Da diversi giorni mi tormenta non poco l’osservazione della realtà che mi circonda. Da tempo, tanto tempo, infatti, la cecità dell’Europa verso certi temi sta prendendo strade oltremodo inaccettabili. Com’è che si dice? A tutto c’è un limite!

Il dibattito sull’estremismo islamico e gli atti di terrosimo, infatti, sono ormai annullati da una perocolosissima retorica, un idiota antirazzismo di maniera e una vera e propria ignoranza – perchè questo è – a tal punto da farci piombare in una nuova realtà ovattata, dove tutto quello che un tempo avrebbe scatenato reazioni, allarmi, dibattiti e conferenze internazionali, rimane lievemente sospeso tra qualche audace articoletto postato su Facebook e freddi comunicati. Come se stessimo parlando di semplice cronaca.

Ma avete fatto caso a come, con leggerezza, mentre mangiamo la pasta al pomodoro sentiamo per qualche secondo notizie che facciamo finta di non ascoltare? Fateci caso. Leggete con me: “il Milan ha rifilato due gol alla Juve”. Adesso, con lo stesso tono e scorrevolezza leggete: “sgozzate due ragazze in Marocco”. Che cambia infondo? Nulla perchè in pochi secondi, fugaci, senza approfondimento, magari tra una canzone di Sfera coso e basta e una predica di Saviano su quanto siamo razzisti, arriva la prima serata e ci sono i pacchi da indovinare. La situazione è surreale! Anni di retorica e di autocensura hanno creato un qualcosa di molto più grave dell’occultamento delle notizie. Il fatto che vengano date e non ci faccia più né caldo e né freddo.

Questo fenomeno a mio avviso arrivato ad uno stadio eccessivamente avanzato, è colpa nostra o è eterodiretto? E’ qui che voglio porre il punto. E lo farò raccontandovi un aneddoto che mi riguarda. Qualche giorno fa sono andato ad un corso di aggiornamento accreditato all’Ordine dei Giornalisti. Il tema era la corretta inforazione sui migranti. Tralasciando il lungo racconto della giornata che si è trasformata in un comizio politico contro Salvini (su cui mi vengono rilasciati crediti formativi, meditate…), quello che ci tengo a raccontare è che, tra le varie preziosissime informazioni che noi giornalisti dovevamo imparare per formarci c’era quella che non esiste un islam moderato e uno estremista. Con tanto di slide dense di spiegazioni sul fatto che per colpa di queste dicerie si sviluppava la xenofobia. Eh, già, capito? Noi, immotivatamente, col nostro inutile razzismo e paura verso il diverso, generiamo diffidenza gratuita. Al solito.

Detto, in breve, che già all’inizio del corso avevo interrotto il lavori protestando per il fatto che qualcuno, invece che insegnare deontologia, accennasse spudoratamente a far capire le proprie idee politiche; detto questo, al termine della rissa da me generata e del corso stesso, prendevo la parola per protestare contro questo politicamente corretto inaccettabile. Lo facevo argomentando circa Ratisbona e la successiva costrizione del Papa a pregare in una moschea e poi a dimettersi; lo facevo parlando della fratellanza musulmana, dello sterminio d’Algeria, dell’assassinio di Boumedienne. Mi guardavano come fossi un pazzo, io che ero l’unico a dire cose sensate. Tutti, credetemi, erano asserviti alle frasi fatte da fiaba di pinocchio, rimbambiti dalla retorica, inermi davanti a qualcuno che faceva lezioni per dire che non esiste un islam estremista. Dissi, testualmente: “ma come potete dire ancora queste cose”?

Comprendete bene, cari amici e lettori, che siamo davanti ad un problema ben più grave dell’islam radicale, del terrorismo, e di due ragazze sgozzate. Siamo davanti alla stupida cecità dell’uomo europeo che ha deciso di non ammettere la verità davanti ai sui occhi. Un giorno, questa verità, dovremo accettarla perchè se continua questa idiozia ci sgozzeranno nel centro di Roma, come è già avvenuto 900 anni fa. Il punto è proprio questo: avere la cultura necessaria per capire i fenomeni e comprenderli a tutto tondo. Cultura storica ma anche attuale. E la cosa incredibile è che quando illustri la verità, ti rispondono che la maggioranza degli islamici sono pacifici e tu, incredulo, tenti ogni volta di spiegare che nessuno lo nega, che è verissimo; ma che è una verità assolutamente inutile da argomentare in risposta alla denuncia di questo problema. Ma li vedi tutti rimbambiti dirti la frasetta a memoria e tu a dire: “ok, l amaggioranza è pacifica; e quindi ce ne fottiamo che ci sgozzano”? Ma è mai possibile che non ci sia la capacità mentale di comprendere che citare i milioni di islamici moderati non abbia nessuna attinenza con la necessità di ammettere che c’è un problema con una minoranza di loro? E’ mai possible non comprendere che questo non ammettere rimanda la presa di coscienza e la reazione per difenderci?

Quello che mi fa paura e su cui vorrei far riflettere è che quanto avvenuto alle due ragazze in Marocco è casa, è qui. Io ho perfettamente compreso che la distanza geografica che ci separava da queste efferatezze, quando avvenivano lontane da noi, portava a prenderle con meno senso del pericolo. Ma il Marocco non è l’Iraq. E’ qui, è un Paese pieno di europei, ci andiamo in vacanza anche solo per un weekend. Vedo gente fare regali e festeggiare quel Natale che abbiamo dimenticato essere festa della Cristianità. Ma lo si festeggia solo in modo consumistico e commerciale perchè se così non fosse saremmo tutti impegnati a parlare di quanto accaduto e pienamente consapevoli che ormai li abbiamo alle porte!