezzamento” di una verifica elettorale. Per sua sfortuna il primo test sarà il meno adatto: quello delle elezioni europee. Un tipo di elezione già di per sé caratterizzato da assenteismo e che quest’anno, a causa del sentimento anti PPE, vedrà la perdita di tutti i riferimenti passati, quando, sostanzialmente, gli elettori riproducevano a livello europeo il voto politico nazionale.

A questo giro, molti cittadini, e io ne sono un esempio, protesteranno vivacemente votando fuori dagli schemi che hanno seguito per una vita.