Nei giorni 20 e 21 novembre si è tenuto, presso lo Stabilimento Florio di Favignana, un convegno di studi sulla Battaglia delle Egadi. Tantissimi gli interventi delle personalità presenti che hanno ripercorso le dinamiche della battaglia ma anche descritto l’epoca in cui questa si è svolta, illustrando quindi l’economia, la politica del momento e l’importanza del teatro dello scontro tra la flotta romana e quella cartaginese; teatro, quello del mare vicino Trapani, crocevia di commerci navali importantissimi. La battaglia è tra quelle annoverabili tra le poche che hanno cambiato davvero il corso dell’umanità, avendo decretato la fine della prima guerra punica a favore dell’impero romano.

Da molti anni, ormai, la Soprintendenza del Mare ha avviato una campagna di ricerca con la collaborazione della RPM Nautical Foundation che, con mezzi all’avanguardia nel campo della ricerca archeologica subacquea, ha portato alla luce tantissimi reperti che hanno dato prova circa il sito dello scontro: lo specchio di mare di fronte il Capo Grosso dell’ isola di Levanzo. E’ li, e non a Favignana come la leggenda narrava, che le navi romane attesero quelle cartaginesi per tendere un agguato. A provarlo, appunto, gli oggetti ritrovati: rostri, elmi e anfore che hanno riposato per millenni sul fondo del mare.

Il convegno è stato indetto in occasione dell’inaugurazione di un nuovo spazio espositivo dedicato interamente a questo evento storico. All’interno del polo museale, infatti, sono state predisposte due sale: una dedicata all’esposizione e l’altra progettata e predisposta per visualizzare in 3D proiezioni di filmati multimediali che ricostruiscono la battaglia e ne danno una idea concreta.

La direzione scientifica del convegno e dell’allestimento museale ha visto protagonista il Soprintendente del mare della Regione Sicilia Sebastiano Tusa.