Siamo abituati, spesso, a ricordi retorici di tempi andati; talvolta, oltre tributi doverosi, si nascondono eccessi di riverenza verso personaggi più o meno noti. Non è certo questo il caso; non è in questo frangente che ciò può esser vero. Si è spento a 95 anni Francesco Alliata, interprete di una Sicilia e di un mediterraneo che parlarono al mondo con la fantasia, la spensieratezza, la voglia di avventura e la cultura.

Finiva la grande guerra, si tornava alla vita. Erano i tempi romantici di una terra che era regina. Ed i suoi principi, pervasi da un amore sconfinato, interpretavano la bellezza infinita e magica della Sicilia attraverso testimonianze vive ancor oggi. Nasceva in quegli anni la ricerca archeologica subacquea, di cui Cecè Paladino fu uno dei pionieri. La voglia di avventura e di esplorazione era protagonista di un’epoca. La nobile arte della caccia subacquea diventava sfida agli abissi. Grandi uomini e grandi sognatori; come dimenticare Gaetano Hardouin di Belmonte, che proprio insieme ad Alliata ed altri, fondò il “Circolo siciliano dei cacciatori sottomarini”, a Ustica e Rinella. Parliamo del primo circolo di pesca subacquea della storia mondiale: ecco cosa era la Sicilia. Quella Ustica, perla nera del mediterraneo, dove successivamente si tennero i mondiali di pesca in apnea e grandi manifestazioni internazionali come il tridente d’oro. Uomini, diventati miti, approdavano sulle nostre coste in cerca di sfide.

E’ il 1946 quando nasce la “Panaria film”, casa cinematografica che sperimentò le prime tecniche di ripresa subacquea. Quanti allagamenti, quanti tentativi mal riusciti, quanta determinazione nel provare e riprovare quegli scafandri artigianali al cui interno venivano montate videocamere e macchine fotografiche! Eppure i risultati non tardarono ad arrivare. La passione infinita e le infinite giornate col sale sulla pelle, portarono a riprese subacquee di grande qualità; anche Folco Quilici collaborò con la casa di produzione siciliana. Ma il più grande lavoro fu certamente la produzione del film “Vulcano”, con Anna Magnani. I ragazzi della Panaria, così passarono alla storia, erano Alliata, Renzo Avanzo, Pietro Moncada, Quintino Di Napoli e Fosco Maraini.

Oggi la Sicilia non parla più quella lingua dei sogni. Ma, affranti come siamo da una quotidianità fatta di fallimenti e mancanza di cultura, è importante testimoniare cosa è stato possibile far nascere e affermare in questa terra. Perché l’anima di questa trinacria non morirà mai, e tornerà a splendere come merita, quando nuovi interpreti e nuove epoche sapranno riprendere i fasti di un tempo che ci guarda da lontano e ci insegna ogni giorno che i sogni possono diventare realtà.